DOPPIA GIOIA ALL'ULTIMO RESPIRO
Davide Bin
Con un occhio rivolto a chi sta davanti in classifica (la Juve che ha pareggiato in casa con il Chievo) e uno all'indietro per controllare chi insegue (Genoa, Fiorentina e Roma tutte vincenti nel pomeriggio), il Milan rischia di uscire di strada e schiantarsi contro l'ostacolo Lecce, lasciando per strada altri due punti importantissimi dopo quelli già sprecati nella sfida di andata in Puglia; questa volta, però, i minuti finali sono favorevoli ai rossoneri e restituiscono loro ciò che avevano tolto a novembre, perchè la zuccata vincente che infila in rete un pallone proveniente da calcio piazzato è di Senderos e non di Esposito (autore del beffardo gol all'andata), anche se poi nel tabellino dei marcatori finirà Ronaldinho che, così, torna al gol su azione giusto un girone dopo, a conferma che il calcio è strano e spesso offre coincidenze curiose. Il Milan ha faticato molto contro una squadra chiusa, ordinata e compatta; si sapeva, si temeva che i rossoneri avrebbero confermato tutti i loro limiti nelle partite apparentemente più facili e, in effetti, gli uomini di Ancelotti per novanta minuti hanno sbattuto contro un muro di gomma e sono rimbalzati indietro, ma proprio per questo la vittoria è importante e vale doppio; successo sofferto ma tutto sommato legittimo, perchè i rossoneri sono stati bravi a non arrendersi, a cercare il successo fino alla fine, a crederci quando tutto sembrava compromesso; complimenti anche all'allenatore che ha saputo modificare la formazione negli uomini e nello schema dopo un primo tempo deludente, inserendo Ronaldinho largo a sinistra e spostando Pato a destra per aprire il gioco e allargare gli spazi troppo intasati nella prima parte dell'incontro. Per lunghi tratti della partita abbiamo assistito allo show "Pato contro tutti", ovvero alle magie e alle volate dello scatenato papero rossonero, mentre gli altri stentavano e trotterellavano senza costruire nulla di buono con un possesso palla troppo stucchevole per poter essere pericoloso; poi le modifiche dell'allenatore hanno dato buon esito, la squadra è cresciuta, è diventata più efficace e ha meritatamente vinto, anche se ha dovuto attendere il finale di partita per gioire e farci esultare. In fondo, come ho già detto, il calcio è strano e se il Milan avesse sbloccato il risultato dopo meno di un minuto, con il tiro al volo di Inzaghi, forse ora starei commentando una goleada e una vittoria facile senza alcun patema d'animo, mentre in realtà si è trattato di un successo all'ultimo respiro ma, proprio per questo, ancor più bello, oltre che fondamentale per tenere a distanza i rivali che rincorrono e, perchè no, fare un pensierino al secondo posto.
Ancelotti dirotta Beckham in panchina, ritrova Kakà titolare dal primo minuto dopo quasi due mesi e conferma la coppia d'attacco Pato-Inzaghi; il centrocampo è un mix di tecnica (Seedorf e Pirlo) e agonismo (Flamini) con Ambrosini in panchina, mentre in difesa c'è l'esperta coppia Favalli-Maldini al centro e i soliti esterni Zambrotta e Jankulovski; ancora panchina per Ronaldinho e, soprattutto, per Shevchenko, anche se la Curva Sud tenta di rincuorare l'ucraino (e anche gli altri esclusi) con cori che suonano come manifestazioni d'affetto verso chi ha dato tanto al Milan. Come previsto non c'è certo il pubblico delle grandi occasioni a San Siro: il Lecce in zona retrocessione non è certo avversario di grande richiamo, il Milan è ormai escluso da tempo dalla lotta per il vertice e la partita si gioca ad un orario insolito (le 21) in una giornata insolita, la giornata "spezzatino" con tutte le partite alla domenica ma spalmate in quattro orari diversi; larghi vuoti in tutti settori e posti liberi anche in curva, a dimostrazione che c'è un po' di delusione e di malumore nel popolo rossonero per una stagione che non è andata come tutti volevamo e, quindi, molti prefersicono restare a casa o passare in modo diverso la loro domenica sera; comunque chi è presente vuole trascinare il Milan ad una vittoria importante anche se solo per il terzo posto, visto che i risultati del pomeriggio non lasciano scelta ai rossoneri: vittoria o qualificazione diretta alla prossima Champions rimessa in discussione, visto che al momento del fischio d'inizio il Genoa è distaccato di un solo punto.
