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Fullkrug a DAZN: "Nessuna maledizione, per me il numero 9 significa fare gol. Allegri mi piace, sa come gestire le persone"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 08:00Primo Piano
di Lorenzo De Angelis
per Milannews.it

Fullkrug a DAZN: "Nessuna maledizione, per me il numero 9 significa fare gol. Allegri mi piace, sa come gestire le persone"

Il nuovo numero 9 del Milan Niclas Fullkrug ha rilasciato un'intervista esclusiva ai microfoni di DAZN. Le sue dichiarazioni.

Quali sono i primi pensieri che ti vengono in mente quando pensi al Milan?
"Grandi giocatori. penso a giocatori come Ronaldinho, Beckham, Pirlo, Gattuso, Kakà. Ronaldo. Questi giocatori. Zlatan, Li guardavo giocare nelle finali di Champions League del Milan, sempre. Ed è semplicemente un grande club con uno stemma speciale, una maglia pesante, ma mi piace". 

Sai che qui c'è una sorta di maledizione attorno alla maglia numero 9?
"Non voglio sapere nulla di queste cose. Per me il numero 9 significare fare gol. Non voglio cambaire idea per queste cose. In verità non mi importa molto di quello che la gente pensa di me. Vado in giro da anni con lo spazio tra i denti, quindi non mi interessa cosa pensano gli altri delle mie decisioni. E poi ho un legame forte con il numero 9 perché l'ho indossato in Nazionale e per tutte le giovanili. E quindi ora sono molto felice di porterlo indossare ancora". 

Ti piace il tuo soprannome? Come ti chiamano le persone?
"Nessuno mi ha mai chiamato così. Ma è più tipo Nick. Più italiano (ride. ndr). Di solito tutti mi chiamano Fuller. Questo è il mio soprannome, ma oramai qui in Italia ci sono abituato. Perché mi piace la cultura, la lungua, molto scorrevole. Mi piace il flusso della lingua. E si, non vedo l'ora di parlare italiano anche io. Ho già iniziato e parlarlo per la maggior parte lo capisco, e sì, è una bella cosa". 

Conosci qualche parola in italiano?
"Posso già dire qualcosa, ma ovviamente è solo un po' di conversazione leggera, tipo "Come stai", "Tutto bene", "Mi chiamo Niklas", tutte queste cose. "Da dove ieni?". Però, per me, la cosa più importante è che ho un allenatore italiano e devo cercare di capirlo il più velocemente possibile, perché tutte le riunioni sono in italiano e devo capire cosa si dice. E la maggior parte delle volte capisco. Per me è una bella sfida, oltre alla sfida del calcio, è una bella sfida imparare una nuova lingua, pensare in una nuova lingua, secondo me è molto, molto utile anche per il cervello. E si, voglio imparare la lingua il prima possibile". 

Che tipo è fuori dal campo Allegri?
"Lui è sempre un po' nel mezzo. È molto diretto, e lo apprezzo, È molto diretto anche con tutto il gruppo. Però ha sempre una bella battuta pronta e non sai mai quando sta scherzando, potrebbe farlo in ogni momento. E si, ha sempre un sorriso, e questo mi piace. È sempre posiitivo, e sa come gestire le persone. Penso che sia uno dei suoi punti di forza prinicipali. Sa come gestire i giocatori, grandi giocatori, e le persone. E penso che sia anche per questo che ha avuto così tanto successo". 

Hai parlato con Bierhoff...puoi dirci cosa ti ha detto?
"No, non, non racconto mai storie su quello che un manager dice, perché è tra noi. Scherza, è diretto, critico, fa il suo lavoro da manager, lo fa molto bene penso". 

Finale di Champions 2003: è stato quello il momento in cui ti sei innamorato del Milan?
"Devo essere onesto. Non voglio fare in fanatico o dire che ho sempre amato il Milan, ma quando torno a quel momento, penso avessi 9 o 10 anni, eravamo in un ritiro con la mia squadra giovanile, un piccolo club, e stavamo guardando la finale di Champions League tra Milan e Juventus. Non so perché, ma preferivo che vincesse il Milan. E poi hanno vinto. C'erano anche tantissimo giocatori bravi, bellissimi da vedere. E sì, ovviamente negli anni ho sempre guardato le finali di Champions League, non solo del Milan, ma di tutte le squadre, perché amo guardare il calcio. Ma posso dire che il milan è sempre stato nella mia testa, un club molto grande per cui avrei voluto giocare. E adesso sono in questa situazione, e mi rende molto orgoglioso e mi fa sentire grato". 

