Una settimana da Dio
Pietro Mazzara
Le carte in tavola, spesso, cambiano in fretta e, altrettanto velocemente, mutano i giudizi e i destini di giocatori, tecnici, squadre e classifiche. Dopo tre panchina consecutive, critiche aspre e, in certi casi, anche gratuite, Alexandre Pato, in soli sette giorni, ha rivoltato come un calzino la sua posizione all’interno del Milan.
La scintilla è scattata al minuto 20’ del secondo tempo quando Massimiliano Allegri decide il suo ingresso in campo al posto di un evanescente Cassano. Il papero prima prende le misure cercando di bucare Sorrentino prima di azzeccare la serpentina decisiva, il colpo di genio che solo chi sprizza talento da tutti i pori può sfornare.
Proprio quel gol sembra aver sbloccato mentalmente l’attaccante che, nonostante i due giorni di riposo concessi dal tecnico in vista della gara con il Napoli, si è presentato a Milanello, tra lo stupore generale di tutti, per sostenere una sessione personalizzata d’allenamento.
I gossip, veri o presunti, non ne hanno minato la tranquillità e anche in allenamento, come ha dimostrato la doppietta contro la Beretti, e contro il Napoli si è avuta la conferma che Pato ha ingranato la marcia giusta verso l’esplosione.
Proprio nella sfida con gli azzurri, l’ex Internacional di Porto Alegre ha messo in mostra tutto il suo talento risultato, a conti, fatti il giocatore decisivo per la vittoria essendo entrato, a vario titolo, in tutti e tre i gol mettendo la firma sul sigillo finale.
Un settimana da Dio o, forse, più semplicemente una settimana da Pato.