Il Milan parte forte e Inzaghi sfiora due volte il gol nei primi minuti: tiro al volo impreciso e deviazione alta da pochi passi al termine di una bella triangolazione disegnata da Pirlo e Pato. L'approccio alla partita sembra buono e si spera di riuscire a sbloccare al più presto il risultato, ma improvvisamente il gioco rossonero si ingarbuglia e la squadra fatica a creare occasioni, anche perchè Seedorf è svagato, Kakà non trova la posizione e sembra avulso dalla manovra, Pirlo sbaglia molto, Inzaghi rimane senza rifornimenti e il solo Pato si dà da fare per cercare di sfondare il muro leccese a suon di volate e di slalom fra i difensori avversari. Il Lecce prova anche a rendersi pericoloso ma i tiri dei vari Tiribocchi, Caserta e Vives sono imprecisi o troppo deboli per impensierire Dida. Kakà si mette in luce solo con un tiro alto, Pato prova la conclusione dalla distanza e sfiora il gol; ci tenta anche Seedorf ma non c'è nulla da fare e la sfortuna si accanisce sui rossoneri con l'ennesimo infortunio muscolare, del quale è vittima Maldini, costretto a lasciare il posto a Senderos. Nel finale di tempo arriva l'occasione più bella, costruita, indovinate un po', dal solito Pato, che parte dalla metà campo salta come birilli due difensori, entra in area ma angola troppo la conclusione verso il secondo palo e la palla finisce sul fondo; l'urlo del gol rimane strozzato in gola ai tifosi, ma gli applausi sono scroscianti per l'attaccante, in grande spolvero anche se impreciso nelle conclusioni.
La ripresa inizia senza cambi nelle formazioni e senza novità nel gioco e nella prestazione del Milan: non è certo con un tiro debole come quello di Flamini che si può riuscire a battere Benussi e sfondare il muro eretto dagli uomini dello squalificato De Canio e allora Ancelotti tenta il tutto per tutto inserendo Ronaldinho al posto di Seedorf, che stava cominciando ad essere "beccato" dal pubblico al minimo errore; qualche fischio per l'olandese, tanti applausi e cori per il Gaucho che ha voglia di mettersi in mostra e tornare a brillare. Il protagonista assoluto è, però, sempre Pato che prima mette fuori di testa da favorevole posizione, poi entra in area e tira su un difensore, che devia involontariamente in angolo; sul calcio d'angolo seguente Inzaghi schiaccia troppo di testa il pallone e Benussi può salvarsi deviando ancora sopra la traversa. La nuova disposizione in campo ordinata da Ancelotti sembra funzionare e la squadra trova più spazi, anche se fatalmente si sbilancia un po' alla ricerca del gol che sblocchi il risultato; il Lecce non ne approfitta in contropiede e il Milan insiste, con uno dei rari guizzi di Kakà (tiro fuori) e un altro tentativo da lontano di Pato che Benussi para. A questo punto Ancelotti tenta il tutto per tutto e sostituisce Kakà, ancora lontano dalla miglior condizione, con Shevchenko, che entrando in campo ringrazia e saluta la curva per il sostegno e l'incoraggiamento. Il Milan spinge alla ricerca della vittoria, ma lunghi brividi ci percorrono la schiena quando Tiribocchi viene lasciato troppo solo in area, può colpire di testa ma fortunatamente mette fuori anche per merito di una provvidenziale deviazione. Ormai manca poco e non resta che provarci con i calci piazzati: una punizione di Ronaldinho sembra destinata all'incrocio ma Benussi vola a deviare in angolo, sulla battuta del quale Senderos riesce a colpire di testa da favoreole posizione ma mette fuori; sembra la classica partita stregata, ma quando tutto sembra perduto e il deludente 0-0 pare ormai inevitabile, gli ultimi minuti sono fatali al Lecce: punizione di Pirlo dalla fascia destra, Senderos svetta, il pallone rimbalza sulle trecce di Ronaldinho ed entra in rete; boato del pubblico, esultanza sia dello svizzero che del brasiliano, al punto che risulta difficile capire di chi sia davvero il gol, se del "pelato" o del "trecciolone"; poco importa, comunque e non c'è nemmeno il tempo di pensarci troppo, perchè il Lecce, colpito in modo letale quando sembrava aver conquistato un punto prezioso e prestigioso, si disunisce, il Milan ne approfitta e trova addirittura il gol del raddoppio: magia di Ronaldinho, cross di Sheva e gol di testa di Pippo, il n° 301 in carriera; Inzaghi corre a ringraziare il compagno per l'assist e finalmente si può esultare per una vittoria sofferta ma importante.
Milan batte Lecce 2-0...ad un certo punto sembrava impossibile ma è giusto così, perchè i rossoneri hanno stentato ma, contrariamente ad altre volte, ci hanno creduto fino alla fine e anche la condizione fisica è sembrata buona per tutti i novanta e più minuti e questo è di buon auspicio per le ultime giornate di campionato. La domenica "spezzatino" si chiude con due bocconi dolcissimi per noi tifosi rossoneri e si può tornare a casa in ritardo rispetto al solito, visto l'orario d'inizio della partita, ma felici e soddisfatti, perchè vincere all'ultimo respiro ha sempre un sapore speciale.


