Il nuovo Robinho vuole migliorarsi... per la gioia di Galliani
Matteo Calcagni
Arrivato al Milan nelle ultime ore utili dello scorso agosto, accolto forse in maniera troppo tiepida dalla critica: Robinho, in una stagione trionfale per i colori rossoneri, ha dimostrato di potersi mettere in discussione, risultando uno dei principali artefici dello Scudetto numero 18. In molti lo conoscevano per il suo dribbling, le sue "pedalate", qualche eccesso di troppo: Dunga prima e Allegri poi, in un doppio e importante processo di maturazione, lo hanno trasformato, rendendolo l'inesauribile "soldato" attuale. Chilometri sulla corsia, tra le linee, retrocedendo con costanza maniacale: l'ex Manchester City si è sacrificato per la causa, dimostrando di aver abbandonato il suo spiccato stile da guascone. Tra accelerazioni e recuperi non sono mancati neanche i gol: 14 le reti del brasiliano in campionato, a cui va aggiunto un centro in Coppa Italia. Leggendo queste statistiche non ci sarebbe nulla da rimproverare al ventisettenne di São Vicente che, tuttavia, si è reso protagonista di qualche errore di troppo alla "Egidio Calloni". Imperfezioni dovute principalmente alla mancanza di lucidità che, come dichiarato dal verdeoro alla "Gazzetta dello Sport", dovranno ridursi nella prossima stagione, anche per preservare le coronarie di Adriano Galliani: "Ho visto in tv come si dispera quando sbaglio dei gol facili. Voglio trasformare quelle smorfie in sorrisi. Come? Vanno bene 15 reti in campionato? Non dimenticate che nel Milan parto molto da lontano e spesso arrivo al tiro senza la giusta lucidità. Certi errori sono umani.
Ma il prossimo anno sarò più freddo e più cattivo negli ultimi metri. Io sono comunque un attaccante". In attesa di scoprire dove arriverà la futura vena realizzativa di Robson De Souza, un occhio va anche all'altra coppia del gol milanista, punzecchiata eccessivamente ma comunque artefice di un bottino considerevole: Pato e Ibrahimovic, autori di 28 reti in Serie A (14 a testa). Robinho, che forse parte in seconda fila rispetto ai due compagni di reparto, non si pone problemi, esaltando il duo svedese-brasiliano e promettendo spettacolo con valanghe di gol: "Vedrete che il prossimo anno Ibra e Pato saranno devastanti. Insieme formano una coppia perfetta. Una cosa è sicura: il Milan non ha bisogno di altri bomber. Siamo già tanti".


