FINISCE 1 A 1, OCCASIONE PERSA
Pietro Mazzara
Un Milan dai due volti pareggia al Weserstadion di Brema, nell'andata dei sedicesimi di finale della UEFA Cup. Si conferma così come un campo tabù quello dei biancoverdi, sul quale il Milan non è mai riuscito a vincere, avendo pareggiato sia nel 1989 sia nel 1994. Dopo una partenza al quanto disarmante, la squadra di Ancelotti trova le giuste contromisure agli avversari e passa, meritatamente in vantaggio al 36° del primo tempo con il gol numero 66 di Pippo Inzaghi nelle coppe europee, nato da uno svarione della difesa tedesca che ha consentito a Flamini, ottima la sua prova, di mettere al centro per Pippo che ribadiva in rete, la respinta di Mertesacker sul suo colpo di testa. Nelle ripresa i tedeschi si lanciano a capo fitto nella metà campo rossonera costringendo per ben due volte Dida agli straordinari su Diego e Naldo. Il Milan prova a colpire in contropiede ma la splendida azione tutta di prima orchestrata da Pirlo, Zambrotta, Dinho e Seedorf, non viene finalizzata da Inzaghi, il cui tiro, leggermente deviato, va a stamparsi sulla traversa. Lo scampato pericolo carica ulteriormente il Werder che continua ad attaccare e trova, il meritato pareggio al minuto 43 con Diego che con un sinistro sporco ma ben indirizzato batte il non incolpevole Dida sfruttando la sponda di Almeida che sovrasta Senderos sullo stacco aereo.
Nel primo dei 3 minuti di recupero concessi dal sig. Dean, ottima la sua direzione, il Milan rischia di capitolare quando su una punizione velenosa di Diego, Favalli, per anticipare Pizarro, rischia l'autorete, ma, per fortuna il suo colpo di testa si stampa sul palo. Di buono, e forse solo quello, c'è da prendere il risultato, che ci consente di affrontare la gara di ritorno, in programma tra una settimana a San Siro con due risultati utili su tre. Un vero peccato visto anche come si era espressa la squadra rossonera dal 8' minuto in avanti fino alla chiusura della prima frazione. Nel secondo tempo, la grinta e l'ossigeno nei polmoni dei nostri sono rimasti negli spogliatoi. I postumi del Derby si sono visti e sentiti ancora.


