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VERSO BOLOGNA-MILAN

autore
Davide Bin
per Milannews.it
sabato 24 gennaio 2009, 16:17Vista dalla Curva
autore Davide Bin
24.01.2009 16:17Vista dalla Curva

Inizia il girone di ritorno e il Milan va a Bologna con l'obbligo di vincere per tanti motivi: tornare al successo in trasferta dopo quasi tre mesi (l'ultima vittoria lontano da San Siro risale al 26 ottobre), vendicare la clamorosa sconfitta dell'andata, mantenere vive le speranze di rimonta-scudetto, alimentare ulteriormente l'entusiasmo che tutto l'ambiente ha ricevuto sia dalla vicenda Kakà e dalla sua felice conclusione, sia dal tracollo dell'Inter a Bergamo. E' evidente che una squadra non può avere ambizioni di primato se continua a non ottenere vittorie in trasferta; purtroppo il rendimento dei rossoneri lontano da San Siro è deficitario, per un po' di sfortuna, per qualche torto arbitrale, ma anche e soprattutto per troppi errori e per la cronica incapacità, sia di chiudere le partite quando si è in vantaggio, sia di riuscire a mantenere tale vantaggio senza farsi raggiungere; colpa di una difesa in eterna emergenza e in perenne affanno, ma anche di un assetto tattico molto sbilanciato in avanti. In pratica il Milan punta a fare un gol più dell'avversario, piuttosto che pensare a difendere, ma non sempre si riesce nell’intento e sono davvero tanti i punti gettati al vento in trasferta con l’ovvia conseguenza di essere ancora lontani dalla vetta. All’andata il Milan subì una beffarda sconfitta, giocando bene, dando a tratti spettacolo, ma restando a mani vuote; fu una delusione per il popolo rossonero che aveva gremito San Siro per la “prima” di Ronaldinho e di una squadra che prometteva spettacolo e grandi risultati; quel giorno ci furono già i primi sospetti che costruire una squadra piena di stelle e di attaccanti e contemporaneamente fare grandi risultati sarebbe stato complicato e non così scontato e ora, con l’arrivo di Beckham, il lavoro per Ancelotti è diventato ancora più difficile, anche se per ora i risultati sono soddisfacenti e anche l’inglese si è inserito nel gruppo in modo positivo. Ovviamente c’è una gran voglia di riscattare quella sconfitta, ma il Bologna è in un momento positivo, è una squadra molto diversa rispetto alla partita di andata (ha cambiato anche allenatore) e non sarà facile strappare i tre punti al Dall’Ara. Il Milan, però, viene da una settimana molto positiva, soprattutto a livello di morale: la decisione di Kakà di restare in rossonero nonostante il corteggiamento del Manchester City ha portato grande entusiasmo in tutto l’ambiente e il gruppo si è ulteriormente compattato; la scossa è stata positiva, dopo la paura di perdere un campione, anzi uno dei simboli di questo Milan e adesso c’è ancor più convinzione in tutti per tentare quella rimonta verso la vetta che ormai sembrava impossibile, tanto che già si sentiva parlare di qualificazione alla Champions come unico e principale obiettivo raggiungibile in campionato; nel frattempo, inoltre, è arrivata anche la sconfitta dell’Inter a Bergamo, passata in secondo piano visto che eravamo nelle ore decisive dell’intrigo Kakà ma che, abbinata con la vittoria rossonera contro la Fiorentina, ha permesso al Milan di recuperare tre punti; ora il distacco è di sei punti (e di tre dalla Juventus) e provarci non costa nulla, a patto di migliorare fin da Bologna il rendimento in trasferta.

Purtroppo Ancelotti ha qualche problema di formazione, soprattutto in difesa: Nesta, Kaladze e Bonera sono ancora indisponibili, Jankulovski è squalificato e allora gli uomini nel reparto arretrato sono contati: sicuri sono Zambrotta a destra e Maldini al centro, così come è certo che giocherà Favalli, ma il tecnico deve decidere se schierarlo a sinistra, con Senderos centrale (soluzione più probabile, anche perché provata in allenamento) o confermarlo al centro della difesa (dove negli ultimi tempi ha giocato bene) inserendo Antonini a sinistra; il mister ha dichiarato che se Senderos starà bene giocherà sicuramente e, quindi, farà il suo esordio da titolare in campionato dopo tantissimi problemi, soprattutto fisici, che l’hanno tormentato nella prima parte di stagione. Per il resto la formazione sembra fatta, con il trio di centrocampo composto da Ambrosini, Pirlo e Beckham e Seedorf e Kakà alle spalle dell’unica punta, il sempre più convincente Pato. Si profila un’altra panchina per Ronaldinho, che sta attraversando un momento particolare: lo staff medico assicura che non ci sono problemi fisici, ma Dinho, che nella prima parte di stagione aveva dato il suo egregio contributo alla causa, ora sembra affaticato, corre poco, non aiuta i compagni in fase di non possesso palla al punto da apparire quasi svogliato; anche la prestazione di mercoledì ad Hannover è stata negativa e forse ciò ha confermato ad Ancelotti che in questo momento è meglio puntare su altri, anche se non si tratta di una bocciatura e Ronaldinho potrà sempre dare eventualmente il suo contributo a gara in corso. L’allenatore dimostra ancora una volta di non guardare in faccia nessuno e di pensare al bene della squadra, che non può permettersi un giocatore che passeggia o non rientra ma solo elementi coinvolti nella manovra, sia offensiva che difensiva e qualche panchina può servire a risvegliare l’orgoglio e le motivazioni del giocatore che fino ad ora è stato molto positivo e ora, forse, è anche in un periodo di fisiologica flessione. In questo momento nella rosa rossonera ci sono tantissime stelle, quindi Ancelotti ha la possibilità di fare scelte anche impopolari ma nell’interesse comune, che è quello di vincere a Bologna per mantenere vivo quel sogno che si chiama scudetto.
 

per Milannews.it

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