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Juve-Milan: Ibra è pronto. Pato è rinato. La Juve deve vincere per restare a galla. Ma c’è chi già pensa al futuro

autore
Giulia Polloli
per Milannews.it
sabato 5 marzo 2011, 00:00Milanello in rosa
autore Giulia Polloli
05.03.2011 00:00Milanello in rosa
Giulia Polloli
Giulia Polloli

L’attesa per la sfida tra Juventus e Milan ha segnato l’intera settimana calcistica. Neppure la consegna del consueto “Ambrogino d’Oro” è riuscita a distogliere l’attenzione mediatica nei confronti di questa gara, tanto che il numero uno nerazzurro ha dovuto calcare la mano per attirare l’attenzione, inventandosi quasi di sana pianta la storia del calcio a Milano. Ma nemmeno questo tentativo è riuscito a spegnere i riflettori sul Milan capolista, sulla Juventus alla ricerca di riscatto immediato e sull’uomo più importante di questa sfida: Zlatan Ibrahimovic.
In una intervista a Gazzetta, Ibra si racconta, lanciando ancor più forte la sfida alla sua ex squadra.
Ibra bandiera non lo è mai stato, ma nemmeno banderuola: ha sempre ammesso di avere bisogno di stimoli per dare il meglio di sé, per rimanere sulla cresta dell’onda. Pur condannato e additato al momento della retrocessione della Juve in serie B, alzi la mano chi, nelle sue condizioni, non avrebbe fatto le stesse scelte.
Ibra non ama la monotonia, la routine. Lo si vede anche in campo, alla costante ricerca di nuovi colpi di genio per impressionare. E non avere nel Dna la volontà di rimanere fermi ancorati ad un unico club (da ciò il soprannome Zingaro)non vuol dire per forza essere banderuole, ma essere solide bandiere finché il vento ha la forza di farci sventolare.
E suona strano dunque sentire dalle parole di Zlatan che il Milan potrebbe essere la sua ultima squadra. Forse qualcosa questo Milan ce l’ha se riesce a far innamorare di sé chiunque entri in suo contatto.
E di questo deve aver timore la Juve. Di una squadra che sembra aver ritrovato tutto il suo equilibrio, forte della vittoria casalinga contro il Napoli, forte dell’aver ritrovato Pato, Boateng, Jankulovski e dunque molte alternative al gioco di Allegri. E se proprio Jankulovski quasi si commuove a pensarsi nuovamente in campo contro la Juventus dal primo minuto (così sembrerebbe alla vigilia),se Pato sembra essere favorito (anche se avere Cassano, Seedorf, Robinho in panchina fa sempre notizia!)è ancora Ibra protagonista indiscusso in settimana: una contrattura alla schiena che sembrava avere la meglio. Ma lo stakanovista di Malmoe sembra avviato alla timbratura del cartellino ancora una volta, nonostante dietro l’angolo ci sia già pronto il palcoscenico inglese, sul quale il gigante svedese dovrà essere ancora di più protagonista della scena. E proprio le sue parole, scritte nero su bianco sul quotidiano più letto in Italia, vorrei rimanessero impresse nella sua mente quando mercoledì scenderà in campo a cercare un risultato che, per gli addetti ai lavori, sembra ormai irrecuperabile: “Io, numero uno”. E sono certa che non si sente secondo a nessuno, Ibrahimovic, e allora, se così è, il pronostico potrebbe cambiare.

Ma questa per ora è un’altra storia, stasera c’è il campionato, stasera il Milan è a Torino.
E la Juventus? Di certo non starà a guardare. La situazione dei bianconeri in classifica è peggiore di quanto era stato progettato dalla dirigenza. La serie innumerevole di infortuni ha decimato una rosa che al completo avrebbe certamente detto la sua in ogni fase del torneo.
Questo ha provocato un calo costante di tensione e affetto, soprattutto nei confronti di Del Neri, pesantemente contestato e subito chiamato a rapporto dalla società.
Si può parlare di bivio importante, di aut aut societario, di panchina traballante. Insomma la Juventus vorrà vincere anche per salvare il suo comandante, sempre che ci possa essere realmente qualche cosa da salvare.
E chi se ne importa, sembrano dire i nostri avversari con le dichiarazioni di Chiellini, se la vittoria bianconera potrebbe favorire l’Inter. Ognuno deve guardare in casa propria. Ed è per questo che sono convinta che la sfida che si giocherà tra poche ore sarà avvincente. Due grandi squadre, le più grandi del campionato italiano (almeno per chi scrive è così), colori che diventano seconda pelle, storie che si intrecciano con quella della nostra nazione, in un dualismo sempre in atto, sempre in auge e mai fuori moda. E’ la classica partita che coinvolge anche i meno tifosi, quella che almeno un orecchio alla radio per sentire il risultato, sono certa coinvolgerà milioni di italiani.
In palio tre punti, preziosi per il Milan, che guida la classifica, vitali per la Juve, per la serenità che una vittoria potrebbe aiutare a ricostruire.
E allora mettiamoci comodi: chi di fronte ad un teleschermo, i più fortunati in prima fila allo stadio, ad assistere dal vivo all’ennesima sfida tra titani. Ma ci sarò anche chi, nonostante gli occhi fissi su quel campo, con la mente sarà già proiettato alle strategie future, ad un mercato incombente, per trovare gli ultimi tasselli di un puzzle da incorniciare per la prossima stagione. Sarà il ritorno di un figliol prodigo o l’arrivo di un giocatore inseguito, sfiorato e solo rimandato? Tornerà Kakà ad incendiare S.Siro (o il Meazza …)? O finalmente Cissokho a vestire la maglia rossonera? Potrà Mexes non far rimpiangere l’ultimo dei difensori che con Maldini ha contribuito ad entrare nella leggenda rossonera? Queste ora sono solo alcune ipotesi, sogni o speranze, legate al lavoro di chi costantemente proietta la sua capacità nel futuro, per progettare ancora una volta, all’inizio del secondo quarto di secolo dell’era Berlusconi, una squadra capace di imprimere a chiare lettere il suo nome nella storia (oltre che del calcio milanese!)del calcio mondiale.
 

per Milannews.it

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