11 leoni per tentare l'impresa
Davide Bin
Il Milan è a Londra per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League: si parte dalla sconfitta dell'andata e bisogna ribaltarla su un campo non facile per proseguire il cammino in Europa; Allegri ha detto che la squadra vuole fare una grande partita, Seedorf ha confermato le intenzioni bellicose del gruppo rossonero e, quindi, non resta che aspettare che le squadre scendano in campo e vedere se alle parole seguiranno i fatti. Per la terza volta consecutiva il Milan rischia la "bocciatura" a livello di ottavi di finale per mano di una squadra inglese e, purtroppo, Allegri è costretto a schierare una squadra con un centrocampo rimaneggiato, perchè mancheranno lo squalificato Gattuso e Van Bommel che non è utilizzabile in coppa (oltre, ovviamente, ai lungodegenti Ambrosini e Pirlo); forse per questo si sta cercando in tutti i modi di recuperare Boateng, che si è allenato con il gruppo, è partito per Londra, ma è comunque reduce da una brutta distorsione alla caviglia e, quindi, non è al meglio; anche in questo caso si può parlare di "deja-vu" per il Milan negli ottavi di finale di Champions League, perchè tre anni fa, contro l'Arsenal, fu Seedorf a tentare un recupero miracoloso ma non ci riuscì e arrivò una bruciante eliminazione per i campioni in carica, mentre la scorsa stagione erano in forte dubbio sia Pato che Nesta e alla fine nessuno dei due giocò a Manchester in una tremenda notte in cui il Milan venne spazzato via dall'Europa con un netto 4-0 in quello che nel 2003 era davvero stato il "Teatro dei sogni" e, invece, era improvvisamente diventato il "Teatro degli incubi". Sta di fatto che 365 giorni dopo siamo qui a fare gli stessi discorsi e a dire le stesse cose: c'è una sconfitta casalinga da recuperare contro una squadra inglese e per farlo attendiamo con ansia la notizia che un giocatore fondamentale come Boateng sia in grado di scendere in campo; per questo dico ciò che dissi un anno fa: la stagione non finisce a Londra e una partita, seppur fondamentale e decisiva, non deve spingere a rischiare chi non è al meglio, anche perchè questa volta, contrariamente alla scorsa stagione, c'è uno scudetto da vincere e non sarebbe certo un obiettivo di secondo piano o di consolazione; ecco perchè la speranza di tutti i tifosi rossoneri è di vedere il Boa in campo, ma solo se potrà davvero giocare senza problemi e non mandando allo sbaraglio un giocatore in precarie condizioni in una sfida che si preannuncia "caldissima". Il Milan, infatti, è atteso da un ambiente rovente anche per quello che è successo all'andata (lite Gattuso-Jordan e fallaccio di Flamini) e se Ringhio si risparmierà fischi e insulti per colpa della lunga squalifica (ma siamo sicuri che con il suo carattere combattivo li avrebbe volentieri affrontati e, anzi, lo avrebbero caricato ancora di più...), il francese sarà sicuramente preso di mira dai tifosi del Tottenham, anche per il suo passato all'Arsenal (altra squadra di Londra); insomma un ambientino non proprio amichevole e un clima da battaglia in cui sicuramente un guerriero come Boateng farebbe comodo, ma sarà tutta la squadra, indipendentemente da chi scenderà in campo a dover mostrare coraggio, grinta e grandi motivazioni; servono i classici "11 leoni" tante volte invocati dalla Curva Sud e siamo sicuri che Allegri e i suoi ragazzi non lasceranno nulla d'intentato per riuscire a compiere quella che è un'impresa difficile se non addirittura impossibile, anche se il mister rossonero non vuole sentire questo aggettivo, perchè per lui non c'è nulla di impossibile e vincere con due gol di scarto contro questo Tottenham si può, anche perchè a suo dire la sconfitta dell'andata è bugiarda. In linea di massima si può essere d'accordo, se si valuta il secondo tempo, ma bisogna anche considerare con rimpianto che nel primo tempo il Milan di fatto non ha giocato (zero tiri in porta e zero corner), ha regalato 45 minuti all'avversario, così come gli ha regalato nel finale l'opportunità di un contropiede facile facile per la troppa generosità nel cercare la vittoria, quando magari ci si poteva accontentare di uno 0-0 casalingo tutt'altro che da buttare nelle doppie sfide ad eliminazione diretta, perchè consente di qualificarsi con due risultati su tre al ritorno.
Inutile, comunque, piangere sul latte versato: molti dei giocatori che scenderanno in campo a Londra sanno come si fa a vincere certe sfide e a realizzare autentiche imprese, perchè l'hanno già fatto in passato e non devono lasciarsi condizionare da ciò che è successo negli ultimi anni; non importa se ci sono alcune assenze e se il centrocampo è a pezzi; ci vogliono cuore, generosità, ma anche esperienza e pazienza, perchè gettarsi scriteriatamente in avanti per la fretta di rimontare esporrebbe al rischio di velenosi contropiedi, fatali come nella partita di andata e poi si può giocare con la massima serenità, perchè anche in caso di malaugurata (ma possibile) eliminazione, c'è comunque un campionato da vincere e, quindi, quella di Londra non è la partita che vale una stagione, anche se è molto importante. Ovviamente ci vorrà anche il migliore Ibrahimovic, quello straripante e strafottente che vediamo in campionato e non quello che in Europa improvvisamente ed inspiegabilmente si intimidisce e diventa meno aggressivo e meno decisivo; il Milan ha bisogno anche e soprattutto di lui per eliminare finalmente una squadra inglese al terzo tentativo consecutivo e per non interrompere ancora troppo presto il cammino in Champions League. Noi ci crediamo perchè queste parole non sono solo il testo di un coro, ma una convinzione che nasce dal fatto che noi siamo il Milan, e nessuno deve farci paura, anche quando la squadra sulla carta non è favorita nel pronostico, perchè in fin dei conti il club più titolato del mondo è proprio il Milan e devono essere gli avversari, soprattutto quando non appartengono alla "nobiltà" europea come questo Tottenham, ad intimorirsi, trovandosi di fronte quelle maglie gloriose che hanno fatto la storia del calcio europeo, conquistando più trofei internazionali di qualunque altra squadra del continente. Noi ci crediamo perchè vogliamo ritrovare quella squadra che in certe notti si trasforma, ritrova orgoglio e motivazioni e riesce ad andare anche oltre i propri limiti; noi ci crediamo e lo spicchio rossonero di White Hart Lane lo canterà ai ragazzi quando li vedrà scendere in campo, perchè noi siamo il Milan, non dimentichiamolo mai e, anzi, facciamo in modo che gli altri se lo ricordino e tutta Europa capisca che il Diavolo fa sempre paura!


