IBRA AL MILAN il vero colpo di mercato
Milannews Redazione
CON LO PSEUDONIMO DI LEOPOLDO PIATTI, UNO DEI MIGLIRI ESPERTI DI CALCIOMERCATO EUROPEO FA UN’ANALISI DI COME DOVREBBERO MUOVERSI INTER E MILAN PER TORNARE COMPETITIVE ANCHE IN EUROPA.
IBRA AL MILAN LA SOLUZIONE MIGLIORE PER TUTTI, MA CI VORREBBE UN BERLUSCONI ALLA “DON VITO CORLEONE”.
Con lo scudetto già assegnato e tutte le italiane eliminate dalle coppe europee, le uniche incertezze della stagione calcistica riguardano il nome di due delle tre retrocesse dalla A alla B (la Reggina è ormai spacciata) e della quarta in classifica che potrà fare il preliminare di Champions’ League. Un po’ poco, per soddisfare l’interesse dei tifosi che si cibano di calcio per dodici mesi l’anno, per cui l’attenzione torna a focalizzarsi sul calcio mercato, che quest’anno, complici i risultati negativi e la crisi economica, dovrà essere estremamente mirato.
La stagione che si sta chiudendo ha detto, in modo chiarissimo, alcune cose: l’Inter ha, di gran lunga, la squadra più forte in Italia, ma in Europa continua a fallire.
La società di via Durini, quindi, dovrà decidere se continuare in questa linea, che la vedrebbe, con pochi ritocchi, continuare a dominare la scena nazionale per chissà quanti anni, o se tentare di modificare la situazione, allestendo una formazione che possa raggiungere i successi europei che mancano da tempo immemorabile.
Oltre a ciò, l’Inter sta continuando a mostrare, forse ancor più che nel passato (anche se già lo scorso anno la dipendenza era notevolissima), di essere, nel bene e nel male, soggetta al talento di Ibrahimovic, tanto grande in Italia quanto piccolo fuori dai confini.
Quanto al Milan, il problema è quasi l’opposto: la squadra, anche quest’anno, ha dimostrato di non reggere il passo sulle trentotto partite, avendo un organico inadeguato a tale scopo, mentre nel passato, anche recentissimo, ha dimostrato di avere individualità che possono portarla a grandi successi internazionali.
Oltre a ciò, il Milan avrà il problema, sempre rinviato ma mai davvero risolto, di trattenere Kaka e, soprattutto, di motivare questo giocatore, grandissimo ma apparso quest’anno piuttosto svogliato in diverse occasioni.
Per raggiungere i rispettivi obiettivi, quindi, l’Inter deve comprare dei veri campioni, che facciano la differenza in campo internazionale, mentre il Milan deve acquisire giocatori che diano continuità, per tornare ad essere competitivo in campo nazionale.
La soluzione migliore, che potrebbe non attuarsi solo per ragioni di campanile ma che risolverebbe, potenzialmente, tutti o quasi i problemi dei soggetti coinvolti, sarebbe la seguente: Ibrahimovic al Milan.
Con questa soluzione, lo si ripete molto difficile ma sulla quale è indispensabile per le milanesi lavorare, il Milan acquisterebbe quella continuità che le manca, riempirebbe il vuoto della punta che quest’anno si è sentito come un macigno, tornerebbe immediatamente ad essere competitiva per lo scudetto e farebbe una mossa che convincerebbe Kaka (che, di fianco a Pato ed Ibra potrebbe tornare ad esprimersi ai livelli dei quali è capace) a restare definitivamente a Milano, rassicurato in merito alle intenzioni della società.
Con questo acquisto, quello di Thiago Silva e, al limite, quello di un solido difensore, il Milan avrebbe sistemato la gran parte dei suoi problemi.
Chiarito questo, resta da capire per quale motivo l’Inter dovrebbe rinforzare proprio i cugini rossoneri. Le ragioni sono piuttosto semplici.
L’Inter, specie dopo l’ultima campagna acquisti, costata oltre sessanta milioni solo per l’acquisto di giocatori che hanno deluso, non può pensare di fare di nuovo un mercato basato esclusivamente sulle tasche di Massimo Moratti, per cui, almeno in parte, i nuovi acquisti dovranno essere fatti con risorse economiche reperite dalle vendite o dai risparmi su altri ingaggi. Da questo punto di vista, l’unico giocatore che assicurerebbe entrambi gli obiettivi è Ibra, che ha un ingaggio elevatissimo e che può essere venduto ad un prezzo importante.
Il punto, però, è che, realisticamente, l’unica squadra in grado di offrire molti soldi per Ibra, perché di un giocatore del genere ha bisogno come dell’aria, è il Milan.
Tra le squadre di alto livello (le uniche che possano pensare di offrire ad Ibra un contratto in linea con quello che ha attualmente), nessuna tra Barcellona (Messi, Etòo, Henry, Bojan), Manchester (C. Ronaldo, Rooney, Berbatov), Liverpool (Torres), Chelsea (Drogba), nessuna ha davvero bisogno di un giocatore come lo svedese, per il quale, quindi, non farebbero certo follie.
Lo stesso Real ha dimostrato un’attenzione rivolta a giocatori diversi, per età e palmares, da Ibra. A ciò si aggiunga che quest’ultimo ha ormai 28 anni, un’età in cui l’assenza di grandi risultati a livello internazionale pesa come un macigno sulle scelte delle grandi di Europa, che non vedono il suo acquisto come una mossa decisiva, nemmeno per vincere la loro Lega, mentre il fatto che Ibra faccia la differenza in Italia è una circostanza della quale nessuno può dubitare e sul quale, quindi, il Milan potrebbe contare ad occhi chiusi.
Solo il Milan, quindi, può essere tentato (e, anzi, avrebbe il dovere) di comprare Ibrahimovic e, per farlo, avrebbe senso che facesse, anche in un periodo di crisi, un investimento di svariate decine di milioni (che verrebbero ripagati dalla sostanziale assenza di rischio, considerato l’altissimo livello del rendimento di Ibra in Italia), dando così all’Inter quei mezzi finanziari che le permetterebbero, unitamente alla disponibilità di Moratti, che comunque non deve mancare, di dare l’assalto a quel grande centrocampista di livello e personalità mondiale (De Rossi o Lampard?) ed a quella grande punta (Aguero o Benzema?), che potrebbero davvero portarla ad essere competitiva al massimo livello europeo.
Infine, ci guadagnerebbe anche il calcio italiano, che si troverebbe con due squadre enormemente migliorate, che potrebbero dare vita ad un grande campionato, che tratterrebbero i giocatori migliori nella nostra Lega, facendo, finalmente, arrivare qualche grande campione anche da oltre confine.
E’ un’operazione, quindi, quella di Ibra al Milan, che comporterebbe solo vantaggi per tutti (a condizione, ovviamente, che l’Inter sappia poi spendere bene il ricavato, ma questo è un discorso diverso).
La società di via Turati, quindi, ha il dovere di fare il primo passo ed andare dall’Inter, facendo, sia alla società sia al giocatore “un’offerta che non si può rifiutare”, risolvendo, d’un colpo, i problemi che si trascina da anni e, soprattutto, dando al calcio italiano quella scossa della quale non c’è mai stato così tanto bisogno.
LEOPOLDO PIATTI


