Pechino è davvero così vi...CINA?
Nicolò Schira
L'interrogativo sorge spontaneo: davvero così, come in ambito economico, anche nel mondo del calcio la Cina è così vicina? La risposta è altrettanto inequivocabile: no. I cinesi nonostante i numerosi sforzi profusi perciò che concerne l'gotha del calcio mondiale appartengono ancora al terzo mondo; infatti non ci sono ne calciatori ne club cinesi lontamente assimilabili ad un competitività su scala europea o al limite sudamericana. D'altronde non potrebbe neppure essere altimenti se consideriamo che il calcio nella Grande Muraglia è diventato sport professionistico solamente dal 1994. A testimonianza del grigiore del movimento pallonaro dei cinesi ci sono le gesta della nazionale che ha raggiunto la fase finale di un Mondiale solamente nel 2002, dove fu eliminata al Primo Turno con tre sconfitte in altrettante gare.
Un nazionale quella degli eredi di Marco Polo che è settantresima nella graduatoria Fifa dietro addirittura anche al Malawi, non propriamente il Brasile africano. E allora cosa accomuna due super potenze calcistiche planetarie come Milan ed Inter al match che si disputerà nello stadio Nido d'Uccello? Nulla se non il ricco cachet fornito dalla Federazione orientale per ospitare la Supercoppa Italiana ovvero 1mln e 650mila euro netti a testa per le due compagini meneghine che dinanzi alla generosità degli asiatici hanno accettato - anche a scapito degli stessi tifosi che non si sobbarcheranno la trasferta intercontinentale per seguire il derby - l'offerta di giocarsi il primo trofeo della stagione dinanzi al pubblico dagli occhi a mandorla. Tanto come dicevano i latini pecunia non olet...


