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DONADONI FRENA IL MILAN

autore
Davide Bin
per Milannews.it
lunedì 23 marzo 2009, 01:10Vista dalla Curva
autore Davide Bin
23.03.2009 01:10Vista dalla Curva

Questa volta lo sgambetto all'amico Ancelotti è riuscito solo a metà, ma è comunque fastidioso, perchè costringe il Milan a frenare nuovamente proprio quando sembrava lanciato verso un finale di stagione travolgente: evidentemente Roberto Donadoni è ben poco riconoscente con la squadra del suo passato da calciatore e lo dimostra il fatto che nelle due occasioni in cui ha incrociato il Milan da allenatore non ha mai perso nè subito reti (vittoria 1-0 quando allenava il Livorno e pareggio a reti bianche questa volta). Il Milan ha giocato sotto ritmo e sotto tono al San Paolo e il pareggio deve essere considerato un buon risultato vista la prestazione, mentre diventa deludente se rapportato alle premesse della vigilia, che vedevano i rossoneri, lanciati dopo aver realizzato otto gol nelle precedenti due partite, far visita ad un avversario in difficoltà, anche se rivitalizzato dal cambio di allenatore che di solito produce una scossa nell'ambiente. I rossoneri rimangono a secco di gol dopo ben 29 partite consecutive in cui avevano sempre segnato almeno una rete, vedono allontanarsi anche l'obiettivo del secondo posto e devono tornare a guardarsi alle spalle, perchè Genoa e Fiorentina si sono avvicinate; insomma la serata di Napoli non è certamente positiva e non conforta molto il fatto che nella ripresa sarebbe potuta andare anche peggio e che, in fondo, un punto è un buon bottino dopo una prestazione scialba su un campo comunque ostico.

Il Milan torna sul luogo del suicidio della scorsa stagione, cioè sul campo dove aveva letteralmente gettato via la qualificazione alla Champions League alla penultima giornata e questa volta non vuole ripetere l'errore per mettere al sicuro il terzo posto dall'assalto di chi insegue; per farlo Ancelotti modifica il meno possibile la formazione che ha segnato cinque gol a Siena, pur non brillando molto sul piano del gioco: in porta, al posto dell'infortunato Abbiati, c'è Dida che torna titolare in campionato 14 mesi dopo l'ultima apparizione, guarda caso proprio contro il Napoli, il 13 gennaio 2008, il giorno del debutto di Pato in maglia rossonera; la seconda e ultima modifica è il rientro di Seedorf al posto dello squalificato Ambrosini; l'olandese fa il trequartista e Beckham torna nella sua posizione preferita, quella di laterale destro, dopo aver giocato le ultime due partite dietro le punte. A proposito di punte, in attacco ci sono, ovviamente, il fondamentale Inzaghi e l'indispensabile Pato (gli aggettivi sono di Ancelotti), perchè non si può rinunciare ad una coppia che ha segnato sette gol in due partite, mentre in panchina vanno ben tre Palloni d'Oro: l'ormai emarginato Shevchenko, Kakà, che non ha i novanta minuti nelle gambe e Ronaldinho, che non gioca titolare dal derby del 15 febbraio, non segna da novembre e ci teneva molto a giocare a Napoli, nello stadio che fu di Maradona e che è tutto esaurito per una sfida che in passato valeva per lo scudetto, all'andata era uno scontro diretto per il primo posto in classifica, mentre ora sembra una sfida fra deluse ma, evidentemente, non perde fascino per il caldo pubblico di Napoli, che vuole aiutare la sua squadra ad uscire da un momento difficile. Il nuovo allenatore Donadoni, al debutto davanti al suo pubblico, è un amico di Ancelotti e del Milan, ma vuole dimostrare le sue qualità in una piazza importante e non può guardare in faccia nessuno e men che meno farsi condizionare dai sentimenti, anche se si può intuire la sua emozione nel ritrovarsi di fronte la squadra in cui da calciatore ha vinto 6 scudetti, 3 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali e Supercoppe varie.

