Il Milan cala il tris e annienta il Napoli
Davide Bin
Vittoria doveva essere e vittoria è stata! Magari non sarà davvero un successo decisivo, perchè forse troppo in fretta si era parlato di sfida scudetto, dimenticandosi che mancano ancora undici giornate alla fine e c'è sempre una certa Inter ancora in corsa, ma aver dato una dimostrazione di superiorità a chi voleva insidiare il primato del Milan e affiancarlo in testa ed è stato ricacciato indietro a sei punti è un bel segnale e un avviso a tutto il campionato: il Milan vuole questo scudetto e farà di tutto per conquistarlo, anche se la strada è ancora lunga e le insidie sono molte. Alla vigilia erano state ricordate ed evocate le mitiche sfide della fine degli anni '80 e inizio anni '90 e la cosa ha portato fortuna, visto che la partita si è chiusa con tre gol di scarto a favore dei rossoneri come quella del 3 gennaio 1988, la "madre di tutti i trionfi" in cui sbocciò il Milan di Sacchi, fino ad allora poco convincente e continuo che proprio da quel successo cominciò la rincorsa e la rimonta sul Napoli culminata con il sorpasso del 1° maggio nella partita di ritorno al San Paolo che segnò l'inizio di un'era piena di successi; chi c'era allora avrà rivissuto questa sera le stesse sensazioni ed emozioni, vedendo lo stadio pieno e ribollente di entusiasmo e passione, con tantissimi tifosi napoletani in ogni settore convinti di poter fare il colpaccio, ma tornati a casa mesti e tristi dopo una netta sconfitta, mentre i tifosi rossoneri in delirio hanno festeggiato una vittoria importante. In verità alla fine del primo tempo c'era poco da festeggiare e, anzi, la sensazione di tutti era che la "montagna avesse partorito il topolino" nel senso che alla grande attesa della lunga vigilia (otto giorni dall'ultima partita per entrambe le squadre) non corrispondeva certo una grande partita, visto che non c'era ancora stato un tiro nello specchio della porta. Poi il calcio di rigore, sfuggito ai più in tribuna, ma non all'attento arbitro Rocchi in campo, ha rotto l'equilibrio e da quel momento non c'è più stata partita, perchè il Milan ha dominato e dilagato e il Napoli è scomparso dal campo lasciandosi "asfaltare". Ora qualcuno obietterà che in fondo la partita è stata decisa da un rigore dubbio, ma nulla può inficiare il netto successo dei rossoneri e, soprattutto, rovinare la grande gioia del popolo milanista, che ora più che mai sogna di tornare a primeggiare in Italia, anche se bisogna sforzarsi di continuare a tenere i piedi per terra.
Allegri risolve l'emergenza sulla fascia sinistra rispolverando Jankulovski, alla sua prima gara da titolare in questo campionato e davanti a lui piazza Flamini, che con Van Bommel e Gattuso va a comporre un centrocampo muscolare e da battaglia; la difesa è completata con la solida coppia centrale Nesta-Thiago Silva, che ha il compito di annullare lo spauracchio Cavani e con Abate e destra, mentre in attacco Pato riconquista una maglia da titolare al fianco di Ibrahimovic, con Robinho trequartista. San Siro si veste con l'abito delle grandi occasioni, cioè mostra spalti pieni al limite della capienza e offre la magica atmosfera delle sfide decisive e che infiammano i tifosi. Ci sono sostenitori napoletani prarticamente in ogni settore e viene da chiedersi a cosa serva la tessera del tifoso se poi si arriva a mischiare la gente in questo modo francamente pericoloso, visto che alcuni napoletani arrivano addirittura in prossimità della Curva Sud e ciò può provocare tensione se non addirittura qualcosa di peggio. Comunque sembra che sia andato tutto bene e questa è la cosa più importante, anche se creare situazioni così rischiose non è certo l'obiettivo che voleva raggiungere chi ha inventato la tessera del tifoso (almeno spero...). Grande tifo sugli spalti da parte di entrambe le tifoserie e ciò è sicuramente apprezzabile, perchè se c'è sana rivalità e basta si crea un'atmosfera ancor più coinvolgente per partite importanti come questa.
