Casa dolce casa
Matteo Calcagni
Zlatan al Milan ha trovato la sua dimensione ideale: lo aveva già ribadito in diverse occasioni, senza però trovare il conforto dei rumours, che nei rarissimi momenti "bui" hanno cominciato a parlare "inevitabilmente" di addio. Lo svedese, anche questa volta, ha zittito tutti, presentatosi in ritiro con una settimana di vacanza in più, ha timbrato il cartellino in tutte le sfide a cui ha partecipato. A partire dalla piccola Solbiatese, passando per Bayern e Internacional, concludendo con la Supercoppa Italiana vinta contro l'Inter. Un inizio col botto che, se ce ne fosse ancora bisogno, ha dato dimostrazione dello strapotere di Ibrahimovic, oltre della sua straordinaria professionalità. "Sono felice perchè al Milan mi capiscono, mi ascoltano, mi hanno dato una settimana di riposo in più perchè hanno capito che ne avevo davvero bisogno. - Ha dichiarato l'ex blaugrana al quotidiano "Aftonbladet" - Come mi sento al Milan non mi sono mai sentito in un altro club.
Io rimango al Milan a vita, almeno fino al 2014. Io non andrò mai via dal Milan, se non mi vendono loro io rimango quà". E' raro che un "giramondo" come Zlatan, ramingo del pallone, si esponga così verso i colori della sua squadra: in rossonero ha trovato "amore" e serenità, segni tangibili di un ambiente solido ed affiatato. Ora, come promesso allo stesso svedese, è tempo che la Società aggiunga a questa rosa gli ultimi tasselli mancanti, costruendo una corazzata capace di competere seriamente anche in territorio europeo. Ibra insegue il suo sogno, ovvero conquistare quella Champions League che gli è sempre sfuggita di mano: il patto col Diavolo può fare miracoli...


