VIVA LA SINCERITA'
Davide Bin
L'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani è uscito allo scoperto, dichiarando che il prossimo mercato estivo sarà "esile ed esangue", nel senso che gireranno pochi soldi, ci saranno molti scambi e anche gli ingaggi saranno più bassi, soprattutto se si considera la somma totale, il cosiddetto "monte ingaggi", che una società deve pagare ai propri giocatori. Il popolo rossonero si è subito preoccupato, pensando che la frase fosse riferita solo al mercato della società di Via Turati; la successiva precisazione del vicepresidente del Milan ha fatto capire che il suo discorso si riferiva a tutto il calcio italiano, se non addirittura europeo, ma non penso che ciò possa tranquillizzare più di tanto i tifosi, visto che, fino a prova contraria, il Milan non è una squadra di Marte ma fa parte del calcio italiano ed europeo cui si riferiva Galliani, quindi rientra comunque nel discorso. Certo possiamo sempre dire "mal comune, mezzo gaudio", ma sta di fatto che dovremo rassegnarci ad un mercato senza grossi nomi e forse bisognerà davvero fare di necessità virtù e rivolgersi ai giovani per costruire una squadra competitiva e in grado di durare per molti anni e, perchè no, aprire un nuovo ciclo. Ovviamente tale prospettiva non piace a tutti quei tifosi che sognano grandi investimenti e giocatori forti per la propria squadra, ma basta guardarsi attorno per capire che la crisi economica c'è, è preoccupante e il calcio non può rimanerne fuori e inevitabilmente ne verrà coinvolto; inoltre, dopo vari anni in cui abbiamo rimproverato ai dirigenti rossoneri di ingannare i tifosi con promesse non mantenute, ora bisogna lodare la sincerità di Galliani che già a metà marzo ha chiarito la situazione e messo avanti le mani, in modo da non alimentare più sogni irrealizzabili. In pratica ora i tifosi sanno già con ampio anticipo, ovviamente a grandi linee ma non nel dettaglio, cosa li aspetta nella prossima stagione e possono fare i loro conti quando si aprirà la campagna abbonamenti allo stadio e si tratterà di rinnovare l'abbonamento alle pay-tv e, soprattutto, non potranno lamentarsi in seguito dicendo di essere stati presi in giro e ingannati.
Dal punto di vista tecnico, poi, non è detto che non sia possibile costruire una squadra forte e competitiva senza grandi investimenti; certo il Milan avrebbe bisogno di molti innesti se davvero si vuole rifondare un gruppo ormai giunto alla fine di un ciclo, ma sul mercato ci sono molti giocatori validi che non costano cifre esorbitanti e, in più, il Milan ha in giro per l'Italia e per l'Europa promettenti giovani già suoi (in prestito e in comproprietà) facilmente riscattabili. Sicuramente chi sognava i grandi nomi rimarrà deluso, ma io resto convinto del fatto che con un po' di fantasia, creatività, competenza ed esperienza (cosa che a chi dirige il Milan da più di vent'anni non dovrebbe certo mancare) si possa costruire una squadra in grado di competere con chiunque in campo nazionale ed internazionale: una buona base c'è già, perchè non tutto è da buttare nella rosa attuale e basterebbe liberarsi di giocatori poco impiegati ma dall'ingaggio di tutto rispetto (penso ai vari Dida, Emerson o Shevchenko, tanto per fare qualche nome) e sostituirli con giovani meno pretenziosi anche dal punto di vista economico per ottenere subito un doppio risultato: risparmiare e avere a disposizione giocatori meno logori fisicamente e più motivati anche se magari costretti a fare molta panchina nel corso della stagione, come accaduto in questa a quelli che ho citato prima. La cosa più importante è avere un progetto, sapere cosa serve e andare a prenderlo con i soldi che si hanno a disposizione, piuttosto che "raccattare" giocatori a costo zero indipendentemente dal ruolo o campioni dall'età o dalla carriera avanzata che non servono dal punto di vista tecnico ma solo da quello "mediatico". Il Milan è in grado di costruire un gruppo con il giusto mix di esperienza e gioventù, conservando ciò che di buono ancora c'è nella squadra attuale e integrandolo con sapienti ritocchi in ogni ruolo (soprattutto in difesa) e ciò non vuole necessariamente dire spendere molto se si sa come spendere. Per questo non mi sembra il caso di fare drammi per le dichiarazioni di Galliani, anzi è giusto apprezzarne e lodarne la sincerità e l'onestà; evidentemente ha imparato dai propri errori del recente passato e ora non vuole più alimentare false illusioni, per poi magari stupire tutti e riuscire finalmente a costruire una squadra competitiva che torni a vincere in Italia e in Europa.