Purtroppo l'andamento del primo tempo non contribuisce certo ad aumentare l'entusiasmo dei tanti tifosi presenti sugli spalti: emozioni poche, tiri in porta zero e solo una sterile superiorità rossonera, visto che gli uomini di Allegri costruiscono tre o quattro potenziali occasioni da rete, ma c'è sempre un'entrata in scivolata di un difensore avversario, una respinta fortuita o un errore di misura nell'ultimo passaggio a vanificare una buona manovra che avvicina i rossoneri alla porta di De Sanctis. Il Napoli fa scena muta, così come la sua stella più attesa, Cavani, che non mette minimamente in difficoltà la difesa del Milan e men che meno riesce ad impensierire Abbiati. Insomma, Milan più attivo ed aggressivo, ma con poca cattiveria sotto porta, quindi niente occasioni da gol colossali e partita molto combattuta ma bloccata e deludente e in cui le emozioni più forti vengono da tiri alti o lontani dai pali e da una debole conclusione di Pato che non sfrutta la favorevole occasione di avere davanti a sè una porta senza estremo difensore; il centrocampo rossonero, composto solo da "gladiatori" fatica a costruire gioco, far partire sempre l'azione dalla difesa non è facile ed è in questi frangenti che si sente di più l'assenza di un uomo d'ordine dai piedi buoni come Pirlo, un vero regista che sa dare i tempi al gioco e alla manovra; forse servirebbe un Robinho più accentrato ed arretrato, mentre il brasiliano si autoesilia sulla fascia sinistra molto vicino a Pato e molto distante da Ibra; sembra quasi che i due connazionali abbiano paura dei rimproveri dello svedese e girino alla larga dal compagno e questo non aiuta certo ad aumentare la pericolosità offensiva del Milan.
Altra musica, per fortuna, nella ripresa: le emozioni iniziano subito con un tiro da posizione impossibile e defilatissima di Van Bommel che costringe De Sanctis ad una deviazione d'istinto in angolo; passano solo due minuti ed ecco l'episodio decisivo; mischia nell'area piccola del Napoli, Ibra rimette in mezzo di testa forse spingendo Cannavaro e Aronica salta fra Pato e Robinho colpendo il pallone di mano; in verità questa è una ricostruzione a posteriori, perchè in diretta e dall'altra parte del campo (l'azione si è svolta sotto la curva Nord) non si è capito molto ed è stato necessario contattare amici e parenti a casa per avere delucidazioni; comunque il calcio di rigore è una gradita sorpresa (anche per Pato che chiedeva semplicemente il calcio d'angolo) e ciò dimostra che la decisione di Rocchi è stata generosa anche se ineccepibile (il tocco di mano c'è); sul dischetto va Ibra, De Sanctis intuisce ma non raggiunge l'angolatissimo tiro delle svedese, che può nuovamente esultare sotto la Nord per un rigore realizzato in uno scontro diretto, in pratica un "deja-vu" del derby di novembre. E' il quattordicesimo gol in campionato per Ibra, sicuramente uno dei più importanti, anche se non si può certo parlare di gol scudetto. Ora il Napoli deve aprirsi e sbilanciarsi e il Milan trova più spazi per veloci ripartenze: Pato costringe De Sanctis alla difficile deviazione in angolo con un bel tiro a giro, poi si traveste da uomo assist e serve Robinho, la cui deviazione a botta sicura da pochi passi non sorprende il bravo portiere del Napoli; è l'ultima occasione per Binho, richiamato in panchina per far posto a Boateng, applauditissimo dal pubblico al momento dell'ingresso in campo. Il Boa va a fare il trequartista e il suo impatto sulla partita è devastante, facendo capire quanto è mancato al Milan in questi due mesi