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MILAN PIENO DI MISTERI

autore
Davide Bin
per Milannews.it
giovedì 5 marzo 2009, 16:39Vista dalla Curva
autore Davide Bin
05.03.2009 16:39Vista dalla Curva

I malati rossoneri hanno preso un brodino (caldo vista la temperatura del luogo...) in Qatar, vincendo 2-1 l'ultima amichevole della stagione, organizzata dalla squadra locale Al Saad per celebrare l'addio al calcio di una gloria locale, Jafal Rashed; facendo una battuta di pessimo gusto si potrebbe dire che non c'era squadra migliore del Milan per festeggiare una "vecchia gloria", mentre restando su questioni più serie si può sottolineare che anche una semplice amichevole contro una squadra modesta ha messo in luce tutte le contraddizioni e i problemi di questo Milan, abile in attacco, molto meno in difesa: Pato ha mostrato la consueta incredibile velocità e la sua innata capacità di fulminare i difensori avversari; anche Shevchenko, unico impiegato per 90 minuti, ha mostrato buone cose nei panni del suggeritore per i compagni, ma la retroguardia ha stentato anche contro i qatariani e ha subito il gol del momentaneo pareggio dieci minuti dopo il vantaggio firmato Pato e ha traballato in altre occasioni; ci ha pensato Antonini, un minuto dopo il pareggio, a riportare avanti il Milan, siglando il gol del definitivo 2-1, non più modificato nella ripresa e che ha evitato ai rossoneri la figuraccia di non riuscire a battere nemmeno una squadra del Qatar, anche se tutti hanno giocato al piccolo trotto, ci sono stati tantissimi cambi da una parte e dall'altra e la squadra di Ancelotti ha fatto l'ospite gentile ed educato, evitando di infierire sugli avversari. Il tecnico ne ha approfittato per vedere all'opera Beckham nella posizione di trequartista, cosa che gli potrebbe tornare utile vista la contemporanea indisponibilità di molti giocatori in quel ruolo, ma sicuramente avrebbe fatto volentieri a meno di questo impegno, che gli ha tolto la possibilità di allenare per l'intera settimana la squadra alla vigilia di un impegno divenuto fondamentale, ovvero quello di domenica prossima contro l'Atalanta.

Nei pensieri di tutti, comunque, non c'era certo l'esibizione in Qatar, ma più che altro la situazione attuale in casa rossonera, tutt'altro che rosea soprattutto per via dei numerosi infortuni che ogni volta assumono contorni misteriosi: dopo Nesta, bloccato da luglio e operato solo a metà febbraio, dopo Borriello, tormentato da continui infortuni la cui origine è stata scoperta e risolta solo recentemente, dopo Kaladze, che da tempo era limitato da problemi al ginocchio ma è stato operato solo questa settimana e resterà fuori almeno cinque mesi, ora ci sono i misteri brasiliani, ovvero quelli legati a Kakà e Ronaldinho; entrambi sono andati in Qatar con la squadra, non certo per giocare, ma per motivi che potremmo definire "pubblicitari" (ovvero mostrarsi comunque al pubblico accontentando gli sponsor) e per premiare il festeggiato, emozionatissimo visto che non capita a tutti di chiudere la carriera ricevendo un premio da due Palloni d'Oro; entrambi sono fermi da tempo per infortuni che parevano banali e che invece sembrano non guarire più: Kakà è fermo ormai da un mese, dalla serata di Milan-Reggina; sembrava dovesse recuperare addirittura per il derby, invece non ha ancora rimesso piede in campo e la cosa più preoccupante è che non ci sono certezze sulla data del suo recupero (si sa solo che non lo vedremo in campo nemmeno per Milan-Atalanta); il giorno dopo l'infortunio si era parlato di quindici-venti giorni per riaverlo a disposizione, invece è passato quasi un mese e il giocatore lavora ancora a parte. Ancora più strana la situazione di Ronaldinho, che ha preso una botta al piede nel derby, ha giocato a Brema grazie ad un'infiltrazione, poi è sparito dalla circolazione e non solo non ha più giocato ma si è anche allenato pochissimo; i più maligni dicono che una botta si riassorbe in fretta, quindi o ci sono altri problemi che non sono stati diagnosticati (e in questo caso finirebbe sotto accusa per l'ennesima volta lo staff medico rossonero), oppure il giocatore se ne sta approfittando per non impegnarsi troppo in un momento delicato della stagione, in cui la squadra è in difficoltà e anche lui rischierebbe brutte figure; forse qualcosa si è rotto dopo le quattro panchine consecutive ad inizio 2009, magari il giocatore ha capito di non essere quell'intoccabile e fondamentale elemento che sembrava in estate, visto che era stato accolto come un re, ma come potete notare uso i termini "forse" e "magari" ma non ci sono certezze. Inutile dire che i tifosi sono preoccupati e sconcertati: possibile che al Milan ogni infortunio assuma contorni misteriosi, manco fossimo in una puntata di "Dottor House"? Perchè per una botta al piede un giocatore rimane fuori quasi un mese, mentre alla Juve c'è un certo Sissoko che sta giocando (e bene) da tempo con una microfrattura al piede? Perchè al Milan i recuperi miracolosi (come quello di Kakà per il derby) sono solo gigantesche "bufale", mentre all'Inter un certo Maicon, uscito malconcio per un problema muscolare dall'allenamento del venerdì, è poi regolarmente sceso in campo alla domenica nel derby e poi anche in seguito? Sono certo che molti vorrebbero porre queste stesse domande a qualcuno nell'ambiente rossonero, medico, giocatore o dirigente che sia, ma temo che la risposta sarebbe vaga e "misteriosa", perchè ormai Milanello è diventato il luogo dei misteri e ogni infortunio, anche il più banale come una botta al piede, si trasforma in un caso irrisolvibile.

per Milannews.it

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