Allegri e l'importanza della mediana: tutti protagonisti, nessun escluso
Matteo Calcagni
Massimiliano Allegri, dal suo arrivo al Milan, ha apportato tante novità: una delle più nette ed evidenti è la gestione della mediana, un reparto che, di norma, tende a logorarsi più degli altri, soprattutto negli ultimi mesi della stagione. Prima con Ancelotti e poi con Leonardo, nonostante l'età elevata dei giocatori a disposizione, si è puntato sempre sui soliti centrocampisti, senza effettuare utili rotazioni e turnover. Il tecnico di Reggiolo, anche nelle sue ultime gestioni, ha puntato esclusivamente sullo zoccolo duro, senza dare spazio ai giovani e ai nuovi acquisti: uno su tutti Mathieu Flamini, accolto con entusiasmo da tutto l'ambiente nel 2008. Discorso simile anche per il tecnico brasiliano che, durante la scorsa annata, trovato il 4-2-fantasia, non ha più voluto apportare cambi al modulo vincente, relegando in panchina, oltre al francese, anche il veterano Rino Gattuso. Scelte che, di fatto, hanno pagato fino ad un certo punto, andando però a trovare diverse problematiche con il prosieguo della stagione, quando giocatori come Massimo Ambrosini accusarono un fisiologico e scontato calo fisico.
Allegri, dal canto suo, non ha escluso nessun mediano dal suo Milan, anzi... li ha resi tutti importanti e protagonisti: da Gattuso, rigenerato dopo la conferma estiva, fino a Flamini, finalmente fondamentale nel Diavolo, passando per Kevin-Prince Boateng, fortemente voluto in estate e pezzo essenziale per l'attuale Milan 2010/11. Sei calciatori per quattro ruoli, ma non sembra finita qui: l'allenatore toscano vorrebbe un ulteriore puntello, considerando l'avanzameno ormai in pianta stabile del "gano-tedesco" sulla trequarti. L'ultimo nome è quello di Kevin Constant, rivelazione del Chievo ed ottimo ed interessante prospetto: è chiaro che, come già ampiamente dimostrato, l'ex allenatore del Cagliari, anche con un elemento in più, saprà gestire le risorse senza alcun problema.


