2006-2011, in Brasile è ancora "quadrilatero": due (o forse tre) sono rossoneri
Matteo Calcagni
Sono passati cinque anni dal Mondiale del 2006, quando Parreira tentò di impostare il suo "quartetto magico" cercando di far coesistere insieme Kakà, Ronaldinho, Ronaldo e Adriano. In Germania il super-attacco non funzionò e il Brasile fu eliminato ai Quarti dalla Francia: cammino ripetuto anche da Dunga in Sudafrica, questa volta con l'estromissione per mano dell'Olanda, poi finalista perdente come la Nazionale di Domenech quattro anni prima. Ora la Seleçao è nelle mani di Mano Menezes che, in occasione della prossima Coppa America, ha intenzione di riproporre un esaltante quadrilatero offensivo: Ganso alla regia, Robinho e Neymar laterali e Pato punta centrale. Uno schieramento di stampo Milan-Santos, con Paulo Henrique che potrebbe in futuro unirsi ai due connazionali rossoneri. Il c.t. verdeoro, intervenuto in conferenza stampa, non ha però voluto addentrarsi in raffronti col vecchio poker targato Parreira: "E' il sistema ideale per la Seleçao questa volta, penso che potremo essere competitivi giocando così.
Ma non possiamo paragonare le squadre e i giocatori, si tratta di stili e tempi diversi". La stampa brasiliana, tuttavia, teme un bis della sfortunata spedizione tedesca del 2006: Adriano e Ronaldo erano fuori forma, mentre Kakà era alle prese con un infortunio che l'ha condizionato negativamente. Anche il nuovo "quartetto" non si presenterà certamente in condizioni smaglianti, considerando gli esistenti problemi fisici di Ganso e Pato, entrambi in fase di recupero dopo i rispettivi guai alla coscia e alla spalla. Che in questa Coppa America le cose girino in maniera più benevola per la Seleçao? In terra verdeoro, e non solo, incrociano le dita. Il Milan dalla sua spera in una competizione fortunata dei suoi Nazionali, con un occhio sempre attento all'Oca paulista, obiettivo sempre vivo del mercato rossonero.


