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Tra Montolivo e Fabregas ci sono Cassano e Paloschi

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 29 luglio 2011, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
29.07.2011 00:00Editoriale

Non c’è da spellarsi le mani per le prime amichevoli del Milan, ma tantomeno c’è di che sparare all’impazzata come fanno parte dei tifosi e della critica. La maggior parte delle squadre che contano, in Europa, scelgono in questo periodo di giocare contro avversari scelti tra alpini, bagnini e volontari. I rossoneri, dai tempi di Arrigo Sacchi che fu l’artefice tra le altre anche di questa rivoluzione, partono subito contro Inter, Juve, Barcellona, Bayern, Real, Arsenal, Chelsea eccetera. Non importa rischiare mezze figure, sbagliare qualcosa di troppo, non vincere trofei: i trofei estivi sono storicamente appannaggio dell’Inter, il Milan ha più nelle corde il mese di maggio.

Ciò non toglie che qualcuno dovrebbe sfruttare questa fase in cui Pato e Robinho, per esempio, sono ancora appisolati sotto all’ombrellone, per cercare di mescolare un po’ le carte nelle gerarchie di Massimiliano Allegri. E’, o era, il caso di Cassano, riposato dalle lunghe vacanze e con la possibilità di presentarsi a lucido per stupire il tecnico del Milan e il commissario della Nazionale. Il mese di luglio 2011 sta invece andando ad arricchire il lungo fardello delle occasioni perdute del talento barese, sempre più lontano dalle idee di Allegri – che mai l’avrebbe voluto – e dal progetto societario di tornare ai vertici europei. Al di là degli errori di Monaco, l’atteggiamento del barese in partita e nel quotidiano sembra assai distante dai parametri della vecchia guardia. Persino Seedorf lo ha allontanato invitandolo a riflettere bene sulle opportunità che (non) avrà di essere titolare. Il Milan cedendolo risparmierebbe una trentina di milioni lordi sull’ingaggio nelle prossime stagioni, peccato che Cassano non entusiasmi neppure Mihajlovic altrimenti lo scambio con Montolivo sarebbe probabilmente già cosa fatta.
Però, c’è un però: il Genoa. Se n’era già parlato in primavera: la moglie gradirebbe un ritorno in città, Preziosi gongola all’idea (contrariamente alla Fiorentina) non solo per infliggere un’altra mazzata alla Samp, ad Antonio l’ipotesi non disturberebbe affatto. Risparmiare 30 milioni consentirebbe a Galliani di tornare a Londra e rilanciare il piatto per Mister Cesc.
Peccato che Cassano stia buttando via questa grandissima, ultima chance in una grande squadra. Avevamo sostenuto a lungo, durante l’era Donadoni in Nazionale, che l’idea del barese con Balotelli fosse fondamentale per il futuro azzurro. Cassano e Balotelli si stanno impegnando a fondo per far ricredere noi, ma soprattutto Prandelli, Mancini e i loro estimatori che contano. In ogni caso, riteniamo Cassano e Balotelli mentalmente più stabili di De Laurentiis e certamente non più maleducati del presidente del Napoli. Il quale non ha bisogno di tornare al suo mestiere, lasciando il mondo del pallone: un pallone gonfiato fa cinema anche nel calcio. Peccato sia cinema trash.

Diverso il discorso Montolivo. Il giocatore ha rifiutato la proposta di allungamento del contratto (che scade nel 2012) e con la società viola il dialogo è chiuso da tempo. Ha detto Mihajlovic: “Io ho giocato per un anno a Roma fischiato dai miei tifosi, non tutti riescono a sopportare una situazione del genere”. Chiaro e limpido. Il Milan non ha nessuna fretta: o la Fiorentina accetta le sue condizioni, o alla peggio Montolivo sarà del Milan tra un anno a parametro zero. Nella trattativa – che al momento comunque non può neppure definirsi tale – la chiave potrebbe essere Paloschi: la Fiorentina ha assoluto bisogno di una spalla per Gilardino e Floccari sembra costare troppo. Per inciso, Montolivo è un bravissimo ragazzo e un buon giocatore che, per essere da Milan, dovrà comunque posizionare l’asticella del salto un po’ più in alto di dove l’ha piazzata da tempo.

A proposito, essendo amici da 15 anni, avendo foto insieme sul profilo di Facebook, essendo padrino di suo figlio Federico, rischio di non essere obiettivo. Quindi gioco a carte scoperte, parlo in prima persona e sostengo che Massimo Ambrosini sia meglio di Van Bommel, per dinamismo e tecnica, per qualità, per gli inserimenti, per la zona di campo assai più ampia che sa coprire. In ogni caso, nel centrocampo a 3 (con la rosa attuale) il capitano non può non essere titolare. Con lui in campo, l’asticella del Milan sta decisamente qualche centimetro più su. Senza infortuni, Ambro sarebbe stato uno dei centrocampisti più forti del mondo. Anche di Paul Scholes che è quello al quale più di altri somiglia.
 

per Milannews.it

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