Milan Revolution: un addio certo, un arrivo sicuro e un colpo a sorpresa
Antonio Vitiello
E’ sicuramente un Milan più azienda e meno formato famiglia, quello che dall’estate ad oggi sta portando avanti la politica di rinnovamento della squadra. Una società che guarda prima al bilancio, poi al “caso umano”. Un club che ha venduto in estate Borriello e Huntelaar, ed ora si appresta a cedere Ronaldinho. Sentori di un non-rinnovo tra le parti li avevamo avuti a giugno, quando i continui rinvii per il prolungamento avevano evidenziato la difficoltà nel trovare un punto in comune tra il giocatore e la società. A pochi giorni dalla riapertura del mercato il Milan ha dato il via libera per la cessione del Gaucho, mentre il fratello procuratore, Roberto De Assis, sta ultimando le trattative con il Gremio per il gran ritorno. Dinho infatti è cresciuto nel settore giovanile della squadra di Porto Alegre, giocando in prima squadra per tre anni, prima di trasferirsi in Europa, al Paris Saint Germain. Potrebbe essere quindi la chiusura di un cerchio. In realtà più che un cerchio la carriera di Ronaldinho somiglia sempre più ad una parabola. Un percorso che ha visto toccare il punto più alto con la conquista del pallone d’oro al Barcellona, da lì in poi la fase calante del brasiliano. Ronaldinho e il Milan stanno per dividersi, pochi giorni e l’altra ufficialità (dopo l’annuncio di Cassano) sarà data. Anche le parole del presidente Odone, non lasciano spazio ad interpretazioni alternative. Ronaldinho ha un accordo di massima con il Gremio, ora non resta che liberarsi dal contratto che lo lega ancora al Milan.
Il dopo Dinho si chiama Cassano. Questo è stato palese sin dalle prime voci sul fantasista doriano. Troppo anomalo interpretare l’arrivo di Cassano come il successore di Inzaghi. Il Milan ha voluto prima munirsi del “sostituto”, per poi lasciar partire Dinho. Ora però, ci si aspetta anche la mossa che andrà effettivamente a rinforzare la squadra. Perché se Cassano sarà una sostituzione, una prima punta sarà il vero rinforzo di gennaio. Un Milan cinico, dicevamo, che non bada più ai rapporti umani, così come una volta. Fatto fuori Borriello e quasi salutato Dinho, il Milan del futuro guarda al concreto. In via Turati sono stufi di finire sempre dietro l’Inter, è arrivato il momento di ristabilire le vere gerarchie. I rossoneri quindi guardano con molta fiducia al futuro anche se la sconfitta con la Roma ha un po’ riportato tutti con i piedi per terra. Nessun volo pindarico, il Milan deve restate concentrato sull’unico vero obiettivo, portare a casa lo scudetto in una stagione in cui la concorrenza scarseggia, soprattutto quella dei cugini. E allora la dirigenza vuole approfittare del momento per rinforzare ancora la squadra e non perdere la possibilità di cavalcare l’onda a favore finchè la corrente spinge nella direzione giusta.


