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Se non è Fabregas, poco ci manca: Braida diede un indizio. Pastore è un'alternativa, Montolivo no

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
mercoledì 27 luglio 2011, 00:00Editoriale
autore Matteo Calcagni
27.07.2011 00:00Editoriale

Ariedo Braida, uno che non parla mai a caso, indicò a fine maggio la strategia di mercato rossonera: "Servirebbe un centrocampista, una mezz'ala. - Dichiarò a "Milan Channel" - L'ideale chi è? Ce ne sono tanti, ma direi che non ce ne sono tantissimi. Se vogliamo prendere un giocatore importante la rosa si restringe. Il ruolo è questo,  l'allenatore è d'accordo, anzi su sua indicazione. Quindi io dico che lo prenderemo". Oltre al valore del nome in questione, ricercabile soltanto nei vari "top player" internazionali, quello che emerge dalle parole del dirigente milanista è proprio il ruolo ricercato: un centrocampista, non un trequartista e nemmeno una mezza punta. Ganso, Pastore, Kakà sono giocatori che piacciono, interessano, ma non rappresentano il dettame tattico e tecnico richiesto da Massimiliano Allegri. Qual'è il tassello che si incastra alla perfezione in questo identikit? Seppur con tutte le difficoltà del caso, nonostante la sfida ad un colosso come il Barcellona, "Mister X" si associa sempre più alle fattezze e alle generalità di Cesc Fabregas. In Spagna sono certi, e non è la prima volta, che il catalano alla fine vestirà il blaugrana: una convinzione legittima, considerando il fascino mai domo dei "Campioni d'Europa", ma probabilmente troppo presuntuosa. La trattativa per Alexis Sanchez ha fatto capire che, nonostante le vittorie, il team di Guardiola non abbia una disponiblità economica illimitata: per cui, non avendo grossi problemi a centrocampo, non è da escludere che Rosell decida di non svenarsi per un "surplus", o una ciliegina, come il ventiquattrenne dell'Arsenal. Il Milan, al contrario, necessita di un top player sulla mediana: Fabregas, che al Barça sarebbe uno dei tanti, diverrebbe il faro e l'icona dell'intero centrocampo rossonero.

In più, il club londinese, a lungo seccato dal continuo "leitmotiv" di stampo catalano, preferirebbe senz'altro cedere il suo gioiello al Diavolo, anche in relazione ad un'immediata disponibilità economica più elevata. Tutto questo non garantisce che, dal 1 settembre, Allegri potrà contare sul numero 4 dei Gunners, ma almeno chiarisce la situazione corrente: Fabregas è il nome che più affascina, sia la Società che i tifosi, ed è tutt'altro che impossibile. Tutte le altre strade, seppur affascinanti, vanno considerate come alternative: non solo a livello tecnico, ma anche tattico. Una di loro, attualmente contesa tra Chelsea e PSG, è Javier Pastore: un grande giocatore che, tuttavia, andrebbe a rivoluzionare totalmente l'assetto dei "Campioni d'Italia", arretrando Boateng e "rivoluzionando" il gioco di Ibrahimovic. Lo svedese è un catalizzatore e, con un portatore di palla come l'argentino, dovrebbe obbligatoriamente adattarsi: non è detto che l'esperimento fallisca, ma l'equilibrio attuale potrebbe risentirne. Non è un'alternativa, invece, Riccardo Montolivo. Il ventiseienne di Caravaggio è la cosidetta "occasione" di mercato: in rotta di collisione con la Fiorentina, già tutelatasi in maniera preponderante sul mercato, il centrocampista aspetta soltanto l'offerta del Milan per cambiare maglia. Il suo arrivo non precluderà l'acquisto del cosidetto "top player", essendo più focalizzato al futuro che al presente. Nel 2012 alcuni senatori della mediana potrebbero salutare la truppa e, in quest'ottica, un giocatore come l'italo-tedesco garantirebbe qualità e giusta esperienza per intergrare al meglio la rosa milanista.

per Milannews.it

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