VERSO MILAN-JUVENTUS
Davide Bin
In questi casi si dice che non è una partita come le altre, frase forse banale e scontata ma quanto mai vera: Milan-Juve è una grande classica del calcio italiano ed europeo, è la sfida fra la squadra più titolata in campo internazionale e quella più titolata in campo nazionale e per questo meriterebbe l'appellativo di vero "derby d'Italia"...altro che Inter-Juve! Per molti anni Milan-Juve è stata sfida scudetto, soprattutto nel 2005, con le squadre appaiate in testa alla classifica a pari punti: anche allora era la 35^ giornata e la seconda domenica di maggio e la Juve vinse 1-0 con gol di Trezeguet lanciandosi verso lo scudetto (poi revocato per lo scandalo di Calciopoli); questa volta la sfida, pur giocandosi nella stessa giornata e nello stesso periodo, vale "solo" per il secondo posto e il Milan l'affronta con quattro punti di vantaggio, cosa che gli consentirebbe di non farsi raggiungere nemmeno in caso di sconfitta. Ovviamente la speranza di tutto il popolo rossonero è di assistere ad un'ottima prestazione dei rossoneri e ad una vittoria, perchè un Milan in salute e reduce da una lunga serie di risultati positivi incontra la Juventus più dimessa e in crisi degli ultimi anni, dilaniata dalle polemiche interne, in formazione rimaneggiata e con molti problemi di condizione e di risultati (non vince da più di 40 giorni). Il risultato pare, quindi, scontato, ma mai illudersi che partite di questo genere possano essere facili, perchè si andrebbe incontro a brutte sorprese e a grosse delusioni; sicuramente, però, giocatori esperti come quelli rossoneri sapranno affrontare nel migliore dei modi la sfida, visto che nelle grandi occasioni raramente falliscono e questa è comunque una grande occasione, per il nome ed il blasone dell’avversario.
Ovviamente non si può parlare di sfide fra il Diavolo e la Vecchia Signora senza fare riferimento alla "madre di tutti i Milan-Juventus" ovvero la mitica finale di Champions League andata in scena a Manchester; tutti abbiamo ben impressa nella mente e nel cuore quella serata, ricca di ansia e tensione ma poi anche di grande felicità per noi rossoneri, che non la dimenticheremo mai. Molti dei protagonisti di quella finale saranno in campo anche domenica sera, a dimostrazione che il gruppo storico ancelottiano è rimasto sostanzialmente invariato, ha resistito all'usura e al logorio, anche se nelle ultime stagioni mostra chiari segni di declino e lo dimostra il fatto che da un paio d'anni a questa parte riesce ad essere competitivo in campionato solamente nel finale, quando non ci sono più impegni infrasettimanali e si gioca ad un ritmo meno intenso, con la possibilità di allenarsi per tutta la settimana. In inverno, invece, il Milan è stato molto meno competitivo e lo dimostra impietosamente la sfida di andata, terminata con un umiliante 4-2 in favore dei bianconeri; i rossoneri erano già reduci da risultati negativi (pareggi con Lecce e Torino, sconfitta a Palermo) e la sonora legnata presa all'Olimpico di Torino a metà dicembre mise in chiaro che sarebbe stato impossibile pensare ancora allo scudetto. Ora i ruoli sembrano ribaltati: la Juve non riesce più a vincere, il Milan vola e in poche settimane ha recuperato tutto lo svantaggio in classifica dai bianconeri trasformandolo in un rassicurante vantaggio di quattro punti. Non resta che prendersi la rivincita e consolidare il secondo posto, ma per farlo servirà una grande prestazione, perchè sicuramente il fascino della grande classica saprà dare i giusti stimoli anche ad un gruppo come quello bianconero che sembra allo sbando.
