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Ipotesi Mexes? Benvenga un difensore in “riparazione”. E tra una “cassanata” e un guizzo a ritmo di samba si guarda solo avanti

autore
Giulia Polloli
per Milannews.it
mercoledì 12 gennaio 2011, 00:00Milanello in rosa
autore Giulia Polloli
12.01.2011 00:00Milanello in rosa
Giulia Polloli
Giulia Polloli

Mercato di gennaio, “di riparazione”, come normalmente viene chiamato: mai nome fu più azzeccato per lo stato di salute del calcio italiano in questa prima parte del campionato. Sono soprattutto le grandi ad avere bisogno di pezzi di ricambio dopo i numerosi infortuni che stanno sovraffollando le infermerie blasonate. Il Milan si era mosso alla ricerca di un attaccante che potesse sostituire Filippo “Eterno” Inzaghi,sempre che un attaccante così possa essere effettivamente sostituito di questi tempi. L’arrivo di Cassano ha certamente ridimensionato il “looking for” rossonero in quella zona di campo, anche se sono ancora in molti a parlare di acquisti per la fase prettamente offensiva, forse perché il mercato dei “punteros” è quello più accattivante e più presente nell’immaginario calcistico collettivo. Poi gli infortuni di Pirlo, Flamini, Boateng, la squalifica di Ambrosini e il teorico stop che sembrava dover allontanare anche Gattuso dalla mediana rossonera. E allora le antenne puntate sul mercato dei centrocampisti. Ma dal cilindro di Allegri ecco spuntare le nuove e giovani promesse cresciute in rossonero, finalmente pronte per essere gettate nella mischia. A Cagliari Merkel e Strasser, determinante al Sant’Elia e già coriaceo contro l’Udinese a S.Siro. Il centrocampo così puntellato, in attesa del rientro degli esperti compagni sembra ormai poter reggere anche a cataclismi improvvisi.
Così non sembra poter funzionare invece per la difesa rossonera. Inevitabile parlare di Nesta-dipendenza in questo momento. In più l’esperienza mancante di Zambrotta, anch’egli fermo ai box, fa vacillare in qualche episodio anche il solido Thiago Silva che, da solo, certo, non può caricarsi sulle spalle l’onere di dover “clonare” se stesso per far da esempio ai compagni. E se fino a prima della sosta natalizia avrei scommesso su Antonini, devo dire che le ultime due partite sono state calanti. E neppure gli interventi da difensore improvvisato di Seedorf ( e poi fischiatelo pure, ma spiegatemi perché sempre e solo lui!), che per un unico pallone perso paga dazio(eppur difensore non è!), neppure quelli, dicevo, riescono a rafforzare quel reparto che sembra sempre più simile ad un colabrodo.
E allora se di riparazione si deve parlare, parliamo di rammendo difensivo, anche di quelli fatti con il filo di lana, ben visibili agli occhi di un disattento osservatore, quasi un ricamo cercando di nascondere la voragine creata nel tessuto abituale per gli esperti.


Non sono molti i nomi associati al Milan in questo reparto. Il segnale più forte sembra stia arrivando da Roma, da quel Mexes che forse non rinnova il contratto con la squadra capitolina e che quindi sembra potersi avvicinare al Diavolo. Dalla Lupa al Diavolo, da mito a sacro, un salto che si attende da anni ormai, visto che il biondo centrale è stato spesso associato alla squadra che gioca all’ombra della madonnina. Ma un dubbio sorge spontaneo: a parte la bocciatura di domenica consegnata nelle mani di Bonera, che fine hanno fatto Yepes e Papastathopoulos? Onyewu ormai accasato al Twente è fuori dai giochi, ma i suoi compagni non possono nemmeno dimostrare il loro valore, dimenticati in un cantuccio da mister Allegri. Il Milan cerca da anni, da quando il buon Maldini lasciò la fascia che lo rese famoso, un terzino sinistro di spicco, senza però riuscire nell’arduo compito. Ma il Milan, nella gara al cardiopalma con l’Udinese ha entusiasmato a tratti. La facilità con cui Pato, sottoutilizzato causa infortuni, ma goleador rossonero con la miglior differenza reti/minuti giocati, va a rete, spronato da Ibrahimovic e dalle “cassanate”(queste sono quelle che si scrivono negli annali, quelle che tutti ci aspettiamo) del nuovo arrivato possono far vedere quello spiraglio di cielo azzurro sopra la coltre di nubi che per ben quattro volte domenica è scesa su S.Siro. Perché il Milan ha dimostrato cuore e coraggio, determinazione e follia in quel 4-4 che ha regalato un punto prezioso. Allegri dice di non guardarsi alle spalle, perché chi è in testa è artefice del proprio destino. Ma il fiato dei nemici troppo vicini potrebbe creare un duplice scenario in questa squadra appagata per le coppe in bacheca e forse ancora stordita dopo anni di dominio nerazzurro in campionato. Che lo scudetto sia l’obiettivo stagionale è ormai dato per assodato, che il Presidente voglia rivedere il Milan stellare che fu di Van Basten e compagni è altrettanto noto, altrimenti non ci sarebbero stati i colpi di mercato da fuochi d’artificio durante l’ultimo scorcio dell’estate rossonera. E se ora anche Ronaldinho ha trovato casa, portando liquidità immediata nelle casse rossonere, aspettiamo fiduciosi l’artefice dei movimenti più importanti, quel Galliani che dopo essersi congedato dalla terra del samba rientrerà nei ranghi più meneghini per ultimare la sua opera. Come han scritto, se di tragedia si può parlare riferendosi alla difesa rossonera, aspettiamo l’avvento in scena del “Deus ex machina”, seguito dal coro che trasformerà un atto tragico in un epilogo tragicomico, di quelli, per intenderci, a lieto fine.
 

per Milannews.it

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