Un errore da non ripetere...
Francesco Somma
Qualche giorno fa – e siamo certi lo farebbe anche oggi – Adriano Galliani ha affermato che al 99% la rosa del Milan non subirà cambiamenti in vista della prossima stagione. Quello “stiamo bene così” che non convince, e non può farlo, divenuto quasi di rito nell'anticamera del rush finale per colpire sul mercato. Alle parole dell'ad rossonero a Solbiate Arno, hanno fatto da eco, con tre giorni di ritardo e da una location distante solo pochissimi chilometri, quelle di Clarence Seedorf, giunto alla decima stagione in rossonero con la grinta di un ragazzino. Incalzato dai cronisti, il centrocampista di Paramaribo non ha esitato a puntare il dito contro la creatura misteriosa che popola i sogni rossoneri: “Non ho paura che arrivi un big, anche quest'anno sarò protagonista come ho sempre fatto durante la mia carriera”. Parole che trasudano di grinta ma anche di professionalità, che fanno ben sperare in vista della stagione ventura.
Che si preannuncia emozionante ma più difficile di quella che ha da poco chiuso i battenti, per il semplice fatto che confermarsi è sempre più complicato che imporsi. In Italia, come in Europa. Già, l'Europa, vecchia nuova terra di conquista del Milan di Allegri, una squadra solida, compatta e fondata sull'affiatamento, ma al contempo troppo lontana dalle grandi protagoniste. E se è vero che il prossimo anno la priorità sarà quella di colmare il gap con Barcellona e Real Madrid in particolare, è altrettanto vero che non si può non ripartire da innesti che, all'esperienza e alla classe assicurate da Robinho, Van Bommel, Gattuso, Ibrahimovic e, naturalmente, Seedorf, riescano ad unire la qualità necessaria per tornare a ricoprire un ruolo importante nella più entusiasmante – e rossonera – delle competizioni calcistiche.


