Un retroscena: non sarebbe cambiato nulla. Ma ora Gila 'freccia' Allegri
Nel Milan sono cambiate tantissime cose rispetto alla passata stagione: ci sono nuove teste in dirigenza, c'è un nuovo allenatore, c'è Cardinale molto più presente rispetto al passato (a proposito: oggi sarà a Milanello). Ma c'è una cosa che, probabilmente, non sarebbe cambiate anche se fosse rimasto Allegri con Tare: l'acquisto di Mario Gila. Lo spagnolo, infatti, era al primo posto sul taccuino del dirigente albanese e sarebbe stato acquistato - forse - ugualmente.
Lo voleva Allegri, ma...
Lo ha confessato lo stesso difensore ex Lazio: “È vero che Allegri mi voleva. Tare anche. Le cose sono andate così, Allegri e Igli sono andati via… È arrivata la chiamata di Amorim e ho visto questa voglia di avermi in squadra al Milan… Penso non ci sia prezzo. Sono molto contento, ho condiviso il mio modo di pensare con l’allenatore e lui mi ha spiegato il suo punto di vista. Mi è piaciuto molto. In parte è stato lui a spingermi per scegliere questa piazza”.
Il gioco
Quindi, ciò che lo ha fatto pendere dalla parte del Milan, oltre all'importante ingaggio da 5 milioni di euro a stagione, è il gioco di Amorim, molto più adatto a lui di quello difensivo di Allegri: “Sono felice - ha spiegato Gila - che qui si faccia un gioco molto moderno. Si lavora molto con la palla e anche sulla parte fisica, tanto. È uno stile di gioco che mi piace: penso di poter fare molto bene anche se non l’ho praticato molto in questi anni alla Lazio. Mi piace andare in attacco anche lasciando i difensori in situazioni che sono difficili per noi. Questo è il calcio attuale, se vuoi andare in attacco devi prendere rischi sulla sicurezza difensiva. Il calcio sta diventando questo e dobbiamo abituarci il prima possibile. Ci porterà tanti risultati positivi”.