Cosa ti piace fare fuori dal campo?
"Sono un tipo molto tranquillo. Ho mia moglie e mia figlia con me. Mi piace godermi il tempo con loro. Senza troppi problemi, più che altro recuperare e stare insieme, fare cose per mia figlia, fare cose in familgia. Nulla di troppo interessante a dire la verità (ride, ndr)". 

Come va il tuo rapporto con il cibo italiano?
"Amo cucinare, mia moglie cucina molto bene. Ho già provato tanto, la cucina a Milanello è incredibile. Me la godrò, in modo salutare". 

Hai qualche promessa da fare ai tifosi?
"Nei grandi club c'è sempre pressione, ma per me è sempre stato così e puoi guardare tutte le mie interviste. Non perché sono al Milan, ma è sempre stato così. Penso che la cosa migliore sia concentrarsi su quello che posso cambaire adesso. E io lavoro sempre nel momento, cerco di mantenere la disciplina nel momento e penso che tutti faremo le stesse cose avremo una stagione molto positivo. E anche adesso, sono arrivato in un gruppo mnolto positivo, con tanta energia positiva e molto vincente. Quindi non c'è molto da cambiare. Continuiamo così, abbiamo forse ancora qualche aspetto su cui possiamo lavorare. Adesso ci sono io come nuovo attaccante, che cerco di aiutare al momento giusto e penso che possiamo fare ancora meglio, anche rsipetto alla prima metà di stagione, che era già vicina a essere molto buona. Non perfetta ma molto buona, ai vertici della classifica. Dobbiamo vincere anche queste partite, ne abbiamo vinte molte, ma ogni punto conta in queste tipo di competizioni". 

Quale sarà la tua esultanza quando segnerai al tuo primo gol?
"Di solito celebro con il compagno che mi ha servito l'assist. Quindi servitemi. Ho bisogno di buoni assist. Abbiamo una buona squadra, una buona armonia e atmosfera. E penso cher tutti vorranno vedermi segnare il mio primo gol perché aiuterò la squadra e poi festeggermo insieme e spero che sia un gol vittoria". 

Hai qualche ricordo, qualcosa che ti viene in mente giocando a San Siro?
"Ci ho giocato contro questa squadra, c'era stata la partita contro il Dortmund a San Siro. Abbiamo fatto una partita molto buona, io ho avuto una serata ottima, una buona prestazione e sì, abbiamo vinto quella partita. Era anche il "girone della morte", non so se te lo ricordi...era il girone difficile con PSG e Newcastle. Si, era un girone molto impegnativo, e grazie a quella partita siamo passati al tunro succesivo perché abbiamo vinto a San Siro. E adesso, quando i tifosi mi hanno detto "Benvenuto", tutti urlavano il mio nome e cercavano di darmi un caloroso benvenuto. L'ho sentito, i tifosi, i sostenitori, e sì, ne sono molto, molto grato. È stato un momento molto bello al quale sto pensando adesso": 

Com'ò condividere lo spogliatoio con Modric?
"È un giocatore incredibile, con una carriera incredibile. E non sembre perché si comporta in modo molto nromale, come se fosse una parte normale del gruppo, fa cose normali, si comporta come tutti gli altri. Penso che sia un modello per i giovani della squadra. E siì, è un'esperienza molto bella giocare con un giocatore come lui. Ho giocato con Kross, Muller, Reus, Hummels, Neuer...tanti grandi giocatori. E penso che si possa sempre cercare di migliorare osservando quello che fanno. E ovviamente anche con Luka vorrei approfittarne per segnare, perché palla ai piedi è incredibile. Il suo stile di gioco e di vedere il campo sono diversi. E penso che se ci abituiamo l'uno all'altro, posso trarne vantaggio".