Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Un “uragano” spazza il Cagliari. Cassano illumina e fa ben sperare. Il bilancio di due anni e mezzo di Dinho

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
venerdì 7 gennaio 2011, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
07.01.2011 00:00Editoriale
PHOTOVIEWS
PHOTOVIEWS

Vincere in questo modo, senza Ibrahimovic, Pirlo e Boateng, è un segnale importante a tutto il campionato. Il Milan incerottato e costretto alla linea verde dalle defezioni ha portato a casa una vittoria importantissima, preziosa come un diamante grezzo, con una firma inedita, quella di Rodney Strasser. Il giovane mediano della Sierra Leone, la cui storia è equiparabile a una favola a lieto fine (scappato dal suo paese natio in continuamente flagellato dalla guerra civile), ha scritto il proprio nome su una delle vittorie più insperate degli ultimi anni visto il modo in cui si era messa la sfida stessa, con numerosi errori, anche elementari, da parte di entrambe le compagini, soprattutto sottoporta con Pato, Robinho e Nenè che si sono mangiati l’impossibile. E poi arriva Rod l’uragano, soprannome che si è meritato nella passata stagione quando spazzava via chiunque provasse a sfondare dalla sua parte. La stessa cosa è successa ieri: subentrato a Gattuso, in quello che è sembrato un vero e proprio passaggio del testimone per il futuro, il numero 14 è stato protagonista di una ottima prestazione condita con il gol vittoria a seguito di un movimento “a imbucare” come piace ad Allegri. Il pallone del successo gli è stato servito dal quel genio di Antonio Cassano. Il “Peter Pan” del calcio italiano, entrato nell’ultimo quarto d’ora, ha dato sfogo al suo talento, seppur in minima parte, ma tanto è bastato per contribuire in maniera importante e decisiva al successo contro i sardi.

Se il buon giorno si vede dal mattino, il futuro sembra essere ampiamente roseo anche perché l’intesa con i compagni d’attacco, Robinho in particolare, è sembrata molto ben collaudata e c’è grande attesa per un eventuale duetto, probabile nei mesi a venire, con Ibrahimovic, suo amico e altro funambolo che parla, almeno con i piedi, la stessa lingua del barese. Chi, invece, non sarà più un protagonista di questa stagione è sicuramente Ronaldinho. Il Gaucho ha ufficializzato il suo addio al Milan nel tardo pomeriggio di ieri. Analizzando le due stagioni e mezza del brasiliano con la maglia del diavolo addosso non si può che tracciare un bilancio sufficiente, soprattutto grazie alla scorsa stagione, la sua migliore a Milano, sotto la guida di Leonardo. Di lui, oltre ai grandi sorrisi, si ricorderà il suo primo gol italiano realizzato nel derby contro l’Inter, una zuccata che stese la squadra di Mourinho alla sua prima stracittadina milanese. Ma oltre ai numeri in campo, si ricorderanno anche i colpi fuori dal rettangolo verde, quelle uscite che ne hanno minato la professionalità agli occhi dell’allenatore e della critica e che gli sono costate 8 panchine consecutive. Adesso il Brasilerao è la sua nuova dimensione e allora, suerte Dinho!

per Milannews.it

Altre notizie