Robinho: la corsa, la fantasia, ma il cinismo? Ancora no
Stefano Maraviglia
Ha acceso il match alla sua maniera, corsa e moto perpetuo, abbinato a serpentine e giocate "original Brazil", Robinho ha straconvinto tutti ancora una volta, riguardo la sua dedizione per la causa e voglia di sfondare definitivamente dopo tanto peregrinare. Tante le note positive che vanno a favore del fantasista, più operaio del panorama nazionale e non solo, ma come in tutti i momenti da incorniciare, la beffa è comunque dietro l'angolo. Le giocate e, gli assist offerti al compagno di turno, sono stati davvero un bel vedere, alcuni per intuito e qualità sono sembrati unici, alla torta è però mancata la ciliegina.
Messo in più occasioni in condizione di "offendere" il Cesena, Robinho è risultato invece poco ficcante, distante dal cecchino ammirato fino a prima della sosta, molto simile all'opera incompleta, della prima parte di stagione. Il lavoro svolto per la squadra è encomiabile, la sua presenza si fa sempre più importante e decisiva, certo, i passaggi a vuoto sottoporta, vanno migliorati e possibilmente eliminati. Il Milan conquista tre punti pesanti, importanti e decisivi per il morale e la classifica, nella serata delle beffe, l'imprecisione del talento verdeoro deve obbligatoriamente passare in secondo piano.


