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Dentro il calcio di Glasner: non solo 3-4-2-1, ma intensità, trappole e verticalitàTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 18:00Primo Piano
di Lorenzo De Angelis
per Milannews.it

Dentro il calcio di Glasner: non solo 3-4-2-1, ma intensità, trappole e verticalità

Alla scoperta del calcio di Oliver Glasner, il candidato numero uno alla panchina del Milan per questo nuovo corso.

Per capire il calcio di Oliver Glasner bisogna partire da un concetto molto semplice che il tecnico fa suo: il modulo conta, ma non basta. Il tecnico austriaco viene associato spesso e volentieri al 3-4-2-1, modulo utilizzato spesso nei suoi due anni e mezzo al Crystal Palace, ma ridurre il suo calcio alla disposizione iniziale della squadra sarebbe fuorviante, anche perché nella sua - comunque breve - esperienza in Premier League Glasner è riuscito a portare soldiità e rendimento alle Eagles, ancor prima che i risultati. 

PRESSING E CONTROPRESSING: LA SQUADRA DEVE AGGREDIRE, NON ASPETTARE

Il calcio di Oliver Glasner nasce da una matrice molto chiara: intensità, aggressività e riconquista rapida. Non è un possesso palla lento e orizzontale, ma un calcio che vuole recuperare il pallone in zone utili per poi attaccare subito. Ed ecco spiegato il perché dell'utilizzo costante di un modulo con la difesa a 3. Grazie a questo schieramento le sue squadre riescono ad avere una forte presenza centrale per via della coppia di mediani e dei due trequartisti - o esterni alti - stretti dietro la punta, ruoli strategici affinché il suo pressing abbia effetto. 

C'è da dire che però il gioco di Glasner non si canalizza centralmente, ma trova il suo sfogo verso l'esterno, creando delle vere e proprie "trappole laterali", perché l'avversario viene accompagnato sulla fascia dove, più vulnerabile, viene aggredito da esterno, braccetto di difesa - che dà supporto alla manovra - e centrocampista. Ed è qui che Glasner si distinuge: il suo pressing non è caotico ma organizzato, con la squadra chiamata a non correre giusto per farlo, ma con un obiettivo preciso, ovvero la riconquista - immediata - della palla. 

COSTRUZIONE E SVILUPPO: FRASEGGIO RAPIDO MA SEMPRE VERTICALE

In fase di possesso Glasner ama che le proprie squadre si compattino per poi sprigionare tutta la loro potenza sulle corsie laterali. La base, come detto, è spesso un 3-4-2-1 o un 3-4-3, con i quinti molto alti, i due trequartisti interni tra le linee e una punta capace di lavorare bene sia spalle alla porta che in profondità. Con i suoi giocatori l'austriaco non cerca un fraseggio estecico fine a sé stesso, ma vuole che il pallone si muova rapidamente così da trovare subito l'uomo libero tra le linee. 

Al Crystal Palace, ad esempio, giocatori come Eberechi Eze - diventato poi campione d'Inghilterra con l'Arsenal -, Ismaila Sarr e Jean Philippe Mateta - nome che potrebbe tornare di moda - sono stati valorizzati dentro un sistema fatto di attacchi diretti, inserimenti e transizioni rapide. 

GLASNER, TRA INTRIGO E RISCHIO

Quindi, ricapitando, Oliver Glasner è un allenatore concreto, che organizza, compatta, verticalizza e chiede intensità alle proprie squadre. Ha vinto l'Europa League con l'Eintracht Francoforte, dimostrando di essere in grado di costruire squadre capaci di colpire anche avversari superiori sulla carta. Il Guardian, però, ha evidenziato anche un punto delicato, da non sottovalutare: il suo sistema, per quanto - molto - efficace in contesti di transizione, può essere molto più complicato da tradurre in campionato dove le difese tendono a chiudersi di più, proprio come la Serie A. 

Per il Milan sarebbe quindi una scelta affascinante ma non banale, perché Glasner darebbe identità, pressing e ferocia, ma allo stesso tempo avrebbe bisogno dei giocatori adatti. Non è un mago ma un tecnico di sistema.