L'intrigo ha inizio
Stefano Maraviglia
Gennaro Gattuso ha dato piena disponibilità per riabbracciare e anzi, farsi promoter dell'operazione Kakà, un impegno proclamato alla Nazione, quasi fosse un messaggio a reti unificate. Il centrocampista spesosi a favore del ritorno del brasiliano, così come Clarence Seedorf, dettosi ben accetto nei confronti di nuovi trequartisti in arrivo, hanno ufficiosamente riaperto le porte di Milanello a quell'ex, visto di buon occhio anche dalla società. Silvio Berlusconi e Adriano Galliani non hanno mai nascosto il proprio affetto e ammirazione, per il talento sbocciato in rossonero, ma l'ipotesi divide il tifo e non solo. Per molti romantici, pronti a presenziare a San Siro alla prima occasione utile e, portare il proprio salito al "Bimbo d'oro", ce ne sono molti altri, convinti che l'operazione tramonti poi in flop.
Il recente ricordo targato Sheva-bis è troppo attuale, inoltre le condizioni fisiche di Kakà destano particolari sospetti, come l'utilità dello stesso, nello scacchiere di Allegri. Il Milan di oggi ha una sua personalità, un suo modo di concepire e fare calcio che snaturare potrebbe costar particolarmente caro. Una mediana fatta di muscoli, una trequarti affidata ad un giocatore tecnico e fisico, un attacco occupato già da talenti di calibro: quale collocazione per Kakà? L'opzione rincalzo non si sposerebbe con l'ingaggio e le aspettative del giocatore, l'ipotesi di riportare Boateng sulla mediana invece, priverebbe lo scacchiere di un uomo indispensabile per gli equilibri offensivi e dunque ad oggi a parte l'aspetto romantico, quello tecnico non vedrebbe il brasiliano, come perno del movimento, anzi. I rumors sono destinati a durare tutta l'estate, smentite e rilanci saranno copiosi e puntuali, ma gli interrogativi si proporranno ad ogni occasione, meglio ragionarci su.


