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Cassaneide: l'ultimo capitolo della storia di un'eterna promessa

autore
Nicolò Schira
per Milannews.it
lunedì 8 agosto 2011, 10:00Primo Piano
autore Nicolò Schira
08.08.2011 10:00Primo Piano
Giuseppe Celeste/Image Sport
Giuseppe Celeste/Image Sport

Waiting for Godot. Aspettando Godot recitava Samuel Beckett ad inizio Novecento, ebbene a distanza di un secolo il calcio italiano è in attesa del suo Godot: Antonio Cassano. Sì, proprio il Pibe di Bari Vecchia il cui talento luminoso abbagliò tutti la notte del 18 Dicembre 1999, quando con una rete capolavoro irrise il campione del mondo Laurent Blanc prima di trafiggere Ferron e con il suo Bari mandare al tappeto l'Inter di Marcello Lippi. Da allora sono trascorsi quasi dodici anni, nei quali Cassano ha fatto dapprima innamorare e poi disperare la Roma giallorossa, la Madrid merengue e  la Genova doriana. Giocate da fuoriclasse alle quali abbinava comportamenti bizzarri ed inspiegabili follie che sono state rubricate alla voce "Cassanate", neologismo magistralmente coniato da Fabio Capello e addirittura divenuto termine del dizionario Zanichelli. Il problema di FantAntonio è che negli anni, nonostante si sia ravveduto e corretto, ha continuato ad incorrere in bravate che hanno sempre offuscato il suo grande talento, mai però espresso in tutto il suo potenziale.

Memorabili e leggendarie le cassanate compiute a Trigoria durante la militanza in giallorosso, allorquando un pomeriggio girò con il dito pieno di nutella il caffè di Batistuta o come quando dopo aver fatto un tunnel ad Aldair si afficinò al glorioso stopper brasiliano, invitando a non tenere sempre aperte le gambe come faceva sua madre". Ed ora che ha compiuto 29 anni ed è diventato padre ed il tempo per inseguire il mito leggendario dell'idolo Roberto Baggio è svanito, Antonio Cassano è rimasto semplicemente un grande giocatore che per rendere al meglio deve sentirsi leader del gruppo sia in campo che dentro lo spogliatoio e soprattutto avvertire la fiducia incondizionata dell'allenatore. Quella che gli manca al Milan dove Allegri lo ritiene utile, ma non indispensabile. Quella fiducia che potrebbe ritrovare a Firenze dove Mihajlovic, suo grande estimatore sin dai tempi dell'Inter, lo accoglierebbe a braccia aperte oppure a Genova, divenuta la sua seconda patria dopo il matrimonio con la pallanuotista Carolina Marcialis nonchè il luogo dove si è stabilita anche Mamma Giovanna, dove lo aspetta Preziosi per riportare in auge il Grifone e al contempo infliggere uno smacco ai cugini blucerchiati che sino a pochi mesi fa spasimavano per il numero novantanove. Insomma non ci sono più dubbi: il futuro del Giamburrasca del calcio italiano sarà lontano da Milanello in cui ha mostrato lampi soffusi del genio e accenni di sgregolatezza come l'espulsione in novanta secondi subita nel derby-scudetto senza però riuscire ad imporsi come il campione che poteva essere, che a sprazzi è stato, ma che probabilmente non sarà mai.

per Milannews.it

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