Il catenaccio all'inglese blocca un ottimo Milan
Matteo Calcagni
Il catenaccio all'italiana, di solito spunto di critiche e sfottò da parte della stampa inglese, è stata l'arma vincente del Tottenham qualificato ai Quarti di Champions League. Il contropiede dell'andata, costruito da Lennon e capitalizzato da Crouch, ha deciso un doppio confronto che, soprattutto osservando la gara di White Hart Lane, non è stato affatto dominato dagli Spurs. Il Milan, nonostante le assenze, si è presentato a Londra con serenità e voglia di vincere, conscio e desideroso di poter conquistare la qualificazione anche in territorio "nemico". Gli inglesi, che nei giorni antecedenti alla partita avevano promesso calcio spumeggiante e un attacco a ferro e fuoco, hanno spesso ballato nelle incursioni rossonere, rischiando in più di un'occasione di subire gol. Rete che il Diavolo avrebbe meritato nell'arco dei 90 minuti ma, anche per la poca lucidità finale, non è riuscito a costruire. Robinho, forse il meno preciso sottorete dei tre punteros milanisti, si è trovato per ben due volte la palla del "pareggio", ma ha prima ciccato la sfera e, nella ripresa, ha colpito fuori dopo un batti e ribatti.
Il migliore degli "avanti" rossoneri è stato senz'altro Alexandre Pato che, dopo aver superato l'influenza, si è adoperato per tutto il terreno di gioco, creando occasioni importanti come quella per il connazionale nella prima frazione di gara. Zlatan Ibrahimovic, nonostante non abbia ricevuto molti palloni giocabili, è apparso decisamente appannato: una prestazione poco convincente, che ha evidenziato la anche giustificata fase di flessione dello svedese, a corto di ossigeno e di idee da qualche settimana. Praticamente sontuosa la prova degli altri sette rossoneri (Abbiati ha fatto quasi da spettatore non pagante), bravi a restare corti e impedire al Tottenham di districarsi in ripiegamento. Tra i migliori spicca Seedorf in versione regista, forse in una delle sue migliori gare dell'annata, e l'intero pacchetto difensivo con un Abate sempre più sicuro dei suoi mezzi. Il Milan esce dalla Champions a testa alta, con uno 0-0 che fa insorgere qualche rimpianto di troppo per le occasioni mancate, ma dimostra che il Milan, quando gioca da Milan, non può e non deve temere nessuno, neanche in condizioni avverse e in stadi caldissimi come White Hart Lane. Ora sarà necessario ributtarsi subito sul Campionato, il vero e conclamato primo obiettivo di questa stagione rossonera.


