Addio ad Hamsik: un saltello non può bastare...
Francesco Somma
Sono bastati un coro e qualche saltello per porre fine ad una storia che solo poche settimane fa sembrava prossima a cominciare, che ha poi vissuto di alti e bassi, smentite e mezze conferme, prima di finire lemme lemme nel dimenticatoio. La combinazione Milan-Hamsik è apparsa a lunghi tratti l'unica capace di spalancare ad Allegri le porte di una squadra perfetta, con un trequartista in piena regola, abile a prendere parte alla manovra ma soprattutto ad inserirsi con precisione concretezza negli spazi. Chi non si è divertito ad immaginare un Milan mortifero dalla trequarti in su, grazie alle doppie incursioni del duo Boateng-Hamsik?
Allegri ha ammesso di apprezzare particolarmente lo slovacco, che a sua volta si è detto lusingato dall'interesse del Milan, un'avventura che gli garantirebbe (il condizionale presente è ancora d'obbligo) il salto di qualità. All'apparenza tutto era pronto per giungere a compimento in breve, solo che i vertici – rossoneri e partenopei – non hanno mai ceduto il passo, non si sono mai sbottonati. Galliani continua ancora ad affermare di non averlo mai chiesto al Napoli, De Laurentiis dal canto suo fa da eco all'ad rossonero (divenuto amico come non mai) nel ritenere lo slovacco un giocatore del Napoli, oltre che un atleta dallo spessore umano senza paragoni. Atleta eccellente e grande uomo: una combinazione capace di fare la fortuna di qualunque squadra, Milan compreso. Certo, alla luce degli ultimi giorni facciamo ad immaginarlo in rossonero nel futuro immediato – in quello remoto, ne facciamo molta meno – ma chissà...