Il primo tempo è intenso ma c'è poca precisione da parte di entrambe le squadre: il Napoli è timido e timoroso, sia per il fatto di trovarsi di fronte il Milan, sia perchè sente la tensione dovuta al lungo periodo negativo che ha tolto sicurezza e tranquillità; i rossoneri puntano sul possesso palla per rompere il pressing avversario e tentano di giocare alla loro velocità preferita, perchè ad alti ritmi il Napoli può essere pericoloso, quindi è meglio abbassarli e giocare in modo compassato; le azioni degli uomini di Ancelotti sono elaborate ma poco concrete e l'unico che cerca di dare qualcosa in più sul piano della velocità è Pato: suo il primo spunto, ma Inzaghi viene anticipato e non sfrutta il suo assist. Le difese sono attente sugli spunti potenzialmente pericolosi degli attaccanti avversari e le poche occasioni nascono dalle rare distrazioni: un errore di Zambrotta consente a Mannini la ripartenza e la conclusione insidiosa che finisce fuori; un buco di Maldini lascia spazio a Zalayeta ma il suo tiro viene deviato in angolo. I portieri devono esibirsi solo in due smanacciate, una a testa: Navarro devia un tiro dalla distanza di Seedorf, Dida fa altrettanto con un insidioso tiro da posizione centrale di Lavezzi e sul calcio d'angolo successivo Hamsik devia in rete la conclusione di testa di Zalayeta, ma il gol viene annullato per fuorigioco, anche se poi verrà dimostrato che la posizione era regolare, ma difficilissima da individuare perchè il giocatore del Napoli andava verso la porta e Pirlo (che lo teneva in gioco) si spostava nella direzione opposta; il classico caso di incrocio che mette in difficoltà i guardalinee. Il primo tempo è tutto qui: non noioso ma nemmeno esaltante, con un Napoli pericoloso nelle ripartenze ed un Milan troppo lento per creare reali pericoli alla difesa avversaria.

La ripresa si apre sulla falsariga del primo tempo, anche se la prestazione del Milan peggiora sensibilmente ed è il Napoli a cercare con più convinzione di costruire qualcosa di pericoloso, anche se non si tratta di nulla di trascendentale. I rossoneri non riescono ad innescare Pato e Inzaghi e per questo Ancelotti prova a cambiare qualcosa nella manovra d'attacco: fuori un Seedorf poco incisivo, dentro Kakà, non al meglio ma che può sempre aprire la difesa avversaria con qualche progressione; poco dopo fuori anche Inzaghi, quasi nullo perchè poco e mal servito e dentro Ronaldinho, confidando in qualche sua invenzione o giocata fantasiosa; in pratica si rivede il Ka-Pa-Ro tanto caro al presidente Berlusconi, ma la situazione cambia poco, anzi è il Napoli a trovare più facilmente gli spazi per pericolose ripartenze: il disastro sembra fatto quando Hamsik vede e serve Zalayeta, solo davanti a Dida, ma l'attaccante del Napoli preferisce la complicata deviazione volante di piede al più semplice colpo di testa e manda fuori per il sospiro di sollievo di tutto il popolo rossonero. La prestazione del Milan è sempre più sconcertante, perchè non riesce mai a creare veri pericoli per la porta di Navarro; Ancelotti deve effettuare l'ultima sostituzione inserendo Senderos al posto dell'acciaccato Favalli e lo svizzero si presenta nel peggiore dei modi, dimenticandosi di seguire Zalayeta, che sfrutta l'assist di Lavezzi e si presenta a tu per tu con Dida che gli respinge senza trattenere il primo tiro da distanza ravvicinata e poi si getta sui suoi piedi bloccando il pallone. L'unico vero tiro in porta di tutta la ripresa da parte del Milan arriva addirittura nei minuti di recupero ed è un calcio di punizione di Beckham che Navarro blocca a terra con un po' di fatica; davvero troppo poco per una squadra come il Milan e per questo alla fine il punto è addirittura prezioso, visto che la squadra che è andata più vicina al successo, soprattutto nella seconda fase della ripresa, è senza dubbio il Napoli.

Sicuramente un netto passo indietro del Milan, sul piano del gioco, della prestazione e dell'incisività in attacco; si sperava in una partita ben diversa da parte di una squadra coraggiosa, capace di imporre il proprio gioco e di cercare la vittoria sfruttando le comprensibili difficoltà degli avversari, reduci da un lungo periodo difficile e senza vittorie; niente di tutto questo e sicuramente con esibizioni del genere non si può certo sperare di migliorare la propria classifica, visto anche che ora la Juventus è lontana sette punti; meglio guardarsi alle spalle e cercare di mantenere il vantaggio su chi insegue, perchè questo terzo posto è prezioso e importante, quindi sarebbe imperdonabile farselo sfuggire. C'è davvero poco da salvare in questa serata napoletana: la prestazione di Flamini, in costante e confortante crescita; la grinta di Beckham, che ha tentato di trascinare la squadra anche trasformandosi in Gattuso e affrontando a muso duro gli avversari; le parate di Dida, magari ancora pasticciate e incerte, ma almeno efficaci per mantenere quello zero alla casella gol subiti che i tanti svarioni difensivi hanno messo varie volte a repentaglio; la vivacità e la velocità di Pato, rivelatosi indispensabile anche in una serata di scarsa vena collettiva. Meglio dimenticare in fretta questa opaca prestazione e sperare che la sosta consenta ad Ancelotti di migliorare la condizione fisica e il gioco di una squadra che sembrava lanciata dopo le squillanti vittorie contro Atalanta e Siena ma è stata costretta alla brusca e deludente frenata dal coraggioso Napoli del "vecchio amico" Donadoni, magari un po' dispettoso ma pur sempre un indimenticabile protagonista in quel Milan del passato che a Napoli veniva a conquistare vittorie e scudetti e non solo scialbi pareggi.

per Milannews.it

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