Hamsik e quel "balzello" all'indietro preparano la strada all'arrivo di Fabregas. Che dovrebbe scegliere il Milan perché ...
Giulia Polloli
Non doveva farlo, cadere nella rete proposta dai tifosi partenopei, tesa appositamente per tastare il terreno. Marek Hamsik, ha deciso di fare quel “balzo”, che sembra avergli precluso la via per Milano. Ma si sa, il giovane era circondato da mille occhi indagatori. Saltare o non saltare? Questo l’amletico dilemma che forse è balenato nella mente dell’istrionico calciatore di fronte all’innocente, per alcuni, richiesta, di accodarsi ai cori dei tifosi.
Il Milan si sa, o si ama o si odia. E quando qualcuno decide di prendere una certa via, difficilmente il Diavolo, che magnanimo non è per natura, può concedere la carta del perdono, più attinente ai santi.
Dunque su Marechiaro sembra essere sceso il tramonto, magari non solo per quel gesto dovuto di fronte ai propri vecchi sostenitori, ma anche perché il Milan è alla ricerca dell’uomo di esperienza che potrebbe fargli fare il salto di qualità, in quanto ad esperienza sul campo, in previsione Champions. E gli occhi ormai madidi di lacrime di gioia, al solo pronunciare quel nome, brillano: il milanista vuole Cesc Fabregas, Galliani e Braida ne conoscono ogni singolo pregio, ogni singolo tocco magico. Risponde alle caratteristiche diramate da giorni ormai, corrisponde quasi perfettamente a quel “mister X” di cui Allegri per primo tracciò l’identikit.
L’Arsenal è ormai rassegnato a perdere il suo prezioso giocatore, sulla sua via c’è il Barcellona dei miracoli, dei vittoriosi, degli immortali.
Ma proprio questo potrebbe essere un grande ostacolo per Cesc: come competere con cotali compagni, che nessuno sembra poter togliere da quel campo, che si conoscono a memoria, che giorno dopo giorno mettono in scena quel calcio champagne che tanto piace anche agli addetti ai lavori?
La sfida è ostica, ma ovviamente interessante. Ma Cesc potrebbe tornare sui suoi passi, cullare in un altro momento il sogno di tornare a giocare a casa, arrivare a Milano e diventare uno dei protagonisti indiscussi della squadra che più di altre ha deciso di tornare vincente. Allegri sa quanto potrebbe galvanizzare l’ambiente il suo arrivo, sa anche che dopo la cessione di Pirlo, un giocatore come Fabregas potrebbe ridare fantasia, estro e dinamismo al centrocampo. Perché il metronomo bresciano, inutile negarlo, ha lasciato un vuoto là in mezzo, anche se in effetti la duttilità di Fabregas potrebbe farlo esprimere in più di un ruolo. Ma è lì che il Milan deve far banco, è lì che deve operare in primis.
E allora, caro Cesc, preferisci essere uno dei tanti agli ordini di Guardiola o diventare Unico nel Milan? Questa domanda potrebbe essere la decisiva svolta nell’affare, anche se ormai siamo rassegnati ad aspettare lunghi tempi di risposta.
E se il Milan fallisse questo colpo, ecco pronti altri nomi: Pastore, ormai lontano da Palermo, Schweinsteiger di cui Galliani e Braida potranno parlare ampiamente durante l’Audi Cup e la forte volontà di Montolivo, che con la Fiorentina ormai sembra aver sbattuto la porta.
Ma l’infinita telenovela sul regalo promesso dal presidente Berlusconi sembra possa farci compagnia per tutto il prossimo mese di agosto. Le voci infatti sono orientate a raccontare il colpo rossonero solo alla fine di questa intensa sessione di teatro. Un coup de theatre che mantiene alta l’attenzione e la tensione, per poi concludersi con l’applauso finale del pubblico estasiato.


