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Il Milan sconfitto dalla Roma torna sulla terra. Deludente prestazione dei rossoneri nell'ultima recita del 2010

autore
Tiziano Crudeli
per Milannews.it
martedì 21 dicembre 2010, 00:00Editoriale
autore Tiziano Crudeli
21.12.2010 00:00Editoriale
Tiziano Crudeli
Tiziano Crudeli

Chi vince ha sempre ragione. Il Milan, il giorno in cui l'Inter diventa campione del mondo di club contro il Mazende, nella 17esima (!?!) giornata di campionato perde a San Siro contro la Roma. A dimostrazione che sabato 18 dicembre non è stata una giornata favorevole ai colori rossoneri ecco che il match winner della Roma è l'ex Marco Borriello che va a bersaglio grazie, anche, ad un rimpallo fortunoso. Inutile recriminare per i gol mancati da Ibra (2) che si è pure procurato una sciocca ammonizione, per cui , essendo diffidato, gli costerà un turno si squalifica da scontare a Cagliari alla ripresa del campionato. Oltre al danno pure la beffa. E d'altronde chi è causa del suo mal pianga se stesso. I giallorossi vincono, intanto perchè il Milan sbaglia parecchie conclusioni (con Ibra, Robinho, Boateng, Seedorf) e per i meriti di Raineri che ha saputo costruire un'organizzazione di gioco a centrocampo che alla lunga ha messo in grande difficoltà la fonte del gioco milanista. Quindi rifornimenti scarsi per le punte e inserimenti poco efficaci di Boateng e compagni. Così sono emersi i limiti della capolista che conferma, ancora una volta, di accusare grosse lacune. Fermare Ibra si può. Intanto se gli si impedisce di ricevere palle giocabili e poi, nel momento in cui entra in possesso palla, basta aggredirlo con due o tre marcatori in prima, seconda o terza battuta. Milan dipendente dallo svedese? Nella stessa misura in cui Cavani lo è per il Napoli.

Nel team di Allegri se ci si ostina a non offrire alternative offensive è chiaro che l'ariete principale per scardinare le difese avversarie è Ibrahimovic. Binho non è un bomber molto prolifico viste le numerosissime opportunità sprecate (almeno il doppio dei gol segnati) , Inzaghi è ai box, così come il giovane Pato, e allora per forza si deve sperare nelle magie dello svedese. Se gli sbocchi e le soluzioni offensive dipendono da un unico elemento tutto si complica terribilmente nel momento in cui gli avversari escogitano le mosse giuste per accerchiarlo con marcature asfissianti. Se al Milan togli Pirlo, uscito per infortunio, e inserisci al suo posto Clarence Seedorf non viene a meno il fosforo ma i ritmi in cabina di regia calano e i rifornimenti anche. Tanto più quando gli avversari sono bravi e messi in campo con intelligenza. Non si può chiedere a un formidabile guerriero come Gattuso, o al generoso Ambrosini ma stavolta impreciso, e all'anarchico ma instancabile Boateng di avere pure i piedi vellutati e le giocate geniali. Non è nel loro repertorio. Non è sufficiente correre ma ci vuole pure l'estro, ma l'estro è di pochi e quando si spegne o è imprigionato allora tutto si complica. Maluccio anche gli esterni poco ficcanti e non sempre tempestivi nelle chiusure difensive. Il Milan ritorna sulla terra dopo avere fatto voli pindarici che lo aveva portato a illudersi e a illudere i propri sostenitori. Cassano allora diventa una necessità per aggiungere al reparto avanzato più classe imprevidibilità. Ora le sconfitte in campionato sono 3, interrotta pure la serie positiva in campionato che durava da 7 giornate (6 vittorie e 1 pareggio).

per Milannews.it

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