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Il Milan di oggi è competitivo in Europa?

autore
Tiziano Crudeli
per Milannews.it
mercoledì 6 luglio 2011, 00:00Editoriale
autore Tiziano Crudeli
06.07.2011 00:00Editoriale
Tiziano Crudeli
Tiziano Crudeli

Roberto Mancini: “In Italia il  Milan è più forte di tutti. ....”  I rossoneri per  essere competitivi in Europa vanno confrontati con le prime della classe.   Allora sorge spontanea una domanda: oggi la squadra di Allegri  può contendere il titolo al   Barcellona, indiscusso leader  di Champions League?  La sensazione è che non sia ancora pronta. Cosa serve per arrivare al top?  Intanto  un tasso tecnico più elevato  e una maggiore velocità  d'esecuzione.  La manovra dei  rossoneri  va sveltita. L'innesto  di Taiwo potenzia la fascia sinistra. Il nigeriano è un esterno   molto valido in grado di dare profondità alla fase offensiva. Sulla destra Abate, in costante progresso, deve variare i suoi affondo, a volte troppo prevedibili, cercando  di rendere più efficaci  i cross  dalla corsia laterale. I due centrali, Thiago Silva e Nesta con la new entry Mexes, data la loro indiscutibile tecnica  offrono ampie garanzie anche  nei rilanci e nelle  ripartenze.  Il centrocampo fulcro del sistema. Van Bommel davanti alla difesa è un baluardo efficacissimo.  L'olandese   è anche   un buon regista, magari  un po' lento  per  cui quando la squadra è sbilanciata per bloccare gli avversari   è costretto a ricorre a qualche fallo di troppo. I mediani rossoneri  dovrebbero avere caratteristiche simili a Iniesta e Xavi, ritenuti tra i più forti “volanti” del mondo. Entrambi  partecipano con profitto  all'impostazione della manovra,  alla rifinitura  per le punte,    sempre pronti  a fiondarsi  a rete con percussioni centrali sfruttando gli  spazi lasciati liberi dal movimento dei tre attaccanti. E non disdegnano  pure le conclusioni dalla media e lunga distanza. E' il costante movimento  senza palla della squadra blaugrana  che apre voragini e crea numerose opportunità.   Il gioco corale esaltato  dalle doti dei singoli.   Il Milan con Boateng in quella zona del campo ha un giocatore versatile e moderno,   tosto fisicamente e un po' meno nel palleggio.  Il Principe, secondo quanto ha lasciato intendere Allegri, è destinato a giocare mediano  lasciando libero il ruolo di trequartista. Ovviamente Boateng necessita  di un compagno di reparto con  la tecnica di Pirlo e  con una grande dinamicità.

Va anche detto che per  Allegri la corsa  è fondamentale anche a scapito delle proprietà di palleggio. Detto che Ambrosini e Gattuso rimangono utili alla causa, è altrettanto vero che entrambi non eccellono  sul piano squisitamente tecnico. Il  famoso Mister X probabilmente va individuato tra coloro che  danno del “tu” al pallone. Fermo restando che l'elemento in questione, per ora sconosciuto,  potrebbe essere un fantasista,  da sistemare  dietro le punte, che comunque dovrà consentire alla squadra  un ulteriore salto di qualità.  L'attacco.  In questo reparto  il Milan è secondo a pochi. Nel  Barcellona, Messi a parte, né Villa, tatticamente utilissimo, e neppure  Pedro sono più bravi  di Ibra, Pato e Robinho. Da non trascurare Stephan El Shaarawy. Il  “bimbo” è un talentuoso attaccante esterno che può essere impiegato anche  come rifinitore.   La differenza col Barça, per ora, sta nei meccanismi quasi perfetti dei blaugrana. Il Milan in attesa del colpo di teatro è già una buona compagnia. C'è un altro aspetto positivo: la duttilità di molti giocatori rossoneri. In effetti quando l'anno scorso il Milan, falcidiato dagli infortuni, è stato costretto a rinunciare a 12-13 titolari i sostituti, pur svolgendo incombenze diverse dalle loro caratteristiche,  hanno recitato bene la  parte assegnata.  I meriti vanno equamente suddivisi tra giocatori e allenatore.  Allegri, oltretutto, da persona intelligente mai si è arroccato su posizioni oltranziste,  ma  nel momento in cui si è reso conto che alcune sue scelte  non  erano  produttive  ha modificato l'assetto tattico. Variazioni rivelatesi poi vincenti. D'altronde quanto un allenatore  possa essere determinante è dimostrato da Pep Guardiola, conducator del Barça campione d'Europa.

per Milannews.it

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