Il ritorno del Deus ex machina
Matteo Calcagni
Nel teatro greco, per risolvere situazioni complesse, si soleva utilizzare argani per calare sulla scena attori che interpretavano divinità: da questa particolare tecnica, è nata la celebre espressione "Deux ex machina". Adriano Galliani non ha recitato in nessuna tragedia ellenica ma, in questi ultimi mesi, si è fatto artefice di autentici capolavori di calciomercato: ultimo dei quali la cessione al Flamengo di Ronaldinho. Dopo l'approdo in rossonero di Boateng (comproprietà col Genoa per la metà di Giacomo Beretta), Ibrahimovic (acquisito per 1/3 del valore stabilito la stagione precedente), Robinho (trasferitosi grazie ad un'operazione lampo) e Antonio Cassano (la cui penale al Real è stata divisa con Sampdoria e giocatore), l'Amministratore Delegato rossonero è riuscito anche a sbrogliare la matassa Gaucho. Vendere un calciatore non porta certo fasti e ghirlande, soprattutto considerando quello che rappresenta uno come l'ex blaugrana, ma la tenacia dimostrata da Galliani in Brasile è degna di celebrazione: in un primo momento, infatti, sembrava che il Diavolo dovesse addirittura pagare per poter liberare il fantasista verdeoro. Quella paventata buonuscita quasi paradossale, tuttavia, si è trasformata in una vera propria asta tra contendenti, con la vittoria finale del Flamengo, il club per cui il dirigente rossonero "faceva il tifo". Patricia Amorim, a differenza degli altri presidenti, ha capito che per ingaggiare il Pallone d'Oro 2005 doveva prima trattare con il Milan: un lungo tira e molla, come confermato dalla dirigente rubronegro, ma alla fine tutto si è risolto per il meglio. Dinho è approdato a Rio de Janeiro, liberando il team di via Turati di un lauto ingaggio ed arricchendo le casse societarie con una cifra oscillante tra i 3 e i 4 milioni di euro. Nessuna vagonata di dobloni d'oro, sia chiaro, ma la cifra ottenuta, fino a qualche settimana or sono, era assolutamente insperata.
Ma il lavoro certosino di Galliani non finisce qui: dopo aver ricevuto i ringraziamenti sentiti e la promessa di nuove trattative in sincro dalla numero 1 del Flamengo, il vice-presidente milanista sarà questa volta impegnato su operazioni in entrata. Non è da escludere, considerando la durata del soggiorno sudamericano, che si siano portati avanti contatti con qualche calciatore brasiliano: Ariedo Braida, che aveva anch'egli sostato a lungo sulla terra della Samba, annotò numerosi nomi sul taccuino. L'Amministratore Delegato milanista, sotto questo punto di vista, potrebbe aver proseguito il lavoro dello storico DS, assicurandosi qualche elemento interessante. Nel frattempo, secondo le ultime indiscrezioni, la strategia di mercato sembra essersi modificata: non si ingaggerà più un centrocampista dopo le difficoltà ad arrivare a Constant e Lazzari, ma si punterà sul duo Strasser-Merkel. Al contrario, considerando l'infortunio accorso a Zambrotta, il Milan è ora alla ricerca di un laterale mancino, tassello che servirebbe da anni ai rossoneri. Intanto dall'Italia Mexes non sembra intenzionato a voler rinnovare il contratto con la Roma: viste le difficoltà osservate contro l'Udinese, un rinforzo di tale caratura potrebbe far dormire sonni decisamente più tranquilli ad Allegri. Ora il Milan attende il ritorno del suo "Deus ex machina", in attesa di carpire le nuove strategie e i prossimi movimenti: sempre ricordando che, nonostante l'abilità del dirigente, le ultime brillanti operazioni sono state facilitate dal rinnovato entusiasmo del Presidente Berlusconi, decisamente più attivo rispetto al recente passato.


