E' già IbraMilan ma c'è molto da rivedere
Pietro Mazzara
Non chiamatelo calcio d’estate. L’Audi Cup di Monaco di Baviera ha regalato il primo assaggio di calcio vero e di livello internazionale al Milan versione 2011-12 di Massimiliano Allegri che ha già un fattore ineluttabile che si era già visto a Solbiate nella prima uscita e che, contro i bavaresi, si è ripetuto in maniera importante: gira tutto intorno a Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, i cui valori nei primi test hanno lasciato di stucco i preparatori rossoneri che mai avevano visto dei parametri così elevati dai tempi di Ruud Gullit, uno che della potenza e dell’esplosività ne ha fatto dei marchi di fabbrica. Dentro un Allianz Arena stracolma, i rossoneri in maglia bianca sono scesi in campo con una formazione molto vicina a quella titolare, con Bonera al fianco di Nesta, Emanuelson terzo di sinistra davanti a Taiwo sulla fascia di quel fulmine di guerra di Robben, e Cassano al fianco di Ibra con van Bommel e Gattuso in mediana a fare da dighe e frangiflutti. I teutonici, che vedranno iniziare il loro campionato prima della nostra serie A, hanno dimostrato di avere più gamba rispetto agli avversari, imballate dai carichi di lavoro molto pesanti fatti fare da Allegri in questa fase della preparazione che lui considera fondamentale per arrivare freschi alla fine della stagione.
Tuttavia, nonostante una manovra più fluida e più convincente da parte dei bavaresi, che hanno dalla loro anche sei amichevoli in più rispetto al Milan, i rossoneri, nelle poche volte in cui sono scesi verso la porta difesa da Neuer nel primo tempo, hanno messo a nudo i cronici problemi del Bayern e su uno di questi Ibrahimovic ha fatto secco l’ex portiere dello Schalke servendo a Cassano, pochi minuti dopo, un assist al bacio che il Pibe di Bari non è riuscito a concretizzare nel migliore dei modi, occasione che avrebbe potuto chiudere, almeno virtualmente la sfida. A furia di provarci con tiri da fuori, ecco che arriva il pareggio di Kroos che di sinistro la piazza in maniera imparabile nell’angolino basso alla sinistra di Abbiati. Il gol dei teutonici è l’esempio di come le gambe dei mediani milanisti siano ancora imballate perché sia van Bommel che Gattuso non sono riusciti a fare quello che di solito fanno molto bene. La ripresa ha visto un Christian Abbiati in grandissima forma, capace di fermare, in maniera importante, sia Kroos che Lahm ma, dal punto di vista del gioco, la seconda frazione ha regalato ben poco. L’epilogo dei rigori ha detto che ad affrontare il Barcellona domani sera sarà il Bayern Monaco che grazie all’errore di Paloschi, che ha alzato troppo la sfera, ha dato ai padroni di casa la finale dell’Audi Cup ma i rossoneri hanno messo in mostra una buona determinazione e, soprattutto, hanno respirato l’aria da grande evento che non può non far che bene.


