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Milan più forte dell'emergenza

autore
Davide Bin
per Milannews.it
lunedì 24 gennaio 2011, 02:01Vista dalla Curva
autore Davide Bin
24.01.2011 02:01Vista dalla Curva
Con una formazione falcidiata dagli infortuni, i rossoneri riescono comunque a battere un buon Cesena, respingendo l'assalto in classifica del Napoli e allungando sull'Inter.
ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS

Nell'arco di un campionato ci sono vittorie che possono risultare fondamentali anche se sembrano scontate alla vigilia e ci sono punti più "pesanti" di altri che alla fine fanno la differenza anche se al momento non te ne rendi conto; la vittoria del Milan sul Cesena è una di queste e i tre punti conquistati non sono pesanti, sono pesantissimi, perchè conquistati in piena emergenza da una squadra che si è ritrovata con un solo centrocampista di ruolo a disposizione (più il giovane Merkel), perdendo giocatori alla vigilia della sfida, durante il riscaldamento e nel corso della partita, ma che non si è demoralizzata, non si è arresa e ha trovato comunque il modo di domare un Cesena che si è difeso bene e non si è limitato a chiudersi, puntando al bersaglio grosso e alla vittoria di prestigio, soprattutto in avvio di partita. Certo, quando hai Ibra là davanti è più facile segnare e vincere anche se ti manca mezza squadra, ma questa vittoria è del gruppo e di giocatori che si sono dimostrati fondamentali anche se giocano poco, come il monumentale Yepes, autore di una prestazione sorprendente o come il ragazzino Merkel, che ad ogni occasione mostra grande personalità e visione di gioco da veterano nonostante la giovane età; e mettiamoci pure Thiago Silva, molto bravo in un ruolo inedito e non suo e Robinho, sciagurato davanti alla porta ma efficace uomo assist e prezioso per il suo movimento continuo e generoso. Questi sono solo alcuni nomi, ma tutti indistintamente vanno elogiati, anche chi magari ha commesso errori banali e che potevano risultare "sanguinosi", perchè tutti ci hanno messo il cuore, con generosità e grande impegno, per conquistare una vittoria fondamentale per ripartire dopo due pareggi consecutivi e per difendere il buon vantaggio sul Napoli e incrementarlo su chi nel pomeriggio aveva frenato.

E' bastato dire alla vigilia che Allegri stava recuperando molti giocatori protagonisti dell'esaltante cavalcata del girone di andata ed è successo un po' di tutto, al punto che la rosa rossonera è stata falcidiata dalle assenze: Pirlo nuovamente infortunato nella partita di Coppa Italia contro il Bari, Seedorf nemmeno convocato, così come il suo "sosia" Strasser; Flamini che dà forfait prima della gara e Gattuso che lo imita addirittura durante il riscaldamento (problemi muscolari), tanto che tabellone e speaker ne preannunciano la presenza in formazione ma lui rimane negli spogliatoi e al suo posto viene inserito all'ultimo momento Yepes con Thiago Silva che si sposta a centrocampo; se non è emergenza questa...
Come sempre San Siro è mezzo vuoto e c'è poca gente a seguire e incitare la capolista, nonostante la "prima" di Cassano da titolare in campionato a far coppia con Ibrahimovic con Robinho alle spalle: colpa della serata gelida, di un avversario di scarso richiamo e delle cervellotiche decisioni di Lega e televisioni, che fanno disputare una partita del genere come posticipo serale con la temperatura sotto zero; ormai ciò non fa più notizia e, invece, mi sembra giusto sottolinearlo sempre e comunque, perchè così si rovina il calcio e la passione dei tifosi che vogliono o vorrebbero seguire le partite alla stadio, privilegiando sempre e comunque gli interessi dei tifosi "da salotto" e, soprattutto, delle televisioni.

