Onda d’urto: così Palladino ha cancellato l’inizio shock del Bologna di Tedesco
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Francesco Benvenuti
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Oggi alle 08:30Serie A
autore Francesco Benvenuti
30.10.2026 08:30Serie A
Letale in attacco, equilibrato nel gestire i momenti delicati delle partite seppur con ancora qualche amnesia difensiva di troppo: ecco i numeri che spiegano l'inversione di tendenza del Bologna di Palladino
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Una metamorfosi a 180 gradi in poche mosse. Il Bologna dopo aver ottenuto un solo punto nelle prime quattro ed esonerato Tedesco, sotto la guida di Palladino ha ritrovato risultati ed entusiasmo, come fotografato dalla recente vittoria con il Milan e dai 10 punti nelle ultime cinque uscite in Serie A. Alcune statistiche aiutano a capire l’inversione compiuta dai rossoblù, che guardano adesso alle posizioni europee. La squadra ha recepito la nuova filosofia, trasformandosi anche per le caratteristiche dei singoli interpreti e riuscendo a trovare le contromisure per sopperire ad alcune fragilità strutturali e individuali.
Fase di possesso
Il Bologna di Palladino predilige un minor possesso palla in favore di una spiccata verticalità ed efficacia: il possesso medio è passato dal 55,2% dell'era Tedesco al 39% attuale. Si è ridotto il volume dei passaggi riusciti per partita (da 475 a 275 a partita), così come quelli nel terzo finale di campo (da 116,5 a 79,5) e i tocchi in area (da 26,2 a 17,3). Eppure i dati realizzativi sono in netta ascesa. La squadra è tornata a segnare con continuità (10 gol nelle ultime 5 uscite, con una media di 2 ogni 90 minuti) rispetto alle sole 2 reti realizzate nelle prime 4 con Tedesco (media di 0,5). Il numero dei tiri in porta è rimasto stabile (15 totali e 3,75 di media con Tedesco, 20 totali e 4 di media con Palladino), ma con una qualità offensiva superiore: sono infatti aumentati sia gli xG totali (da 1,25 a 1,53 di media) sia gli xG sui tiri in porta (da 1,16 a 1,4 a partita). E dire che nelle prime 4 giornate solo i due attaccanti Piccoli e Dovbyk avevano trovato la via del gol, mentre sotto la gestione Palladino la cooperativa del gol si è allargata a più ruoli: 3 reti per Mbangula, 2 per Bernardeschi, 1 per Orsolini, Enem, Pobega e Casale oltre all’autogol di Bartesaghi.Fase di non possesso
In fase di non possesso la discontinuità è meno marcata. La retroguardia del Bologna con Tedesco aveva subito 5 gol (1,25 di media), mentre con Palladino ne ha incassati 7 (1,4 di media). Anzi, sotto alcuni aspetti statistici l’avvio di stagione era stato persino migliore: il Bologna nelle prime quattro gare con Lazio, Atalanta, Sassuolo e Napoli ha concesso 3,5 tiri in porta a partita con Tedesco, saliti a 4 con il nuovo tecnico negli incroci con Torino, Lecce, Inter, Cagliari e Milan, mentre le parate (con i pali difesi da Skorupski e Pessina) sono rimaste stabili (da 2,5 a 2,6 a partita). Anche i dati sugli xG premiano i rossoblù nella prima parte di annata: con Tedesco 0,9 xG subiti a incontro, saliti a 1,53 con Palladino, e 0,63 xG sui tiri in porta rispetto agli 1,54 attuali. Nel bilancio complessivo l'avvio di stagione è stato condizionato da episodi ed errori individuali — gli errori di Skorupski contro Atalanta e Torino, la leggerezza di Heggem contro il Sassuolo o il pallone perso da Theate con il Milan che hanno spianato la strada ai gol avversari – e la quadra sembra ancora in fase di definizione -. Appare questo uno dei temi più urgenti per Palladino, insieme alla questione prima punta, visto l’inizio in salita di Piccoli e Dovbyk, ma intanto il nuovo tecnico ha saputo trasferire ai suoi la capacità di gestire i momenti all’interno della gara, come si evince dalla reazione dopo il pareggio del Lecce nella gara poi vinta 2-1 al Via del Mare o dal successo con il Milan dopo esser stati rimontati dalla doppietta di Cisse. Piccole e grandi accortezze che hanno riacceso l’entusiasmo della piazza e restituito certezze.Altre notizie
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