San Siro è esaurito già da giorni, a dimostrazione che queste sono sfide molto sentite e attese indipendentemente dalla classifica e dagli obiettivi stagionali; si tratta della classiche partite che hanno un certo fascino anche quando sono solo delle amichevoli (pensiamo al classico Trofeo Berlusconi di metà agosto), figuriamoci quando ci sono i tre punti in palio! Queste sono le serate che i grandi campioni attendono e fra questi grandi campioni c’è sicuramente Pippo Inzaghi che, come tutta la squadra, è rifiorito in primavera e ha segnato la bellezza di 11 gol in 8 partite, contribuendo in modo determinante ai buoni risultati. Inzaghi è il grande ex della partita (insieme a Zambrotta) e da quando è al Milan ha segnato tre gol in partite ufficiali contro i bianconeri (più quattro in varie edizioni del Trofeo Berlusconi): uno ha permesso al Milan di vincere in casa nel 2003, ma la doppietta dello scorso anno a Torino è stata ininfluente, perché i rossoneri hanno perso 3-2. Sicuramente in queste occasioni SuperPippo aumenta la sua già enorme voglia di gol e l’ideale sarebbe una bella vittoria grazie alle sue reti, anche perché il Milan non ha ancora battuto in sfide ufficiali la nuova Juventus nata dalle ceneri dell’era Moggi; è una lacuna da colmare e questo Milan ce la può fare, perché è in un momento di ottima forma e la sfida giunge proprio nello stesso periodo in cui nella scorsa stagione i rossoneri vinsero il derby, rinviando la festa scudetto dei cugini; anche in questo caso si tratta, fra l’altro, di posticipare la matematica conquista dello scudetto dell’Inter, perché una vittoria dei nerazzurri a Verona nel pomeriggio, unita ad una sconfitta del Milan contro la Juve, vorrebbero dire matematica certezza della conquista del tricolore per i cugini; ormai nessuno crede più nella grande rimonta, ma qualche piccolo dispetto si può ancora fare…
Ovviamente Ancelotti non stravolgerà molto la formazione che gli sta dando grosse soddisfazioni, con un rendimento altissimo: tanti gol segnati, pochi subiti, sette vittorie e un pareggio nelle ultime otto partite; rispetto a Catania rientrerà Flamini come terzino destro, esperimento che sta dando grandi risultati e Zambrotta “traslocherà” nuovamente a sinistra; per il resto dovrebbe rimanere tutto immutato, perché la squadra di Catania ha buoni equilibri tattici, non è troppo sbilanciata, non contiene giocatori che si “pestano i piedi” e consente a Kakà di mostrare tutto il suo immenso talento senza obblighi di rientrare in copertura. Ciò vuole momentaneamente dire l’accantonamento di Pato, dopo quello di Ronaldinho per tutto il 2009 e quello “eterno” di Shevchenko e i risultati dicono che è giusto così, ma Ricky ha qualche problemino muscolare, anche se la voglia di non saltare una sfida così prestigiosa è tanta e alla fine il campione sarà sicuramente in campo, anche se magari non per tutti i novanta minuti. Ancelotti sta cercando di far capire anche alla società che una squadra con i giusti equilibri e con tutte le pedine al loro posto è molto meglio di una formazione in cui ci sono magari più campioni dal nome altisonante ma che poi non riesce a rendere perché ci sono doppioni e problemi tattici; è un segnale per il presente, con scelte dolorose (perché mandare in panchina uno come Pato non deve essere facile) ma anche e soprattutto per il futuro, soprattutto se Ancelotti dovesse sedere ancora in panchina nella prossima stagione, perché la squadra delle ultime settimane garantisce un certo rendimento, quella stellare studiata in estate dalla dirigenza no e lo ha dimostrato varie volte nel corso di questa stagione “agro-dolce”. Comunque in queste ore il futuro si chiama Juventus, in una partita da vincere a tutti i costi e non solo per la classifica; è una sfida speciale, molto sentita da tutti i tifosi e, proprio per questo, vogliamo vincerla perché sarà anche una frase banale, ma “Milan-Juve non è una partita come le altre!”


