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VERSO CHIEVO-MILAN

autore
Davide Bin
per Milannews.it
venerdì 10 aprile 2009, 17:06Vista dalla Curva
autore Davide Bin
10.04.2009 17:06Vista dalla Curva

Il cammino del Milan verso il terzo posto, che vuol dire ritorno in Champions League nella prossima stagione, fa tappa a Verona nel turno di campionato anticipato al sabato in occasione delle festività pasquali; non si tratta certo di un appuntamento facile per la compagine rossonera, perchè il Chievo è una delle squadre più in forma in questa fase della stagione e lo dimostra lo spettacolare pareggio 3-3 di domenica scorsa a Torino contro la Juventus. I rossoneri, però, non possono permettersi passi falsi, perchè alle loro spalle la concorrenza è agguerrita e bisogna evitare che Genoa, Fiorentina e la stessa Roma possano avvicinarsi in questo mese di aprile, perchè poi a maggio il Milan avrà un finale di campionato molto impegnativo (in cui dovrà affrontare proprio Roma e Fiorentina, oltre alla Juve) e sarebbe auspicabile arrivare alle ultime partite con un margine di sicurezza per poterle affrontare tranquillamente e non rischiare di fallire anche l’ultimo obiettivo rimasto in questa stagione inferiore alle attese. La vittoria all'ultimo respiro contro il Lecce ha sicuramente dato entusiasmo e morale al gruppo per il modo in cui è arrivata, cioè quando nessuno ci credeva più, ma è emblematica della stagione tribolata di questa squadra che ha dimostrato ancora una volta di avere dei problemi, che certamente sono giustificabili con l’alibi degli infortuni ma che si sono costantemente riproposti per tutta l’annata e anche in quelle passate. Se non altro i due gol arrivati in extremis hanno consentito di tornare alla ribalta a giocatori che hanno vissuto una stagione molto difficile e sofferta: Ronaldinho ha ritrovato un gol su azione esattamente un girone dopo l’ultimo e ha segnato la prima rete del suo deludente 2009, anche se il gol è “moralmente” di Senderos, un altro che immaginava ben altre soddisfazioni al momento di venire al Milan, ma ha avuto tanti problemi, fisici e di ambientamento; inoltre il gol n°301 di Inzaghi nasce da uno spunto sulla destra di Shevchenko, a sua volta smarcato da una magia di Ronaldinho; anche l’ucraino sognava di tornare quello di una volta dopo essere rientrato “a casa” e, invece ha dovuto passare il tempo più in panchina e in tribuna che in campo. Ora questi giocatori un po’ “dimenticati” da Ancelotti sembrano tornati in buona forma e potranno essere utili in questo finale di campionato, come hanno dimostrato proprio nell’ultima partita disputata. Il traguardo del terzo posto è troppo importante, anche se non molto prestigioso dal punto di vista sportivo, per essere fallito e lo sanno tutti: la società, che attende la sicurezza dei soldi provenienti dalla qualificazione alla prossima Champions per impostare le strategie di mercato; i giocatori, molti dei quali si devono meritare la riconferma per la prossima stagione con prestazioni convincenti; il tecnico che qualche settimana fa ha ricevuto una specie di ultimatum dalla società (“Ancelotti rimane solo se arriva almeno terzo”) ma che potrebbe comunque decidere di tentare un’altra avventura anche in caso di qualificazione in Champions, accettando una delle tante proposte che gli sono state fatte dall’estero, anche e soprattutto se ancora una volta non fosse d’accordo con le strategie di mercato dei dirigenti.

Questi, però, sono discorsi che riguardano il futuro e, invece, bisogna sforzarsi di guardare solo al presente; difficile per un ambiente in cui tutto ciò era automatico in passato, perché c’erano cose ben più importanti alle quali pensare e non c’era tempo per distrarsi con il mercato perché l’attenzione di tutti era rivolta alle partite decisive da disputare in campionato e in coppa; era un Milan che lottava per lo scudetto e per la Champions, cosa che non è più avvenuta nelle ultime due stagioni, ma bisogna riuscire a mantenere la concentrazione giusta per pensare solo alle partite da disputare, rinviando qualunque altro discorso ad obiettivo eventualmente già raggiunto. Solo così facendo si può affrontare nel modo migliore partite molto insidiose come quella contro il Chievo, squadra che rispetto al girone di andata è cresciuta moltissimo e nel 2009 sta mantenendo un’andatura da alta classifica; non per niente è passata da squadra praticamente spacciata e rassegnata alla retrocessione, come sembrava prima di Natale, a squadra rivelazione del 2009 sotto la guida di Di Carlo e ora ha sette punti di vantaggio sulla terz’ultima e può permettersi di affrontare le partite con tranquillità e serenità, cercando il risultato di prestigio, giocando a viso aperto e non facendo drammi in caso di sconfitta. Paradossalmente questo può essere un vantaggio per il Milan, che soffre molto quando deve sfidare difese chiuse e arroccate di squadre disperate che lottano con il coltello fra i denti perché hanno l’acqua alla gola, mentre si trova a suo agio in spazi più larghi e contro difese più aperte, ma il risvolto della medaglia è che se i rossoneri hanno faticato a battere il Chievo nella partita di andata (successo 1-0 grazie ad un rigore di Kakà), ora rischiano di trovare molte più difficoltà contro una squadra che ha migliorato tantissimo il suo rendimento. Ancelotti sembra non avere intenzione di modificare molto la formazione schierata contro il Lecce: ci sarà, ovviamente, Senderos al posto dell’infortunato (e non convocato) capitan Maldini, ma per il resto i cambiamenti dovrebbero essere pochi, per non dire nulli: là davanti sono indispensabili e inamovibili Inzaghi, Pato e Kakà, anche se quest ultimo non ha certo brillato nella partita contro il Lecce ed è sembrato lontano dalla migliore condizione; a centrocampo, quindi, restano i soliti tre posti ed è facile intuire che vadano all’insostituibile Pirlo, al sempre più utile Flamini e molto probabilmente a Seedorf, cosa che determinerebbe la seconda panchina consecutiva per scelta tecnica di Beckham, che fino alla partita contro il Lecce era sempre stato titolare quando stava bene. Il fatto è che quando si gioca una sola partita a settimana non è poi così indispensabile fare turn-over e Ancelotti è uno di quegli allenatori che non ama stravolgere le formazioni quando trova i giusti equilibri e la squadra lo soddisfa. Avere in panchina gente come Beckham, Ronaldinho, Shevchenko o Ambrosini, consente di cambiare formazione, tattica e andamento della partita quando l’approccio alla sfida non è dei migliori e ciò è puntualmente avvenuto domenica scorsa contro il Lecce, quando il primo tempo è stato deludente e nella ripresa il tecnico ha cambiato qualcosa, migliorando la prestazione e riuscendo a vincere la sfida, anche se in extremis, proprio grazie al contributo di chi è subentrato. La speranza dei tifosi rossoneri, comunque, è sempre la stessa, cioè che indipendentemente da chi scende in campo, i giocatori si impegnino al massimo e diano tutto quello che hanno per vincere la partita, perché in questa stagione abbiamo già sofferto abbastanza e non vogliamo veder svanire anche l’ultimo obiettivo; desideriamo un “uovo rossonero” che non sia di cioccolato amaro ma il più dolce possibile e con una bella sorpresa, ovvero un passaporto europeo per la prossima Champions League!
 

per Milannews.it

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