Fabregas-Milan, il destino in un "Eh"
Matteo Calcagni
Mancano poco più di 20 giorni alla fine del calciomercato estivo: il Milan, dopo aver conquistato la Supercoppa Italiana, è ancora alla ricerca del suo fantomatico "Mister X", su cui si è scritto e letto ormai di tutto. Il nome più in voga, ormai da settimane, è sempre il solito: Cesc Fabregas. Il catalano è l'uomo giusto per rinforzare adeguatamente la mediana, per una serie infinita di ragioni: età, ruolo, tecnica, caratura e valore. L'Arsenal, dopo aver quasi salutato Nasri (vicinissimo al City), si appresta a mollare anche il suo gioiello più pregiato: i ripetuti attacchi del Barcellona, nonostante una preoccupante intensità, non hanno scalfito l'ostracismo londinese, venendo regolarmente rispediti al mittente.
Troppo bassa l'offerta blaugrana, fissata a 29 milioni più bonus, nonostante le voci di un possibile "sacrificio" del giocatore, pronto (secondo la stampa spagnola) a pagare di tasca propria per il ritorno a casa. Il Milan ha atteso sornione e, anche grazie al lavoro certosino di Mino Raiola ("disperso" da settimane), potrebbe compiere i passi decisivi per il grande colpo. Wenger ha già dichiarato che Cesc, a prescindere dalla cessione, non disputerà i preliminari di Champions con l'Udinese: un indizio importante, che non può non nascondere un addio ormai imminente. Il laconico "Eh!" di Galliani, relativo alla richiesta dei tifosi per Fabregas, potrebbe significare tutto o nulla: le prossime settimane saranno decisive e, nel bene o nel male, il destino di questa (presunta) trattativa sarà finalmente scritto.


