In mediana urge un fuoriclasse
Matteo Calcagni
La tiritera sulla mezz'ala sinistra, nonostante la ripetitività, si dimostra un argomento attuale e vivo, non solo a livello di nomi e trattative di mercato. Al centrocampo rossonero manca qualcosa e, dopo l'Audi Cup all'Allianz Arena, tutti hanno potuto constatarlo, soprattutto nel match contro il Bayern: bene Mark van Bommel, nonostante la fatica e la pressione costante, sufficienti le prove di Ambrosini e Gattuso, anche se in difficoltà, rivedibile, invece, la prestazione di Urby Emanuelson, inserito proprio come interno mancino. L'olandese non può essere bocciato per una gara storta, sia chiaro, ma il discorso è più generale e a lungo termine. Il trio schierato contro l'Internacional è parso più solido ma, parimenti alla gara precedente, le idee e gli spunti sono mancati. E' evidente che la mediana sia priva di un faro, un giocatore che possa guidare i compagni e garantire solidità e propensione offensiva al reparto.
Schweinsteiger, non necessariamente "Mister X", ha dato dimostrazione di cosa significa essere dominanti, seppur facilitato dalla disparità di condizione atletica. Il tedesco potrebbe essere l'uomo giusto per Allegri, anche se, visto il prezzo esorbitante e la vigente "incedibilità", forse sarebbe meglio puntare su altri lidi. Cesc Fabregas non ha la forza e la corporatura del possente teutonico, ma ha una visione di gioco altamente superiore: visti gli attuali componenti della mediana rossonera, e le loro caratteristiche, il catalano sarebbe un acquisto più appropriato, fermo restando che il ventisettenne del Bayern sia a tutti gli effetti un campione. Al Milan, per competere ad alti livelli, serve un giocatore di questo tipo: un centrocampista di assoluto livello, che possa alimentare di vitalità l'intera linea mediana. Le altre piste, che portano a mezze-punte o trequartisti, sono totalmente secondarie: per tornare a dominare in Europa serve, anzi urge, un fuoriclasse nella zona nevralgica del campo.


