Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / milan / Editoriale
Il lavoro ai fianchi di Ibra. Quando Allegri chiese Camarda. Vogliono 40 enni di lingua ingleseTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Franco Ordine
per Milannews.it

Il lavoro ai fianchi di Ibra. Quando Allegri chiese Camarda. Vogliono 40 enni di lingua inglese

Non mi eserciterò nel tentativo di indovinare quali saranno le nuove figure della governance del prossimo Milan: con le fonti fuori Milano mi appassiona zero. Posso invece offrire alcune chiavi di lettura del terremoto accaduto nel Milan e delle impressioni ricavate dall’incontro con Gerry Cardinale. A sentir parlare il numero uno del fondo RedBird ho capito fondamentalmente che, stando negli Usa, durante tutto l’anno si è documentato sul conto del Milan parlando ESCLUSIVAMENTE con Ibrahimovic e con Furlani.

Questo tipo di informazione “parziale” non gli ha consentito di ascoltare tutte le campane del Milan e in particolare non ha avuto una documentata scansione degli avvenimenti, a cominciare dal mercato di gennaio in avanti quando Allegri -qui siamo a fine novembre- avvertì il club che “la squadra stava iperperfomando” e che aveva bisogno di “3 rinforzi per arrivare sicuramente in Champions e continuare a restare nella scia dell’Inter”. Sapete bene tutti quale fu la risposta: “Non c’è un euro a disposizione!”. 

Offro un particolare inedito: quando Tare informò che la sua ricerca sul mercato a costo zero aveva condotto a Fullkrug, Allegri gli suggerì a quel punto di RIPORTARE A CASA IN ANTICIPO CAMARDA. Tutti i giudizi espressi sono frutto di queste informazioni. Questo non significa che Allegri sia esente da colpe. Anzi è il primo a riconoscerle tutte, specie in quelle occasioni in cui si è lasciato convincere a schierare un 4-3-3 che l’ha portato a prendere una scoppola a San Siro dall’Udinese! Altre responsabilità: non aver capito in anticipo che dopo Napoli la squadra stava mollando gli ormeggi!

Ibra ha fatto altri danni collaterali parlando con i calciatori per suggerire cambi di posizione (Fofana che voleva giocare centrale al posto di Modric!) o per preannunciare l’arrivo di Mateta ma quando si arriva al punto di sfiorare la rissa con l’allenatore allora si dimostra che non sei in grado di fare il dirigente non del Milan ma nemmeno dell’accademia Brera. Anche tra Paolo Maldini e Stefano Pioli avvennero discussioni molto accese nell’anno successivo allo scudetto ma rimasero sempre nell’ambito di un civile confronto. Se poi, come si è capito, a “pompare” Ibra contro Allegri è intervenuto anche qualche colloquio con Cassano, allora il quadro è completo e non si può più discutere seriamente. 

Per concludere. Cosa ho capito durante il colloquio di lunedì scorso con Gerry Cardinale? Provo a sintetizzare: 1) l’uomo è abituato negli Usa ad avere rapporti con pochi selezionati media, 3-4 al massimo (e ci ha anche fatto l’elenco), rifuggendo dalla formula conferenza stampa come invece succede da noi in Italia. Per farlo avrebbe bisogno di un carattere meno impulsivo, di un tratto più diplomatico e di una visione marcatamente italiana invece che a stelle e strisce. Il punto finale è il seguente: l’impostazione data, con il “piazza pulita” di lunedì pomeriggio, mi ricorda molto il licenziamento di Boban seguito dalla trattativa prolungata con Rangnick (68 anni a giugno) messo in riga da Maldini per via di qualche intervista sul Milan senza averne titolo. In quella occasione solo l’opera preziosa di mediazione di Ivan Gazidis rispetto alle spinte di Elliott impedì di concludere il ribaltone (rimase Pioli con Maldini) che andrà in onda nei prossimi giorni. Vogliono 40 enni di lingua inglese. Forse servirebbe anche la conoscenza del calcio italiano e un format sul mercato conservativo per salvare la continuità.