VERSO MILAN-ATALANTA
Davide Bin
Archiviati definitivamente per questa stagione gli impegni infrasettimanali, ufficiali o amichevoli che siano, il Milan si concentra esclusivamente su quelli del fine settimana, a cominciare da quello con l'Atalanta; i rossoneri sono reduci dalla trasferta in Qatar, non certo impegnativa per la partita in sè, quanto per il viaggio, visto che la squadra è rientrata a tarda notte e il giorno dopo Ancelotti ha programmato un allenamento quasi esclusivamente tattico, anche per cercare di correggere errori e difetti ormai cronici che anche una semplice amichevole ha messo a nudo. Nella scorsa stagione il momento migliore dei rossoneri fu proprio nelle ultime giornate di campionato, quando la squadra era libera da impegni infrasettimanali, poteva "finalmente" allenarsi e raccolse tante vittorie consecutive, compiendo una veemente rimonta verso la zona Champions, poi vanificata dalla giornataccia di Napoli, che rovinò tutto e costrinse il Milan al "purgatorio" della Coppa UEFA. La speranza è che anche in questa stagione succeda la stessa cosa, visto che la squadra di Ancelotti questa volta non ha nemmeno bisogno di rimonte, è già al terzo posto, che adesso basta per qualificarsi direttamente ai gironi e, quindi, deve solo conservare la posizione e, se possibile, migliorarla. Sarebbe stato bello avere ancora il "fastidio" degli impegni infrasettimanali, perchè avrebbe voluto dire proseguire il cammino in Coppa UEFA, ma ormai questo obiettivo non c'è più e bisogna pensare a chiudere nel migliore dei modi la stagione; è rimasto solo il campionato e si spera che la squadra riesca a chiuderlo in modo positivo, anche a costo di alimentare eventuali rimpianti su ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. La sconfitta di Genova ha allontanato anche il secondo posto (ora la Juve è distante cinque punti) e costringe i rossoneri a guardarsi alle spalle, perchè Fiorentina, Genoa e Roma sono vicine e non sono più ammessi passi falsi, se non si vuole fallire anche l'ultimo obiettivo rimasto in una stagione iniziata con ben altre prospettive e che si sta chiudendo in modo malinconico, perchè non è bello vedere una squadra come il Milan, in passato abituata a lottare fino in fondo per tutti gli obiettivi, essere in queste condizioni ai primi di marzo.
Anche questa settimana Ancelotti non ha tanti dubbi sulla formazione da schierare, a causa degli infortuni: Kakà e Ronaldinho sono ancora fuori causa, Ambrosini pure e Favalli è squalificato, quindi in difesa spazio a Zambrotta, Maldini, Bonera e Jankulovski, a centrocampo giocheranno Pirlo, Flamini (l'unico che non è stato impiegato nell'amichevole di mercoledì per un affaticamento muscolare) e Beckham, mentre in attacco Pato, in condizioni smaglianti (è andato in gol anche in amichevole) e Inzaghi che sta bene e dovrebbe essere preferito a Shevchenko (in campo per novanta minuti in Qatar per dargli un "contentino"), con Seedorf nel suo ruolo preferito di trequartista, visto che non ci sono alternative; se anche l’olandese, come sembra nelle ultime ore, andasse ad allungare la già chilometrica lista degli infortunati, Jankulovski avanzerebbe a centrocampo, Antonini verrebbe inserito in difesa, con uno fra Pirlo e Beckham a fare il trequartista. In origine Milan-Atalanta doveva essere l'ultima partita di Beckham in maglia rossonera prima del ritorno negli USA, ma ormai è chiaro che il viaggio di David in Italia è stato di sola andata e il campione inglese concluderà la stagione al Milan, continuando a dare una mano in un periodo tribolato per la squadra rossonera. Ancelotti ha assicurato che recuperando gli infortunati e lavorando per tutta la settimana il Milan tornerà a grandi livelli già in questa stagione e "la nottata passerà"; purtroppo la partita contro l'Atalanta rientra, però, ancora nel periodo buio: gli infortunati sono ancora tantissimi e l'amichevole in Qatar non ha permesso di allenarsi tranquillamente per tutta la settimana, cosa che, invece, gli avversari hanno potuto fare. Comunque è inutile trovare altri alibi e scuse, ormai bisogna pensare solo a vincere, non importa come (va bene anche come nella partita d’andata, cioè giocando male e segnando con l’unico tiro in porta), per dare un senso positivo a questo finale di stagione e cercare di capire cosa ci sia da salvare in una rosa che ha bisogno di un profondo rinnovamento, altro che un paio di rinforzi come ha detto Ancelotti, mostrandosi ancora una volta fin troppo "aziendalista" visto che la società non sembra intenzionata a investire troppo sul mercato. Sarà curioso vedere l'accoglienza che la squadra riceverà dal pubblico di San Siro (molto probabilmente scarso dal punto di vista numerico) in questa che è la sola partita casalinga del mese di marzo; fino ad ora la curva ha sempre sostenuto la squadra dal primo all'ultimo minuto, ma si sa che la pazienza non è eterna e ha un limite, quindi ci potrebbe essere un po' di malumore; il resto del pubblico ha già manifestato spesso il proprio dissenso con fischi, sia ai singoli giocatori (Seedorf), sia a tutta la squadra (al termine di Milan-Werder Brema); personalmente sostengo che bisognerebbe continuare a dare l'appoggio alla squadra fino a fine stagione per poi tirare le somme e giudicare; ovviamente siamo tutti delusi perchè ci era stato promesso lo scudetto (o almeno di lottare fino alla fine per vincerlo) e, invece, siamo già fuori dai giochi e non ci sono obiettivi alternativi da raggiungere, ma questo è un gruppo che ha dato tanto, ci ha fatto vincere molto e non si può attribuirgli la responsabilità di non essere stato rinnovato e integrato a dovere in estate; le colpe vanno cercate altrove, quindi fischiare o contestare la squadra serve a poco, anzi può essere addirittura dannoso se si vuole a tutti i costi centrare l'ultimo obiettivo rimasto. Restiamo uniti fino alla fine, poi a bocce ferme stabiliremo colpevoli, innocenti e rimedi per il futuro; per ora pensiamo solo all'Atalanta e a tre punti fondamentali per ripartire spediti dopo un periodo fin troppo deludente.