Il Cesena parte forte, Malonga spaventa Abbiati e tutti i tifosi rossoneri, ma il panico vero lo crea l'ingenuità di Antonini che sbaglia un retropassaggio e spalanca la via della porta rossonera a Schelotto che non ne approfitta e si fa respingere il tiro sul primo palo da Abbiati. Il Milan fatica a carburare e la sfortuna è ancora in agguato: Nesta commette un fallo a centrocampo (verrà anche ammonito) cade male e gli esce una spalla; ovviamente è costretto ad uscire, lasciando il posto a Papastathopoulos (o Sokratis che dir si voglia), che proprio a Cesena nella partita di andata aveva vissuto una serata tragica con una prestazione molto negativa e infarcita di errori anche gravi in occasione dei gol subiti. Sconcerto negli occhi dei tifosi sugli spalti, ma la "strana coppia" Sokratis-Yepes tiene bene, grazie soprattutto all'ottima prestazione del colombiano, sempre preciso e tempestivo negli anticipi e nelle chiusure che strappano applausi a scena aperta al pubblico. Il Cesena continua a spingere, il Milan ha spazio per il contropiede, lo sfrutta e Robinho è bravo a percorrere tutta la metà campo avversaria in velocità, ma poi spreca tutto con un tiro fiacco e centrale. Finalmente i rossoneri crescono e Cassano sforna un altro assist geniale, mettendo Ibra davanti alla porta, ma lo svedese centra il portiere in uscita e dimostra di essere bravissimo a segnare gol impossibili ma sorprendentemente meno spietato nelle facili occasioni a tu per tu con il portiere (già in passato aveva sbagliato gol apparentemente semplici); sul proseguo dell'azione Robinho tira alto, poi il brasiliano strappa applausi con un assist di tacco per Thiago Silva, il cui tiro viene respinto da un difensore. Il Cesena ora arretra e si chiude, il Milan spinge a sfiora il gol con un'incursione di Antonini che risolve una mischia in area con un tiro che esce di pochissimo. Robinho continua a sfornare assist, ma il colpo di testa di Ibra viene parato da Antonioli; la Sud capisce che deve trascinare una squadra in emergenza ma che ci sta mettendo l'anima per vincere e aumenta l'intensità dei cori e dell'incitamento e il premio per squadra e tifosi arriva quando l'assist a palombella di Cssano raggiunge Ibra e Pellegrino, nel tentativo di anticipare lo svedese, mette il pallone nella propria porta. Siamo allo scadere del primo tempo, il momento migliore per sbloccare la partita e demoralizzare gli avversari e il fatto che sia un autorete conta poco, perchè il vantaggio è meritato per ciò che si è visto soprattutto nella seconda metà del tempo e potrebbe essere addirittura doppio se all'ultima azione Yepes, in proiezione offensiva, riuscisse a battere Antonioli, bravo ad uscirgli sui piedi e a chiudergli lo specchio della porta.

All'inizio della ripresa Ficcadenti prova a modificare il suo Cesena, ma ormai è il Milan che, sull'onda dell'entusiasmo, fa la partita: tiri alti di Ambrosini e di Ibra su punizione, rasoterra fuori di Thiago Silva e assist sontuoso di Ibra per Robinho che spreca tutto a tu per tu con Antonioli. A furia di gettar via occasioni propizie per il radoppio, i rossoneri rischiano di subire la beffa e Bogdani ha il pallone buono a pochi passi da Abbiati, ma l'intervento di Sokratis è tempestivo e provvidenziale e ci sono applausi anche per lui. Robinho ci prova ancora, ma Antonioli sembra insuperabile proprio in quella porta dove tanti anni fa commise una papera clamorosa addirittura in un derby, quando giocava nel Milan. Nel finale Cassano lascia il posto a Pato e riceve la standing ovation dal pubblico di San Siro e Robinho fa disperare ancora una volta i tifosi, sprecando un altro assist geniale di Ibra con un tiro da posizione defilata che va a schiantarsi sul palo, dopo che il brasiliano era stato bravo a saltare Antonioli. La Sud invita i giocatori a non mollare fino alla fine e in pieno recupero arriva la definitiva fine delle sofferenze, con il raddoppio targato Ibra: lo svedese raccoglie un assist di Robinho, e insegna al compagno come si fa a segnare da posizione defilata, con un diagonale potente e preciso che si infila sul secondo palo non lasciando scampo ad Antonioli.

Un Milan improvvisato ma vincente, grazie alle magie e alle prodezze dei giocatori dell'unico reparto non in emergenza, ovvero l'attacco: Cassano ha giocato quasi tutta la partita e ha offerto assist deliziosi anche se non è ancora all'apice della forma; Robinho e Ibra si sono scambiati favori e assist, ma il primo non ne ha azzeccata una in fase di conclusione, mentre il secondo è stato, come sempre, cinico, devastante e decisivo, terrorizzando e costringendo all'autorete Pellegrino e segnando il secondo gol, il dodicesimo personale in questo campionato. Il centrocampo ha retto bene nonostante le tantissime assenze e la difesa si è ben comportata ed è rimasta imbattuta anche dopo l'uscita di Nesta e con Thiago Silva spostato a centrocampo. Ho già sottolineato l'importanza di questa vittoria che "vendica" la sconfitta dell'andata ma, soprattutto, consente al Milan di allungare in classifica su molte rivali e di mantenere un rassicurante vantaggio sulla seconda. Ora bisogna recuperare qualche infortunato, sperare nella guarigione di Nesta senza operazione e, magari, intervenire ancora sul mercato per ampliare una rosa troppo spesso falcidiata dagli infortuni, ma per il momento godiamoci questo Milan capace di vincere con le giocate dei singoli ma anche con il cuore e con la compattezza del gruppo e le buone prestazioni delle cosiddette "seconde linee", giovani compresi, perchè solo così si può riuscire ad essere più forti dell'emergenza e a proseguire il volo in testa alla classifica, rincorrendo quel sogno chiamato scudetto.

per Milannews.it

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