VERSO IL DERBY
Davide Bin
Ci siamo! Fra poche ore la lunga e snervante attesa sarà finita e andrà in scena un derby molto sentito e, soprattutto, molto importante; il Milan può solo vincere, perchè rimanere a otto punti dall'Inter o, peggio, precipitare a -11, significherebbe dire addio a qualunque residua speranza di scudetto. Sarà, quindi, come una sfida secca di coppa, una di quelle partite decisive che questo gruppo ha affrontato e spesso vinto in questi anni; lo ha ricordato con orgoglio da capitano Paolo Maldini, che sarà all’ultimo derby di una lunghissima serie ma non per questo è malinconico o depresso; al contrario Paolo è caricatissimo vuole vivere un'altra serata esaltante e gustarsi per l’ultima volta dal campo la magica atmosfera del derby, che dal prossimo anno potrà vivere solo dalla tribuna (e non sarà la stessa cosa); dall'alto della sua immensa esperienza, Maldini sa che negli appuntamenti che contano il Milan c'è e non tradisce mai ed è fiducioso che anche in quest'occasione questo meraviglioso gruppo saprà sfoderare la prestazione gagliarda che serve per vincere il derby e riaprire il campionato. I tifosi, forse, in questo momento non hanno le stesse certezze ma non per scarsa fiducia nei confronti della squadra, quanto perchè la vigilia di un derby è sempre particolare, intensa e devastante per il sistema nervoso: in un attimo passi dal sogno della vittoria che ti farebbe delirare all'incubo della sconfitta che ti getterebbe nella disperazione; vorresti che tutto fosse già finito, che fosse già lunedì e potessi leggere i quotidiani che riportano la classifica con il Milan a -5 (quindi vittorioso nel derby), poi ricominci a contare le ore e i minuti che ti separano dalla sfida, perchè mai e poi mai rinunceresti a vivere una partita e una serata comunque magica e speciale, diversa da tutte le altre; è il fascino del derby, partita unica e "terribile", sfida particolare anche quando è una semplice amichevole, figuriamoci quando c'è in palio qualcosa di importante. Ne abbiamo vissuti tanti di derby e molti davvero speciali: quelli indimenticabili di Champions, molti altri con in palio lo scudetto (per una o entrambe le squadre), il meraviglioso, mitico e insuperabile derby dell'11 maggio 2001 (quello del 6-0 che anche Maldini ricorda come il più bello dei 55 da lui disputati) per finire con gli ultimi due, quelli dell'anno solare 2008, che hanno visto prevalere sempre il Milan con il minimo scarto: 2-1 a maggio, 1-0 a settembre e con tre firme prestigiose (Inzaghi, Kakà e Ronaldinho). Ma i ricordi sfumano in fretta quando sei alla vigilia dell'ennesimo derby: vittorie e sconfitte del passato non hanno importanza e contano solo quei novanta minuti che ti appresti a vivere con il cuore in gola e tifando a più non posso, perchè prima ancora di quello in campo c'è da vincere il derby del tifo, quello sugli spalti, a colpi di cori, sfottò, coreografie e striscioni. In questo caso i tifosi rossoneri partono sfavoriti, perchè si gioca in casa dell'Inter e la maggior parte del pubblico sarà di fede nerazzurra, ma noi ci saremo, orgogliosamente arroccati nel cuore pulsante del tifo rossonero, la Curva Sud, pronti a "dare battaglia" come sicuramente farà la squadra in campo.
Stadio esaurito da giorni, grande attesa, spettacolo che verrà visto in tutto il mondo; è la magica atmosfera del derby che si rinnova di anno in anno, di stagione in stagione e rimane immutata anche se il calcio sta cambiando velocemente (e non sempre in meglio). Come già detto sarà l'ultimo derby di Paolo Maldini, un campione inimitabile e senza di lui anche il derby perderà un po' di fascino, visto che si tratta dell'ultimo giocatore delle due squadre che ha iniziato e finito la carriera sempre con la stessa maglia, quindi è una vera e propria bandiera, ovvero una razza ormai in via di estinzione nel calcio moderno. Sarà, invece, il primo derby di David Beckham e sono sicuro che le emozioni che vivrà e proverà gli faranno apprezzare ancor di più la sua avventura al Milan che tutti speriamo non sia già agli sgoccioli come da contratto. Dopo aver accarezzato ad inizio settimana il sogno di recuperare sia Kakà che Nesta, man mano che la sfida si avvicina la realtà è ben diversa: il brasiliano zoppica ancora e il suo recupero è impossibile, il difensore ha provato a forzare per migliorare una condizione fisica ancora deficitaria ed essere disponibile e si è nuovamente bloccato, per un affaticamento al gluteo che interessa anche la zona lombare; purtroppo ancora una volta il solo fatto di aumentare i carichi di lavoro ha costretto Nesta all’ennesimo stop e a questo punto (si parla di almeno un mese per il recupero) la stagione è fortemente a rischio e tornano nubi minacciose anche sulla carriera dello sfortunato giocatore, fermo ormai da molti mesi. In pratica la formazione è fatta: a far coppia con Maldini al centro della difesa ci sarà Kaladze (anche lui reduce da un fastidioso infortunio al ginocchio), mentre a far le veci di Kakà ci sarà Ronaldinho; per il resto tutto immutato rispetto alle ultime partite, a conferma del fatto che ormai Ancelotti ha trovato la sua “squadra-tipo” e la modifica solo in caso di infortuni e squalifiche. Il Milan è all’ultima chiamata per lo scudetto ma tutto il gruppo è ottimista e carico al punto giusto; parola ancora una volta di capitan Maldini che non solo vuole vincere il derby, ma è convinto che si possa anche conquistare lo scudetto, cosa che gli farebbe chiudere in modo davvero esaltante una strepitosa carriera; ovviamente la sua speranza è anche la nostra perché in fondo crederci non costa nulla e questo Milan ancelottiano ci ha dimostrato varie volte di non essere inferiore a nessuno nella singola partita, salvo poi peccare di continuità e perdere banalmente punti contro le piccole; difetto congenito di una squadra costruita con tante stelle, che si esaltano nelle grandi sfide, ma che a causa dell’età elevata di molti giocatori e di una mentalità particolare, non riesce ad essere competitiva in un torneo di 38 partite in cui è importante anche e soprattutto battere le cosiddette “provinciali”; lo dimostra anche l’andamento di questo campionato, in cui il Milan è stato superiore all’Inter nello scontro diretto dell’andata, ma si presenta alla sfida di ritorno indietro di ben otto punti e con l’assoluta necessità di vincere. Ma ormai non è più tempo di parole e pronostici, previsioni e ragionamenti: lasciamo la parola al campo, perché fra poco si accenderanno le luci di San Siro, lo stadio si riempirà fino a scoppiare, la tensione e l’ansia raggiungeranno l’apice, l’atmosfera diventerà magica e comincerà lo spettacolo del derby, prima sugli spalti e poi, si spera, anche in campo. Buon derby a tutti!


