L'11 e il 99, numeri da rivalorizzare
Stefano Maraviglia
Zlatan Ibrahimovic e Antonio Cassano, come Klaas Huntelaar e Ronaldo, no non è l'auspicio o la "gufata" dei maligni, solo un parallelo tra attaccanti che, hanno vestito la maglia rossonera e due rispettivi numeri: l'11 e il 99. I due pionieri che hanno poi lasciato l'Italia, non sono risultati due flop clamorosi, nonostante la loro esperienza milanista sia stata tutto tranne che luminosa. L'olandese nella scorsa stagione ha realizzato ben 7 reti, in 25 gare disputate, va sottolineato gran parte delle quali partendo dalla panchina o fuori ruolo. Il ricordo più bello lasciato in eredità ai tifosi rossoneri è la perla realizzata a Catania, due ad onor del vero, ma il pallonetto che violò la porta entnea, fù una chicca di rarissima bellezza. Meglio di lui (numeri alla mano), fece il brasiliano Ronaldo, giunto dal Real a prezzo di favore, ma visibilmente lontano dallo stato dei giorni migliori.
Venti presenze e nove reti per l'ex fenomeno, costretto poi ai box e all'addio, dall'ennesimo appuntamento con la malasorte. Immagini sbiadite dunque, o comunque tinte di tonalità non proprio vivacissime, a dispetto di un presente e futuro apparentemente più luminosi. Zlatan Ibrahimovic ha ereditato il n.11 e la sfida lanciata pochi mesi prima dal collega Huntelaar, i risultati gli stanno dando più che ragione, mentre il barese con tutta probabilità, cercherà di ripercorrere in maniera molto più felice e fortunata, le orme di Ronaldo. Oggi si può avanzare un parallelo solo sulla base dei numeri di maglia, sperando che il risultato dei numeri in campo e nel tabellino, premi il nuovo corso rossonero.


