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I tormenti di Ibrahimovic sul futuro, smettere o proseguire tra mille dolori?TUTTOmercatoWEB
© foto di © DANIELE MASCOLO
giovedì 27 aprile 2023, 17:00Primo Piano
di Redazione MilanNews
per Milannews.it

I tormenti di Ibrahimovic sul futuro, smettere o proseguire tra mille dolori?

Dopo la vittoria contro il Lecce i giocatori non riusciti ad essere troppo felici a motivo dell’infortunio di Ibrahimovic. Un problema al polpaccio ha impedito allo svedese di prendere parte alla partita contro i salentini e ha iniziato a farsi sempre più assillante il pensiero riguardo al suo rinnovo contrattuale.

IBRA, LA GRATITUDINE SARÀ ETERNA

Ci sarebbe molto da dire ma lo si sa già. Della centralità di Zlatan Ibrahimovic nello spogliatoio rossonero e dell’importanza dell’impatto mentale nella squadra dal suo ritorno a Milanello nel gennaio 2020 si è scritto tanto e se n’è parlato di più. Un giocatore che nonostante l’età ne abbia limitato l’autonomia e il raggio d’azione, ha saputo incidere dentro e fuori dal campo in modo determinante e straripante. Senza Zlatan Ibrahimovic non ci sarebbe stata la rinascita del Milan post lockdown, non ci sarebbe stata la crescita verticale della squadra, non sarebbe stato confermato Stefano Pioli e il Milan oggi sarebbe molto diverso da quello attuale. Chissà se avrebbe vinto lo scudetto e raggiunto le semifinali di Champions League. Proprio per questo, il retaggio di Zlatan al Milan va ben oltre il suo apporto all’interno del rettangolo di gioco. Ibrahimovic è stato il game changer che ha restituito al calcio italiano la versione competitiva in Italia, e in Europa, di un Milan che ha vissuto anni troppo bui per la storia e la tradizione che ha. L’amore e la gratitudine nei confronti del gigante svedese sono incondizionati ed eterni, ciò che è stato fatto non si potrà cancellare. Né nella prima esperienza in rossonero, né, ovviamente e soprattutto, nella seconda.

UNA STORIA TROPPO BELLA PER FINIRE COSÌ

Ibrahimovic, però, da quando è tornato al Milan, nel concreto, ha avuto una condizione atletica molto delicata. Infatti, nel 2020-21, la prima stagione “normale” dopo il coronavirus, ha dovuto saltare 28 partite per infortunio. Un po’ meglio la seconda stagione intera, dove ha saltato 20 partite nell’arco della stagione. Quest’anno invece siamo a quota 292 giorni di infortuni e 36 partite in cui è stato indisponibile. Un Ibrahimovic in evidente declino fisico, mai tecnico. La tecnica non scomparirà mai, ma è evidente (purtroppo) che il corpo non risponda più ad una mente che pensa ancora come 10 anni fa e ad un fuoco dentro che arde come quando aveva 10 anni in meno. E per quanto possa fare male dirlo e riconoscerlo, forse è il caso di abbracciarsi a fine stagione, piangere insieme e dire basta. E magari restare nel Milan con un ruolo dirigenziale. Perché il Diavolo ha bisogno di giocatori sui quali fare affidamento in campo durante la stagione e perché Ibrahimovic nell’ambiente Milan ci sta proprio bene e alla squadra Milan, magari sotto un’altra veste, dà l’idea di avere ancora qualcosa da dare.

di Luca Vendrame

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