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La compattezzaTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti
per Milannews.it

La compattezza

"Compattezza" è la parola d’ordine delle ultime ore. Invocata, agognata, sospirata nella sede del Milan. "Un chiaro indice di forte coesione e solidità di un corpo solido o di un gruppo". Questa la definizione. Nel Milan c’è molta compattezza, è vero, a Milanello, dove il gruppo ha tolto ogni dubbio a quei pochi che dubitavano della sintonia tra Allegri e i suoi ragazzi, grazie ai minuti finali del match perso contro l’Atalanta. Quei 33 minuti, dall’occasione di Nkunku neutralizzata da Carnesecchi, 64’ al colpo di testa/spalla di Gabbia al 97' sono stati i più belli delle ultime sei partite. Troppo pochi  33 minuti sui 600 minuti, recuperi compresi, dalla vittoria sul Torino dello scorso 21 marzo. Eppure sono fondamentali in vista di Marassi. Forse aiutati anche dal calo di tensione dei bergamaschi, i giocatori rossoneri hanno infatti regalato quella intensità, quella velocità di esecuzione, quella pericolosità mai mostrate negli ultimi impegni. Lasciatemi immaginare che i primi minuti di Genova possano essere la logica continuazione della divertente fase finale di domenica sera. Aumenterebbero le possibilità di conquistare i primi tre punti dei sei che mancano al ritorno in Champions League. Un piazzamento meritato per il campionato di vertice che il Milan ha condotto fin dalla seconda giornata, quando ha vinto a Lecce.

Intanto Massimiliano Allegri, come i suoi colleghi impegnati nelle sfide per le posizioni dalla seconda alla quarta e le avversarie, è in difficoltà, nel programmare la prossima partita perché non sa quando giocherà la penultima di campionato. Per una infausta e incauta e sorprendente decisione si è stabilito di fissare il derby di Roma nel giorno della finale degli Internazionali di tennis, che si disputano a pochi metri dallo stadio Olimpico. Ora giocatori, staff, medici, tifosi, televisioni attendono la decisione del Tar, che deve confermare o togliere la decisione della Prefettura. IMBARAZZANTE!

Per quanto riguarda la COMPATTEZZA, tutto è finito qui. Lasciata l’isola felice di Milanello il resto è CAOS. Il ricatto morale, che non se ne deve parlare perché potrebbe andare a detrimento dei risultati in campo, non ha alcuna valenza. Se ne deve parlare  invece e tanto perché questo non accada più!

Perchè nei prossimi mesi di maggio, non si alzino più proteste come negli ultimi anni.

Perché nelle prossime primavere non si aspetti di rinnovare il contratto al Direttore Tecnico Paolo Maldini, fino al 30 giugno, a poche ore dalla scadenza, (2022).

Perché  non venga cacciato, all ‘improvviso un dirigente, senza sostituirlo (2023).

Perché non si scelga un allenatore, Lopetegui contestato prima di entrare a Milanello ( 2024).

MAI ACCADUTO

Perché  non si aspetti di scegliere un Direttore Sportivo finalmente e un allenatore, a fine maggio con l’acquisto di giocatori non scelti dal tecnico. Con una scenografia luminosa prima che invita il proprietario ad andare a casa ( 2025).

Perché non  debba più  accadere che 50000 per adesso, tifosi del Milan  lancino una petizione per le dimissioni dell'Amministratore Delegato.

MAI ACCADUTO

Con una scenografia luminosa che invita Giorgio Furlani appunto l’AD ad andare a casa ( 2026). Aprire questo tremendo Cahier des Doléances significa minare la COMPATTEZZA dell’ambiente? Oppure  sono altri ad aver minato la compattezza di un ambiente che ora non sa con certezza, a sentire le voci che si stanno diffondendo da giorni, chi sarà il prossimo Presidente, il prossimo Amministratore Delegato, il prossimo Direttore Sportivo il Prossimo Allenatore. E quindi non conosce chi guiderà il Milan a tutti i livelli per la prossima stagione. Siamo partiti in ritardo negli ultimi quattro anni e ci siamo ricascati. Per la compattezza la prossima volta! Sperando che sia l’ultima stagione ad offrire questi episodi mai accaduti nella storia di quasi 127 anni del nostro Milan. Con l’augurio poi, per concludere che Gerry Cardinale abbia letto una celebre frase di Albert Einstein: "Non puoi risolvere i problemi con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearli".

Nel caso del Milan parole che possono essere liberamente trasformate. “Per risolvere i problemi non puoi affidarti alle teste che li hanno creati!”.

Ultimo pensiero, ma non meno importante. Ancora una trasferta vietata ai tifosi del Milan. Quella di Genova. Che dispiacere!