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Cassano al Milan: un'altra mission per Allegri

autore
Jacopo Giavenni
per Milannews.it
mercoledì 22 dicembre 2010, 00:00Editoriale
autore Jacopo Giavenni
22.12.2010 00:00Editoriale
Jacopo Giavenni
Jacopo Giavenni

Cassano al Milan: operazione intelligente? Può darsi, solo il campo lo dirà. L’unica cosa certa è che ora Allegri avrà un arsenale a disposizione che nulla ha da invidiare ai top club europei. Il barese si unisce a Robinho, Ibrahimovic, Pato, e Ronaldinho. A memoria non si riesce a ricordare un Milan così tanto atomico nelle ultime stagioni. Bisognerebbe tornare indietro di un bel po’ di anni, per la precisione alla stagione ’92-’93, quando Fabio Capello poteva contare su un reparto offensivo composto da Massaro, Papin, Van Basten, Gullit, Simone e Serena, senza considerare i centrocampisti offensivi Savicevic, Boban e Lentini. Il tecnico livornese ha avallato l’operazione Cassano, quindi è logico pensare che il barese possa rientrare nei suoi piani nonostante la concorrenza agguerrita. Già da Cagliari si potrà capire molto, soprattutto sulla collocazione di Pato in questo Milan. Il brasiliano torna in campo con un netto svantaggio sull’uomo più in forma del momento, Robinho, e con un nuovo acquisto potenzialmente titolare, Cassano. Questi primi mesi in rossonero ci hanno fatto capire di che pasta sia fatto Allegri, coraggioso nell’accantonare Ronaldinho, audace nel preferire Boateng a Seedorf.

Ecco perché non è da escludere che anche in questa seconda parte di stagione, il tecnico livornese possa prendere decisioni apparentemente impopolari ma efficaci dal punto di vista dei risultati. L’unica cosa certa è che Cassano questa volta non potrà sbraitare, sbottare, urlare e rivendicare un posto da titolare: viene facile pensare che il ragazzo stesso sia cosciente della sua nuova dimensione, e soprattutto, del peso che questa maglia rossonera ha sempre avuto sui campioni passati da Milanello. Il Milan crede in Cassano e crede nella coesione di più campioni. Una mossa azzardata che potrebbe da un lato far decollare definitivamente il gioco e la squadra, dall’altro, inceppare un meccanismo abbastanza oliato che aveva trovato finalmente una sua stabilità. Allegri avrà tempo fino al 6 gennaio per pensare, per architettare, per escogitare un modo per tenere a bada tanti galli in un pollaio. Anche in questo caso ha avuto coraggio, ma non chiamiamoli problemi di abbondanza. Per un allenatore i problemi sono ben altri. Fortuna e bravura sono aggettivi che si addicono alla prima parte di avventura di Allegri al Milan: fortunato nell’essere capitato nella stagione in cui Berlusconi ha deciso di reinvestire sul mercato, bravo perché forse in via Turati hanno capito che proprio con Allegri in panchina valesse la pena comprare campioni.

per Milannews.it

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