La promessa di Balo, la rassegnazione di Moratti, il sogno del Milan
Stefano Maraviglia
Nelle scorse settimane Mario Balotelli ha lanciato nuovamente messaggi d'amore al Milan e all'amico/idolo Ibrahimovic, quel. "Un giorno giocherò nel Milan insieme a Zlatan", non necessita di ulteriori commenti e precisazioni. Tanta è la voglia del giovane attaccante di indossare "realmente" la maglia rossonera, l'antipasto servitogli a suo tempo da Striscia la Notizia deve averlo stuzzicato ulteriormente (vista anche la vanità mostrata nello specchiarsi con addosso la casacca milanista). Dunque per un ragazzo che scalpita, ci sono due uomini: uno che frena e l'altro che si rassegna. Il primo è Adriano Galliani che a più riprese ha pungolato Balotelli, ammettendo il desiderio quasi illusione, di poterlo ammirare a San Siro da beniamino, ma che non volendo creare incidenti diplomatici con il City si trova costretto a sorvolare l'argomento rimandandolo a magari tra due/tre anni.
Tutti sanno che SuperMario al Milan potrebbe approdare nettamente prima, questione non di settimane, ma di mesi, uno dei quali è Massimo Moratti che dopo il boccone amaro ingerito con l'affare Ibra, presto potrebbe trovarsi ad inghiottire la seconda portata servita da Balo. Il patron nerazzurro nelle scorse ore lo ha ammesso espressamente: "Mario è smanioso di andare al Milan, sarà libero di farlo". Parole che cozzano con la presunta clausola anti-rossoneri, tanto vociferata il giorno della partenza del 20enne bresciano con destinazione Manchester. Raiola già a suo tempo si disse fiducioso e padrone della situazione, gli sviluppi sembrano dargli ragione. La prossima estate potrebbe sancire il matrimonio tra le parti, la promessa è già stata fatta, le pubblicazioni sono agli occhi di tutti, resta "solo" tutto il resto, ma le dichiarazioni delle parti in causa, sembrano indirizzare la vicenda verso il gran finale, Manchester City permettendo.


