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La diabolica reiterazione del turnover: adesso Pioli è spalle al muroTUTTOmercatoWEB
giovedì 4 maggio 2023, 16:00Primo Piano
di Pietro Mazzara
per Milannews.it

La diabolica reiterazione del turnover: adesso Pioli è spalle al muro

Il pareggio contro la Cremonese ha certificato, ulteriormente, un fattore ineluttabile sul Milan 2022-23: questa squadra non può fare turnover massiccio perché i risultati ottenuti sono scadenti. Ma l’1-1 di poche ore fa è soltanto l’ultimo episodio di una perseveranza nell’errare da parte di Pioli che si fa fatica a comprendere. Smantellare il Milan dalla metà campo in su, rinunciando ancora una volta in contemporanea a Leao e Giroud oltre a Theo Hernandez, è un errore da matita blu da parte del mister rossonero, che si è trovato a dover gestire una squadra con una spaccatura diventata quasi imbarazzante tra prime linee e riserve. Ma un conto è mischiare le carte, un conto è devitalizzare da alcune certezze base la squadra. Il Milan, nel corso del turno infrasettimanale, è stata la squadra che ha fatto il maggior numero di cambi rispetto alle concorrenti e il risultato è stato che Juve, Lazio, Inter e Atalanta hanno vinto, partendo con le formazioni titolari per poi gestire risultato ed energie. A San Siro, invece, si è visto un ribaltone tecnico che non ha portato a nulla di quanto auspicato. Pioli ha le sue colpe, perché è lui che sceglie la formazione da mandare in campo, ma anche i giocatori hanno le loro responsabilità, con una mancanza a tratti imbarazzante di verve agonistica e apatia nella fase offensiva.

RISULTATI INSUFFICIENTI
Tornando sulle responsabilità dell’allenatore, appare evidente come non si sia imparato dagli errori del passato. Nel corso di questa annata, quando Pioli ha scelto di mescolare le carte per cercare di fare turnover ampi, il Milan ha vinto solo a Monza, faticando e dovendo ringraziare il palo. Poi ci sono stati pareggi con squadre di terza fascia che hanno portato via punti ai rossoneri e che oggi pesano e non poco nella corsa a un piazzamento in Champions League. Se non si dovesse arrivare tra le prime quattro, le colpe e le responsabilità saranno certamente messe su pubblica piazza e servirebbe anche una profonda analisi interna sulla gestione non soddisfacente di certe partite, laddove anche la direzione sportiva ha avallato queste scelte. Perché Maldini e Massara, confidando forse un po’ troppo nel valore reale della squadra, hanno sempre sperato che il campo dicesse cose diverse rispetto a quelle che ha prodotto. E purtroppo per il Milan, ha smascherato anche gli ampi limiti qualitativi della squadra costruita impegnando 50 milioni cash e senza effettuare entrate di rilievo da eventuali cessioni, cosa che dovrà essere presa in seria considerazione se non si dovesse andare in Champions il prossimo anno.

FINO A SPREMERLI
Adesso Pioli si trova nella situazione, estremamente difficile, di dover andare fino in fondo in campionato, con in mezzo la semifinale di Champions League che arriva con l’Inter con il vento in poppa e con il Milan a fare i conti su chi abbia quante energie, di non poter più fare passi falsi. Lazio, Spezia, Sampdoria, Juventus e Verona mettono in palio quindici punti vitali per la corsa europea e non ci sarà spazio per fare turnover di massa, nemmeno a Spezia alla vigilia del ritorno di Champions. Inutile fare i democristiani: si dovrà andare dritti con i titolarissimi fino alla fine e sperare di fare ciò che si deve fare. Con buona pace delle riserve, che guarderanno i compagni giocare fino all’ultima goccia di sudore. Perché il dislivello qualitativo è davvero troppo ampio e le delusioni sono molte, con le grandi difficoltà che ci saranno per correre ai ripari.

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