di assenza. Intanto il Napoli fatica a reagire e non crea pericoli, a meno che non si voglia considerare tale un colpo di testa fuori di Cannavaro; Flamini tira alto da buona posizione e fa disperare i tifosi rossoneri, ma il raddoppio arriva comunque al termine di una bella azione, innescata ancora da Ibra con un passaggio "no look", rifinita da Pato sulla fascia sinistra e concretizzata in rete da Boateng, che si catapulta in area a ricevere l'assist del compagno e lo trasforma in rete. San Siro esplode e l'urlo del gol si alza alto nel cielo di Milano, perchè si intuisce che questa può essere davvero la rete che mette al tappeto il Napoli. E non è finita, perchè poco dopo Pato scatta in contropiede, fa ammattire due difensori con finte e controfinte, sfrutta il movimento di Ibra che disorienta ancor di più gli avversari e conclude la bella azione personale con un gran tiro che si infila all'angolino alto alle spalle dell'esterefatto De Sanctis. Delirio a San Siro e i tanti tifosi napoletani cominciano a lasciare lo stadio salutati dall'irriverente coro "Tutti a casa alè...", così come irriverenti sono gli olè che accompagnano la ragnatela di passaggi degli ormai sazi rossoneri ed umiliano i giocatori napoletani. Ormai è tempo di festa a San Siro e la partita non ha più nulla da dire: trionfo rossonero, netta sconfitta per un Napoli timido e rinunciatario con un Cavani nullo. A fine partita molti giocatori vengono sotto la curva a salutare e ringraziare i tifosi per il sostegno e il gran tifo e a festeggiare una vittoria importante; alcuni lanciano pure la maglia ai tifosi e fra i più scatenati nell'esultanza c'è proprio Boateng, che anche a partita finita chiede con ampi gesti di aumentare i decibel del tifo.
Vittoria importante e con benèfici effetti sulla classifica: il Milan ora ha cinque punti di vantaggio sulla seconda, che non è più il Napoli, scivolato al terzo posto con sei punti di distacco, ma l'Inter; non si può parlare di fuga, ma di allungo sì e questo basta per scatenare l'entusiasmo dei tifosi, che escono da San Siro cantando "Salutate la capolista!" e sognando sempre più ad occhi aperti lo scudetto. Il Milan ha vinto perchè ha cercato con più impegno il successo e ha saputo cambiare marcia dopo un brutto primo tempo; la partita è stata sbloccata da un episodio, ma la vittoria è meritata e il grande secondo tempo la legittima. Boateng, a tratti irresistibile, ha cambiato volto alla squadra, ma bisogna celebrare anche un magnifico Pato e la solita preziosa partita di Ibra, che ha segnato solo su rigore ma ha lottato su ogni pallone ed è entrato nelle altre azioni decisive; buona anche la prova di Jankulovski, a dimostrazione che Allegri può contare sul contributo di tutti e ottima quella di Van Bommel, deciso, concreto, bravo a recuperare palloni ma anche ad inserirsi in attacco quando ne ha avuto la possibilità; la grinta di Flamini e Gattuso ormai non fa più neanche notizia, mentre la coppia centrale non ha dovuto sudare troppo a contenere gli sterili assalti del Napoli e Abbiati ha vissuto una serata tutto sommato tranquilla, se non addirittura da spettatore non pagante. Sicuramente successi come questi moltiplicano entusiasmo, convinzione e fiducia nei propri mezzi, perchè doveva essere un difficile ostacolo sulla via che porta allo scudetto ed è stato superato brillantemente e per questo si può sorridere e guardare al futuro con ottimismo e serenità, al termine di un "Monday night" esaltante, un lunedì davvero speciale che non dimenticheremo tanto in fretta.


